Nello Musumeci

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Nello Musumeci
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Presidente della Provincia di Catania
Durata mandato 19 febbraio 1994 –
25 maggio 2003
Predecessore Antonio Pennisi
Successore Raffaele Lombardo

Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Durata mandato 15 aprile 2011 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Pasquale Viespoli
Successore nessuno

Eurodeputato
Legislature IV, V, VI
Circoscrizione Italia insulare
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Diventerà Bellissima (Dal 2015)
In precedenza:
Movimento Sociale Italiano (1970-1995)
Alleanza Nazionale (1995-2005)
Alleanza Siciliana (2005-2007)
La Destra (2007-2015)
Professione Bancario

Sebastiano Musumeci, detto Nello (Militello in Val di Catania, 21 gennaio 1955), è un politico italiano.

Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal 2012 è deputato all'Assemblea regionale siciliana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha svolto studi universitari in Scienze della comunicazione; ha lavorato come bancario nel Gruppo Unicredit ed è giornalista pubblicista. Ha avuto tre figli: Salvatore, Giuseppe (deceduto a trenta anni nel maggio 2013)[1] e Giorgio.

La politica nel MSI[modifica | modifica wikitesto]

Entra in politica a 15 anni nelle file della "Giovane Italia", organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. A venti anni è eletto consigliere comunale nella sua città di origine, Militello in Val di Catania, e successivamente nei Comuni di Gravina di Catania (1980) e Castel di Iudica (1983), dove ricopre anche la carica di vicesindaco in una coalizione di centrodestra.

A trentadue anni è eletto dal congresso segretario provinciale del MSI di Catania. Ha poi rivestito il ruolo di consigliere provinciale di Catania dal 1990 fino al 1993.

Presidente della provincia[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 febbraio 1994, con suffragio diretto, diviene, dopo il ballottaggio, presidente della Provincia di Catania con la sola lista MSI-Destra Nazionale. È riconfermato presidente nel '98, al primo turno, con più di 310 000 preferenze, sostenuto da una coalizione di centrodestra. Assieme al sindaco del centrosinistra Enzo Bianco, è considerato uno dei protagonisti della cosiddetta "Primavera di Catania". Rimane in carica fino alla scadenza del secondo mandato (maggio 2003).

Aderisce nel 1995 ad Alleanza Nazionale e diventa coordinatore regionale per la Sicilia dal 2002 al 2004. In seguito a reiterate minacce mafiose, ha vissuto sotto scorta della polizia dal 1995 al 2001 e dal 2005 al 2006.[2] In un sondaggio condotto a fine 2002 da Datamedia, è risultato "il presidente di provincia più amato d'Italia". In un altro sondaggio del luglio 2010, condotto da Crespi, è risultato tra i primi otto politici più apprezzati in Sicilia.[3]

Parlamentare europeo[modifica | modifica wikitesto]

Eletto Deputato del Parlamento europeo nel giugno 1994 per la lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione Isole e riconfermato per altre due legislature (1999 e 2004). Alle elezioni europee del 2004 ottiene 116.732 preferenze[4], ed è eletto dopo le dimissioni di Gianfranco Fini, risultando il deputato di Alleanza Nazionale più votato dopo Fini, Alemanno e Gasparri e il primo in Sicilia. A Bruxelles fa parte delle commissioni Pesca e Agricoltura, dell'Assemblea parlamentare euromediterranea e della commissione per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Resta eurodeputato fino al 2009.

Alleanza Siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Mentre è europarlamentare e vicesindaco di Catania, esce da Alleanza Nazionale nel settembre 2005 - in polemica con Fini - insieme ad "Alleanza Siciliana", movimento autonomista di destra a carattere regionale, da lui fondato due mesi prima. [5]

Alle elezioni regionali del 2006, Musumeci rinuncia a entrare in coalizione a sostegno del presidente Cuffaro e si candida a presidente della Regione Siciliana, a capo del movimento "Alleanza Siciliana". Ottiene il 5,3%, contro il 53,1% dell'esponente del centrodestra Totò Cuffaro e il 41,6% della candidata del centrosinistra Rita Borsellino.

Per le elezioni amministrative del 2008 a Catania, Musumeci si candida a sindaco della città, sostenuto dalla lista civica che porta il suo stesso nome.[6] Musumeci ottiene oltre il 25% dei voti, superando in preferenze il candidato del centrosinistra Giovanni Burtone, e arrivando a sfiorare il ballottaggio col candidato sindaco sostenuto dal centro-destra, Raffaele Stancanelli che viene eletto sindaco al primo turno. Musumeci risulta essere comunque il consigliere comunale più votato della città, con oltre 4.000 preferenze, seguito dal senatore Enzo Bianco dello schieramento di centrosinistra.

Il movimento Alleanza Siciliana nel 2008 entra in La Destra e il 6 dicembre Musumeci viene eletto vicesegretario nazionale dal Comitato centrale del partito, carica alla quale rinuncia l'anno successivo.

Ha insegnato all'Istituto superiore di giornalismo di Acireale ed è tra i fondatori dell'ISSPE (Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici) di Palermo. È autore di alcuni saggi storici sulla Sicilia del Novecento.

Sottosegretario al Lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 aprile 2011 il Consiglio dei Ministri nomina Nello Musumeci nuovo Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in rappresentanza del movimento La Destra. La cerimonia di giuramento si svolge il 19 aprile a Palazzo Chigi.[7]. Resta sottosegretario fino alle dimissioni di Berlusconi nel novembre successivo.

La candidatura alla Presidenza della Regione del 2012[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Sicilia del 2012.

Il 22 agosto 2012 Musumeci annuncia, su proposta del leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, la sua candidatura a Presidente della Regione Siciliana sostenuto anche dalla Lista Musumeci, I Popolari di Italia Domani, Fareitalia e Alleanza di Centro. Due giorni dopo Musumeci riceverà anche il supporto de Il Popolo della Libertà, diventando il candidato ufficiale del centrodestra e allora il 30 agosto Miccichè esce dalla coalizione e si candida a Presidente della Regione Siciliana.

Il 29 ottobre 2012 ottenendo il 25,7% dei consensi, viene sconfitto dal rappresentante del centrosinistra Rosario Crocetta che prende il 30,5%[8].

Risulta comunque eletto deputato all'Assemblea Regionale Siciliana in quanto candidato presidente non eletto che ha ottenuto più voti.

Il 23 maggio 2013 viene eletto all'unanimità Presidente della Commissione regionale Antimafia dell'Ars, e aderisce al gruppo parlamentare Lista Musumeci.

#Diventerà bellissima[modifica | modifica wikitesto]

Lasciato il movimento di Storace, nel 2015 Musumeci è tra i fondatori del movimento civico siciliano "#Diventerà bellissima", così denominato per richiamare una frase di Paolo Borsellino rivolta alla Sicilia[9] e di cui è il leader. Nel febbraio 2017 il suo movimento lo propone candidato alle primarie del centrodestra per la Presidenza della Regione Siciliana, decise da tutte le forze politiche dello schieramento, poi annullate.

La candidatura alla Presidenza della Regione del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Sicilia del 2017.

Dopo che Forza Italia rinuncia alle primarie del centrodestra, si dimette nell'aprile 2017 da presidente dell'Antimafia regionale e ufficializza la candidatura alla presidenza della Regione Siciliana per le regionali del novembre 2017, come candidato ufficiale del movimento Diventerà bellissima.

Musumeci ottiene l'appoggio in luglio quello di Fratelli d'Italia, Noi con Salvini e di Energie per l'Italia, ad agosto di Unione di Centro, Forza Italia, Nuovo CDU e a settembre di Cantiere Popolare e MpA.

Il 5 ottobre presenta ufficialmente le sua candidature e il listino del presidente [10], sostenuto da 5 liste: Diventerà Bellissima, UDC, Forza Italia, Autonomisti e Popolari e Musumeci presidente.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2017, assieme al deputato Nino D'Asero, Nello Musumeci è stato in una inchiesta su nove dipendenti di Riscossione Sicilia della Procura della corte dei conti di Catania di essere stato favorito in alcune procedure esecutive di pignoramento, provocando un danno erariale stimato in 390 mila euro. I due comunque non erano indagati.[11] A settembre la posizione dei due parlamentari è stata archiviata [12].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • L'ambasciatore Anfuso. Duce, con voi fino alla morte, Catania, CE.S.PO.S, 1986.
  • Ritorno di fiamma. La nascita del MSI a Catania, 1943-1948, Piano Tavola, Nuova Poligrafica, 1991.
  • Castel di Judica. Dall'autonomia comunale al dopoguerra, Catania CE.S.PO.S, 1992.
  • Militello dalla A alla Z, a cura di, Catania, Biblioteca della Provincia Regionale di Catania, 2003.
  • Gaetano La Terza. Scritti e discorsi, Catania, CE.S.PO.S, 2005.
  • Quelli della Fiamma. Storia fotografica del MSI in Sicilia, Catania, CE.S.PO.S., 2016

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]