Antonio Angelucci

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on. Antonio Angelucci
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Sante Marie
Data nascita 16 settembre 1944
Titolo di studio licenza media
Professione imprenditore
Partito Il Popolo della Libertà
Legislatura XVI Legislatura
Gruppo Il Popolo della Libertà
Circoscrizione Lombardia 2

Antonio Angelucci (Sante Marie, 16 settembre 1944) è un imprenditore e politico italiano.

È l'effettivo azionista di controllo di Tosinvest, holding che prende il nome dalle prime due lettere (TO - SI) dei nomi del fondatore Antonio, più noto come Tonino, e della sua prima moglie Silvana Paolini[1].

Tosinvest controlla la società Tosinvest Sanità, che gestisce case di cura riabilitative in tutta Italia e i quotidiani Il Riformista[Il Riformista nel frattempo ha chiuso] e Libero. Presentatosi alle elezioni politiche 2008 nella Circoscrizione Lombardia 2, nelle liste del Popolo della Libertà, è stato eletto deputato.

Ha quattro figli, uno dei quali, Giampaolo, è il più attivo nella gestione aziendale, anche se dal 2006 è stato indagato per una vicenda di corruzione riguardante l'ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto; a fine 2007 è stato chiesto il rinvio a giudizio [2] e nel 2009 è stato arrestato, ottenendo però gli arresti domiciliari [3].

La carriera di imprenditore[modifica | modifica wikitesto]

Nato in un piccolo paese abruzzese, si trasferì a Roma dopo l'adolescenza e lavorò dapprima come commesso di una farmacia, in seguito come portantino presso l'ospedale romano San Camillo, dove Angelucci si dimostrò molto attivo come sindacalista. Apprese le necessarie informazioni sul mondo sanitario, il giovane Antonio, per gli amici Tonino, utilizzò le amicizie contratte sul lavoro per entrare in società con altri imprenditori e politici in una vecchia casa di cura per lungodegenti di Velletri, della quale in breve - nel 1984 - riuscì a conquistare con prontezza e spregiudicatezza la maggioranza del capitale.

Una volta divenuto a pieno titolo imprenditore, Angelucci non si fermò più e, con metodi non sempre apprezzati dai concorrenti, riuscì ad acquisire i pacchetti di maggioranza di altre strutture di lungodegenza, che - con felice intuizione e con buone entrature negli ambienti della Regione Lazio - trasformò nelle ben più redditizie cliniche per riabilitazione.[4]

Negli anni '90, poi, coltivando un ottimo rapporto con il banchiere Cesare Geronzi e con la Banca di Roma, divenuta in seguito Capitalia, riuscì ad ottenere ingenti prestiti per poter acquistare importanti partecipazioni (ad esempio, la maggioranza del capitale del quotidiano l'Unità) e rilevanti immobili (ad esempio, il palazzo di via delle Botteghe Oscure di Roma, detto il Bottegone, che fu per circa quaranta anni la sede della direzione del Partito Comunista Italiano, un palazzo simbolo della Roma che contava).

Nel biennio 2000 - 2001 suscitò notevole scandalo la vicenda dell'Ospedale romano, sulla via Laurentina, appartenente all'Istituto San Raffaele di Milano, che - dopo un lungo contenzioso - fu venduto dall'istituto diretto da Don Verzè alla famiglia Angelucci per un importo di molto inferiore a quanto pochi mesi dopo fu pagato dalla Regione Lazio per ricomprarlo dagli Angelucci. Su questa vicenda vi furono inchieste giudiziarie e interrogazioni parlamentari [5] , per ora ancora ferme alla Procura della Repubblica di Roma. Sulla vicenda Don Verzè scrisse un libro.[6]

Dalla fine del 2008, la famiglia Angelucci, attraverso la società veicolo lussemburghese TH S.A., fa parte, con il 7.1%, del capitale azionario di Alitalia - Compagnia Aerea Italiana.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

La società Tosinvest nel 2007 è stata al centro di uno scandalo su presunte tangenti versate ad un agente segreto [7].

Nell'estate 2008, la famiglia Angelucci è stata coinvolta dai media nella Sanitopoli d'Abruzzo, vicenda di mescolanza tra affari e politica che ha portato all'arresto e alle conseguenti dimissioni del governatore regionale Ottaviano Del Turco, accusato di intascare tangenti da alcuni imprenditori della sanità attivi in Abruzzo.[8][9][10]

Nel febbraio 2009 esplode un altro scandalo e per Antonio Angelucci la procura di Velletri chiede l'autorizzazione all'arresto, mentre esegue mandati di cattura per il figlio Giampaolo e per altri 12 indagati, nell'ambito di un'inchiesta per truffa da 170 milioni di Euro ai danni della Regione Lazio.[11] Antonio Angelucci finisce ancora sotto inchiesta, assieme a tre dei figli, per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari nel 2014[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fabio Dal Boni, "Lo strano rapporto tra sanità privata ed editoria, da De Benedetti agli Angelucci, da Rotelli a Ciarrapico e a Caracciolo", Il Foglio, 6 agosto 2007
  2. ^ Tangenti: Fitto e Angelucci a processo "L'Espresso" 23 dicembre 2007
  3. ^ Sanita', arrestato Giampaolo Angelucci ANSA, 4 febbraio 2009
  4. ^ Il Giornale 21.06.2006 su Antonio Angelucci
  5. ^ Atti Parlamentari XIII Legislatura, allegato B resoconto seduta Camera 31 ottobre 2000
  6. ^ Don Verzè, "Pelle per pelle", Mondadori 2004, ISBN 88-04-53150-9
  7. ^ Angelucci Bank "L'Espresso", 15 novembre 2007
  8. ^ Abruzzo: l'inchiesta si allarga, "La Stampa", 16 luglio 2008
  9. ^ Arresto Del Turco, spunta la famiglia Angelucci, "Affari Italiani", 17 luglio 2008
  10. ^ E nella Sanitopoli d’Abruzzo spuntano vip e imprenditori, "Il Giornale", 18 luglio 2008
  11. ^ "Truffa alla Sanità: arrestati gli Angelucci"
  12. ^ Frode fiscale, indagati gli Angelucci, re delle cliniche del Lazio, in La Repubblica, 6 giugno 2014. URL consultato il 1º luglio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]