Turismo in Italia

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Turisti alla Fontana di Trevi nel centro di Roma

1leftarrow.pngVoce principale: Italia.

Il turismo è uno dei settori economici dell'Italia. Il paese era, nel 2013, il quinto più visitato nel mondo con 57,7 milioni di turisti internazionali in arrivo, una cifra in crescita rispetto ai due anni precedenti (43,6 e 43,2 e 46,1 milioni nel 2009 e 2010 e 2011 rispettivamente)[1]. Secondo le stime del World Travel and Tourism Council, l'industria turistica nel suo complesso (turismo nazionale e estero) avrebbe contribuito, con 147 miliardi di euro, per il 9,4% alla formazione del PIL del paese, impiegando all'incirca 2,5 milioni di persone, pari al 10,9% dell'occupazione nazionale[2].

Dati e statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Capacità ricettiva in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Riportiamo i dati emersi da uno studio dell'ISTAT condotto dal 2002 al 2005 sulla capacità ricettiva in Italia[3].

Turisti in gondola a Venezia (sullo sfondo la Basilica di San Marco), in una foto del primo Novecento
Mappa inglese con le principali attrazioni di Roma

Tracciando un quadro generale, l'Italia è dotata di oltre 33.000 alberghi, dalle 5 stelle lusso a 1 stella; nel 2002, vi erano 33.411 alberghi, cresciuti in 3 anni di un centinaio di unità fino a toccare quota 33.527 nel 2005. Tali strutture, sempre al 2005, offrono 2.028.000 posti letto, distribuiti in 1.020.000 camere (con prevalenza dunque di doppie e in minor misura triple) e 1.003.000 bagni.

Oltre agli alberghi, esistono altre strutture ricettive: il villaggio turistico ed il campeggio spesso dotati di servizi di animazione in quanto pensati per ricevere più ospiti in una sola struttura rispetto invece agli hotel. I villaggi e i campeggi sono 2.411, ed offrono 1.344.000 posti letto.

Si segnalano infine 11.700 strutture di agriturismo con una capacità complessiva di 140.000 letti, e 10.000 bed and breakfast (questi ultimi hanno avuto un tasso di crescita eccezionale, passando dai 4.000 del 2002 agli oltre 10.000 del 2005) con 53.000 letti.

In totale, se si aggiungono anche gli alloggi in affitto, l'Italia al 2005 dispone di 130.000 strutture ricettive e 4.350.000 posti letto. Inoltre va sottolineata la capacità italiana di avere approdi di primo livello ed aree balneari "pulite" per attirare un turismo ottimale nel 2012[4]

Di seguito, i dati si riferiscono ai vari tipi di alberghi, classificati per numero di stelle da 5 a 1.

Alberghi per categoria[modifica | modifica wikitesto]

7 stelle

Ci sono due alberghi 7 stelle: il Town House Galleria a Milano (25 stanze) ed l'Aman Canal Grande a Venezia.

Hotel Bauer a Venezia
5 stelle

Nel 2005, in Italia erano presenti 232 alberghi a 5 stelle o di lusso. Tali strutture, classificate come le migliori per qualità e servizi nel Paese, offrono 43.150 posti letto distribuiti su 20.686 camere, dato che conferma la netta prevalenza delle camere doppie in questo tipo di esercizi alberghieri. I bagni sono di più rispetto alle camere, e cioè 21.233.

4 stelle

I 4 stelle sono quasi 3.700, con 502.000 letti distribuiti in 247.000 camere.

3 stelle

I 3 stelle sono i più numerosi, rientrando nella media sia come servizi che come costi: sono 14.500, quasi metà di tutti gli alberghi d'Italia, 940.000 sono i posti e letto distribuiti in 483.000 camere.

2 stelle

I 2 stelle sono 5.000, con 116.000 posti letto.

1 stella

Gli alberghi ad una stella sono 2.000, con 157.000 posti letto.

Turisti stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Turisti ad Alberobello

Secondo l'Eurobarometro[5] alla domanda "Dove viaggerai per la tua vacanza principale nel 2011?"; hanno risposto "in Italia": il 14% dei lussemburghesi, l'11% degli austriaci, l' 11 % degli olandesi, il 10% dei tedeschi, il 9% dei maltesi, l'8% dei cechi, l'8% dei danesi, l' 8% dei romeni, il 6% degli slovacchi, il 5% degli estoni, il 5% dei norvegesi, il 4% dei lettoni, il 4% degli spagnoli, il 3% dei francesi, il 3% degli ungheresi, il 2% dei bulgari, il 2% dei croati e l' 1% dei greci. Per l'anno 2011, in base ai dati forniti da un'indagine condotta dall'aica, è emerso un aumento delle performance del turismo italiano[6]. Gli arrivi turistici internazionali hanno avuto un aumento medio compreso tra il 4% e il 5%. Crescita trainata dai Paesi emergenti del Medio Oriente in particolar modo dai Paesi Sud Asiatici.

Nel 2013 i paesi di provenienza dei turisti stranieri erano:

In base agli arrivi

Germania Germania 10.329.271 20,6%

Stati Uniti Stati Uniti 4.542.936 9%

Francia Francia 3.879.255 7,7%

Regno Unito Regno Unito 2.955.262 5,9%

Svizzera Svizzera 2.314. 559 4,6%

Austria Austria 2.113.848 4,2%

Russia Russia 1.926.911 3,8%

Paesi Bassi Paesi Bassi 1.925.017 3,8%

Cina Cina 1.850.206 3,7%

Spagna Spagna 1.614.839 3,2%

Giappone Giappone 1.432.051 2,8%

Belgio Belgio 1.136.286 2,3%

Polonia Polonia 981.351 2%

Australia Australia 870.857 1,7%

Brasile Brasile 747.065 1,5%

In base alle presenze

Germania Germania 52.224.949 28,3%

Francia Francia 11.900.230 6,4%

Stati Uniti Stati Uniti 11.726.058 6,3%

Regno Unito Regno Unito 11.381.729 6,2%

Paesi Bassi Paesi Bassi 11.144.216 6%

Svizzera Svizzera 9.204.315 5%

Austria Austria 8.367.288 4,5%

Russia Russia 7.111.178 3,8%

Belgio Belgio 4.879.723 2,6%

Spagna Spagna 4.465.590 2,4%

Polonia Polonia 3.963.625 2,1%

Cina Cina 2.829.861 1,5%

Giappone Giappone 2.765.168 1,5%

Australia Australia 2.292.708 1,2%

Brasile Brasile 1.830.635 1%

Fattori d'interesse turistico[modifica | modifica wikitesto]

I motivi che spingono i turisti (stranieri e interni) a visitare il Belpaese sono molti e possono essere categorizzati, per semplicità d'analisi, nei paragrafi seguenti. Sarebbe però fuorviante considerare queste "tipologie di turismo" come dei compartimenti stagni che non si influenzano a vicenda. L'occasione di trovare territori spesso ricchi di proposte turistiche diversificate, infatti, facilita e stimola i visitatori interessati principalmente a un tipo di offerta a usufruire di proposte complementari che trovano in loco (per esempio turisti in cerca di località balneari o pellegrini in viaggio religioso, sanno di poter poi godere del patrimonio artistico-architettonico o enogastronomico).

Turismo artistico-culturale[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia possiede un patrimonio storico-architettonico molto vasto e importante[7], sia come quantità di manufatti, sia come stato di conservazione, sia come valore artistico-culturale intrinseco. A dimostrazione di ciò, il Belpaese è quello che può vantare il maggior numero di siti indicati nella Lista del Patrimonio dell'umanità stilata dall'UNESCO[8].

Secondo alcune fonti, poi, quello italiano sarebbe il più ampio patrimonio culturale del mondo[9].

Nel 2013 il valore del solo patrimonio artistico-culturale è stato stimato nel 5,4% del PIL, circa 75,5 miliardi di €, in grado di impiegare circa 1,4 milioni di addetti[10].

Turismo balneare e lacustre[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Sanremo

Lo sviluppo costiero della penisola italiana si estende lungo almeno 7458 km di rive, considerando le numerose isole. Spiagge e scogliere sono costellate di diversi impianti ricettivi, quali impianti balneari, alberghi e ristoranti, resort, centri di aggregazione notturna e diurna, parchi, moli e porticcioli, oltre che numerosi centri storici e artistici, che uniscono l'interesse per il l'attività balneare a quello per lo svago, la natura e l'arte. Numerosi sono i tratti costieri famosi, anche all'estero.

Il turismo lacustre ha saputo imporsi negli ultimi anni anche grazie alla cassa di risonanza creata da alcune celebrità del jet set internazionale, molto note dal grande pubblico. Molto eco fece nel 2001 l'acquisto di una residenza di villeggiatura lungo il Lago di Como da parte dell'attore George Clooney, così come il matrimonio di Tom Cruise e Katie Holmes nel 2006 nel Castello Orsini-Odescalchi, lungo il Lago di Bracciano.

Turismo invernale[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante un clima non particolarmente rigido rispetto ad altri paesi posti a latitudini più settentrionali, l'Italia riesce ad attirare turisti che praticano sport invernali grazie alla presenza di numerose catene montuose (la percentuale di territorio montagnoso si attesta al 35% circa). Tra queste spiccano le Alpi, la catena montuosa più alta d'Europa, e gli Appennini, dotati di numerosi impianti sportivi e ricettivi.

Turismo religioso[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le mete di pellegrinaggio in Italia, prima tra tutte Roma, residenza del Papa (che ne è il vescovo) e sede della chiesa cattolica. La città è meta di pellegrinaggio soprattutto durante gli eventi principali della vita religiosa cattolica, in particolar modo durante i Giubilei. Nonostante la sua figura non sia riconosciuta ufficialmente dai fedeli di altre confessioni cristiane, la presenza del Papa a Roma attira (in misura minore) anche questi ultimi, trattandosi comunque di una figura importante all'interno del credo Cristiano. Oltre alla Santa Sede si annoverano numerosi luoghi di pellegrinaggio dati dalla presenza di reliquie e/o spoglie di personaggi importanti legati al Cristianesimo, piuttosto che dalla memoria di eventi accaduti che i fedeli ritengono miracolosi.

Turismo naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Calata di Ripari di Giobbe sulla Costa dei Trabocchi (Ortona)

In Italia ci sono diverse aree protette di vario tipo: parchi naturali, montani o marini, parchi regionali o locali, riserve naturali, faunistiche o zoologiche. Oltre a ciò sono presenti numerose bellezze naturali non necessariamente protette da parco.

Turismo d'affari[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene in contrasto con la classica immagine del turismo da tempo libero, anche il turismo d'affari movimenta ingressi nel paese e costituisce parte fondamentale del settore. In questa tipologia rientrano coloro che usufruiscono delle strutture ricettive per viaggi di lavoro e/o per partecipare a eventi legati alla produzione e/o alla commercializzazione di diversi beni sviluppati nell'ambito dei settori economici più disparati. A titolo di esempio si riportano:

Il flusso derivato da questi eventi non è da sottovalutare, come dimostrano gli impatti negativi legati alla scomparsa di alcuni importanti eventi, quali:

Le città fieristiche più importanti[12] sono (in ordine alfabetico):

  • Bologna
  • Firenze
  • Milano
  • Napoli
  • Padova
  • Parma
  • Rimini
  • Roma
  • Torino
  • Verona

Turismo enogastronomico[modifica | modifica wikitesto]

La tradizionale ricetta degli spaghetti al sugo di pomodoro e basilico

L'Italia è un paese particolarmente ricco di prodotti alimentari e di ricette gastronomiche, tanto che, accanto ai prodotti e alla cultura culinaria nazionale, si affiancano le numerosissime produzioni regionali, locali, tipiche di un'area circoscritta. A difesa della qualità e della varietà di questa ricchezza agroalimentare, l'industria del settore sfrutta spesso le normative europee e italiane proteggendo i propri beni tramite sigle quali DOC, DOCG o IGT. L'alta qualità e varietà dei prodotti alimentari e culinari è riconosciuta in molti paesi esteri, che importano, e in qualche caso imitano, i prodotti italiani. Spesso la cucina è dunque motivo di turismo nella penisola, magari affiancato a uno o più motivi precedentemente descritti. Innumerevoli sono le sagre e le fiere agroalimentari diffuse sul territorio, dai piccoli centri agricoli alle grandi metropoli. Il settore ricettivo si sta pian piano aggiornando includendo nella propria offerta al turista anche elementi culturali enogastronomici, sia negli alberghi di tipo tradizionale, sia in strutture create di proposito in tempi relativamente recenti: gli agriturismo.

Turismo sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Non da ultimo è da citare il turismo legato alle manifestazioni sportive, capace di attirare gli appassionati di diverse discipline che, in diversi casi, decidono poi di rimanere in visita nel Belpaese per un certo numero di giorni.

Mete di turismo[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia vanta una moltitudine di mete di turismo. Oltre ai numerosi centri storici delle maggiori città di ciascuna regione in Italia, nonché i loro musei, monumenti civili e religiosi, sono da annoverare i mari, le montagne, e le isole, spesso in grado di offrire una moltitudine di proposte legate alle ricchezze naturali e culturali del luogo (includendo gli usi, i costumi e le tradizioni folkloristiche).

Città d'arte[modifica | modifica wikitesto]

In Italia sono presenti molte città d'arte, molto importanti per il turismo storico-artistico. L'elenco qui presente riporta solo le città maggiori di ciascuna ragione.

Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Villa Zerbi a Reggio Calabria

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Maggiore di Bologna

Friuli Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Canal Grande a Trieste

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Liguria[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Vista aerea del centro storico di Mantova

Marche[modifica | modifica wikitesto]

Molise[modifica | modifica wikitesto]

Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Catello di San Michele a Cagliari

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Tempio della Concordia ad Agrigento

Toscana[modifica | modifica wikitesto]

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Duomo a Trento

Umbria[modifica | modifica wikitesto]

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Patrimoni dell'Umanità UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lista dei patrimoni dell'umanità in Italia.
Colosseo a Roma

L'Italia è lo stato con la più alta concentrazione al mondo di beni che rientrano nel patrimonio dell'umanità tutelati dall'UNESCO.
Le ben 56 voci presenti nell'elenco UNESCO sono così suddivise:

Legislazione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La "legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica" (legge 17 maggio 1983 n. 217) ha rappresentato il primo punto fondamentale per il riconoscimento ufficiale del settore turistico in Italia. Questa legge conteneva, infatti, per la prima volta una serie di norme generali, uguali in tutto il Paese, che costituivano l'ambito nel quale le Regioni avrebbero provveduto a regolamentare il turismo italiano. Così, a seguito della legge-quadro, numerose sono state le Regioni che hanno adeguato la propria normativa locale alle disposizioni nazionali. All'inizio del nuovo millennio, però, vi è stata une svolta essenziale nella legislazione turistica italiana: Nel 2001 sono state emanate la legge costituzionale del titolo V (legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3) e la legge 29 marzo 2001 n. 135 di "riforma della legislazione nazionale del turismo" con relativa abrogazione della legge-quadro 217/1983 tramite decreto del 22 settembre 2002. La nuova legge costituzionale risultava significativa perché modifica profondamente il titolo V della Costituzione, relativo agli enti territoriali, assegnando alle Regioni la piena autonomia legislativa ed amministrativa in ambito turistico (il quale non rientra nelle 17 materie espressamente riservate alla potestà esclusiva statale). Tale legge è stata successivamente abrogata[13] dalla attuale norma in vigore, il Decreto Legislativo 23 maggio 2011 n. 79: Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo. In ogni caso la legge 135/2001 ha comportato una semplificazione e una regolamentazione sostanziale ed è stata importante in quanto introduceva gli ambiti di competenze, la regolamentazione delle imprese e delle professioni turistiche, la realizzazione della Conferenza nazionale del turismo, la promozione dei diritti del turista, la creazione dei Sistemi turistici locali, del Fondo di cofinanziamento dell'offerta turistica, le semplificazioni per il rilascio delle autorizzazioni alle strutture ricettive e l'istituzione del Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ PDF dal sito del turismo mondiale
  2. ^ http://www.enit.it/images/stories/trasparenzavalutazioneemerito/Piano_Performance_2011-2013.pdf
  3. ^ Dal sito dell'ISTAT
  4. ^ Bandiera Blu: Mappe sui migliori approdi e spiagge in Italia nel 2012
  5. ^ FL328_Analytical report_310311.doc
  6. ^ I dati sulla crescita dell'Italia nel 2011
  7. ^ http://www.italiadiscovery.it/dettaglio_art.php?id=20340
  8. ^ http://www.unesco.it/cni/index.php/siti-italiani
  9. ^ http://www.pwc.com/it/it/publications/press-rm/docs/pr-PwC-il-valore-arte-2009.pdf
  10. ^ http://www.symbola.net/html/article/IosonoculturaLItaliadellaqualitaedellabellezzasfidalacrisi
  11. ^ http://www.motociclismo.it/milano-capitale-mondiale-della-moto-moto-57048
  12. ^ http://fiere.traveleurope.it/eventi/italia.html
  13. ^ Decreto Legislativo 23 maggio 2011 n. 79, art. 3, comma 1 lettera l)[1].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Jelardi, Storia del viaggio e del turismo in Italia, Mursia, Milano 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]