Museo della città di Rimini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Museo della città di Rimini
Rimini, museo della città, ingresso.JPG
Ingresso
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàRimini
IndirizzoVia L. Tonini, 1
Coordinate44°03′45.41″N 12°34′01.12″E / 44.062614°N 12.566979°E44.062614; 12.566979
Caratteristiche
TipoArcheologia, Arte medievale, Arte moderna
Intitolato aLuigi Tonini
Apertura1981
Visitatori18 808 (2020)
Sito web

Il Museo della città di Rimini è situato in via Tonini (angolo piazza Ferrari), nell'ex-convento dei Padri Gesuiti ed ex-Ospedale Civile. Aperto nel 1981[1] e dedicato a Luigi Tonini[2], sorge accanto alla coeva chiesa del Suffragio.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio fu progettato, come convento e collegio dei Gesuiti, da Alfonso Torreggiani e realizzato tra gli anni 1746 e 1755. Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, per circa un secolo e mezzo l'edificio fu usato come ospedale di Rimini.

A seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, si è resa necessaria una ristrutturazione, che è stata guidata dall'architetto Pier Luigi Foschi, che fu poi direttore del museo dal 1985 al 2010[3]; i lavori di recupero e restauro hanno riportato all'antico splendore il vecchio convento, che può essere considerato un patrimonio culturale italiano, in seguito scelto come sede del Museo cittadino.

Il museo è diviso in diverse sezioni, tra le cui sono degne di nota la sezione archeologica e quella medievale. Un ampio spazio è dedicato alla pittura del Trecento ed ospita, oltre a numerose opere della Scuola riminese, anche opere di Giovanni Bellini, Domenico Ghirlandaio, Guercino, Guido Cagnacci e altri.

La sezione archeologica espone i reperti della domus del chirurgo, un'abitazione romana della seconda metà del II secolo, scoperta nel 1989 in piazza Ferrari a pochi metri dal museo. Di eccezionale importanza per numero e varietà gli strumenti chirurgici, che rappresentano uno dei più importanti corredi di attrezzi medici mai rinvenuto.

Sono presenti numerosi mosaici di epoca romana, di particolare bellezza ed importanza.

Dal 2010 il museo ospita una sezione dalla preistoria alla tarda antichità, partendo da un milione di anni fa con i segni della presenza dell'homo erectus sul colle di Covignano, al tempo lambito dal mare che sommergeva il piano su cui sarebbe stata costruita Rimini; qui sono state trovate selci scheggiate e levigate (cuspidi di freccia, lame foliate, asce e martelli forati), paragonabili a quelle ritrovate nel giacimento preistorico di Cà Belvedere di Monte Poggiolo a Forlì, oltre alle prime forme ceramiche (con superficie liscia o decorata, in forma di ollette, scodelle o vasi a fiasco per contenere semi e liquidi) che segnano la nuova economia agro-pastorale, ai ripostigli dell'età del bronzo di oggetti occultati da commercianti-fonditori.[4][5]

Alcune sale del museo vengono allestite per ospitare mostre temporanee ed esposizioni culturali.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La storia, su museicomunalirimini.it. URL consultato il 29 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2016).
  2. ^ Buon Compleanno museo: Rimini lo dedica allo storico Luigi Tonini, su altarimini.it. URL consultato il 20 settembre 2016.
  3. ^ Redazione, L'ex direttore dei musei comunali: "Il nuovo spazio felliniano non ha tenuto conto dei ritrovamenti archeologici già noti", su Riminiduepuntozero, 18 settembre 2020. URL consultato l'8 agosto 2022.
  4. ^ Archeologia | Musei di Rimini, su www.museicomunalirimini.it. URL consultato il 3 agosto 2022.
  5. ^ Neolitico | Musei di Rimini, su www.museicomunalirimini.it. URL consultato il 3 agosto 2022.
  6. ^ Francesca Petrucci, La prima attività di Francesco Granacci, in Francesco Granacci e Giovanni Larciani all'Oratorio di santa caterina all'Antella, catalogo della Mostra, Firenze, 2013, pp. 32 - 33.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN130209523 · WorldCat Identities (ENviaf-130209523
  Portale Musei: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Musei