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Museo Civico San Domenico

Coordinate: 44°13′17.07″N 12°02′08.98″E
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Museo Civico San Domenico
I cinque edifici di cui è composto il complesso museale di San Domenico
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàForlì
IndirizzoPiazza Guido da Montefeltro, 12
Coordinate44°13′17.07″N 12°02′08.98″E
Caratteristiche
Istituzione2005
Apertura2005
Visitatori52 537 (2022)
Sito web

Il Museo Civico San Domenico, o Musei San Domenico, è un complesso museale situato a Forlì e deve il nome a un convento domenicano risalente al XIII secolo. Il complesso è formato da cinque edifici: palazzo Pasquali, chiesa di San Giacomo Apostolo, convento dei Domenicani, convento degli Agostiniani e sala Santa Caterina. Al suo interno è ospitata la Pinacoteca Civica di Forlì. È inoltre sede di esposizioni temporanee.

Il Museo Civico San Domenico di Forlì ha sede nell’antico convento domenicano, fondato nel XIII secolo e successivamente ampliato tra il Quattrocento e il Settecento. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, il complesso fu adibito a caserma e, in seguito, a usi industriali. A partire dal 1980 furono avviati i primi interventi di consolidamento e restauro, che misero in evidenza il valore storico e artistico dell’edificio e ne favorirono la trasformazione in sede museale. Nel 1996 il progetto di recupero fu inserito in un piano organico di riorganizzazione delle istituzioni culturali cittadine, con l’obiettivo di restituire al complesso la sua centralità attraverso funzioni espositive, spazi di ricerca e percorsi urbani.

Il restauro, protrattosi per oltre un decennio, ha consentito di ricostruire le fasi di sviluppo del convento, dalla chiesa duecentesca alle trasformazioni rinascimentali e settecentesche, fino al lungo utilizzo militare tra XIX e XX secolo. La tipologia architettonica conventuale si è rivelata adatta alla nuova funzione, permettendo di collocare nei diversi ambienti le varie sezioni museali. Gli spazi al piano terra e negli ambienti ipogei sono stati destinati al Museo archeologico e al Museo della città, mentre al piano superiore hanno trovato posto la Pinacoteca civica e le grandi sale della biblioteca, adatte a ospitare pale d’altare e collezioni di particolare rilievo, tra cui la statua dell’Ebe di Antonio Canova. La chiesa di San Giacomo, restaurata come spazio unitario, è stata destinata a mostre temporanee, concerti e conferenze, mentre il sottosuolo ospita reperti archeologici, depositi visitabili e laboratori di restauro.

Il progetto ha seguito criteri di conservazione e valorizzazione che hanno previsto l’uso di materiali compatibili con quelli originari e l’inserimento di elementi moderni riconoscibili, in un equilibrio tra rispetto della storicità e funzionalità contemporanea. L’allestimento museale è stato concepito per integrare la dimensione storica degli ambienti con le esigenze di un museo moderno, attraverso soluzioni architettoniche e illuminotecniche che favoriscono la continuità degli spazi e la leggibilità delle opere.

L’apertura ufficiale del Museo avvenne nel 2005 con la grande mostra dedicata a Marco Palmezzano, che segnò l’avvio della nuova funzione culturale del complesso, oggi considerato uno dei principali centri museali della città.[1]

Il complesso museale di San Domenico è composto da cinque strutture[2]:

  • Convento dei Domenicani – Fondato nel XIII secolo e ampliato nei secoli successivi, costituisce il nucleo originario del complesso.
  • Chiesa di San Giacomo Apostolo – Costruita tra il XIII e il XIV secolo, conserva affreschi e decorazioni di epoca rinascimentale, inglobata nel percorso espositivo.
  • Convento degli Agostiniani – Risalente al XIII secolo, fu progressivamente trasformato e oggi è integrato come sede di mostre temporanee.
  • Sala Santa Caterina – Ambiente decorato con cicli pittorici del XIV secolo, attualmente utilizzato per conferenze, eventi culturali ed esposizioni speciali.
  • Palazzo Pasquali – Edificato nel XV secolo, rappresenta un esempio di architettura civile rinascimentale e oggi è utilizzato per esposizioni e attività culturali.

Il refettorio del convento domenicano presenta affreschi cinquecenteschi attribuiti a Girolamo Ugolini. Sulla parete nord-est l'affresco è ripartito in tre parti suddivise da elementi architettonici con al centro la Crocifissione, a sinistra l'apparizione dei santi Pietro e Paolo a San Domenico e a destra sempre San Domenico che resuscita il giovane Napoleone Orsini caduto da cavallo. Sulla parete di sud-ovest è rappresentata la mensa di San Domenico con il miracoli dei pani. Quest'ultimo affresco fu gravemente danneggiato dai militari nel periodo napoleonico.[3]

Sezioni permanenti

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Gli spazi museali ospitano una ricca varietà di collezioni permanenti che spaziano dall'arte medievale al Novecento, dall'archeologia preistorica alla scultura moderna.[4]

Pinacoteca Civica

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Lo stesso argomento in dettaglio: Pinacoteca civica di Forlì.

La Pinacoteca Civica, inaugurata nel 1838, è ospitata nel complesso e presenta una vasta collezione di opere che coprono un arco temporale dal XIII al XVIII secolo. Tra le opere più significative, si annoverano dipinti di autori come Beato Angelico, Guido Cagnacci, Antonio Canova, Baldassarre Carrari, Maceo Casadei, Domenichino, Gregorio di Lorenzo (il Maestro delle Madonne di Marmo), Guercino, Lorenzo di Credi, Maestro dei Baldraccani, Melozzo da Forlì, Giorgio Morandi, Francesco Menzocchi, Livio Modigliani, Giovanni Antonio Nessoli, Marco Palmezzano, Antonio Rossellino e altri. Questa sezione offre una panoramica completa dell'evoluzione artistica della regione, con opere che spaziano dal Medioevo al XVIII secolo.

Grandi Donatori

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La sezione “Grandi Donatori”, inaugurata nel 2025 all’interno del Museo in parte nell’ex chiesa di San Giacomo, raccoglie opere d’arte donate alla città da collezionisti, famiglie e mecenati locali. Il percorso espositivo è concepito per valorizzare il contributo privato al patrimonio civico, con dipinti, sculture e oggetti d’arte selezionati per il loro valore storico, artistico e documentario. Tra le principali collezioni si annoverano:[5]

Collezione Paulucci di Calboli

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Comprende le sculture dell’artista milanese Adolfo Wildt, esponente del simbolismo e del liberty, donate dal marchese Raniero Paulucci di Calboli. Le opere, di forte intensità espressiva, testimoniano la ricerca plastica e spirituale dell’autore.

Collezione Righini

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Raccoglie dipinti e sculture di ambito moderno, tra cui opere di Giorgio Morandi, Filippo De Pisis, Massimo Campigli e altri protagonisti della pittura italiana del Novecento. La collezione riflette il gusto collezionistico e l’impegno culturale dei donatori Arturo e Ada Righini.

Collezione Pedriali

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Raccolta di ventotto opere d'arte che coprono un arco temporale dal XVII al XIX secolo. Questa collezione, donata alla città da Giuseppe Pedriali nel 1932, offre uno spaccato del gusto e del costume culturale dell'epoca. Le opere includono dipinti di artisti come Jacques Sablet, Rachel Ruysch, Giambattista Tiepolo e Alessandro Magnasco, e sono esposte al piano terra del complesso.[6]

Collezione Verzocchi

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Lo stesso argomento in dettaglio: Collezione Verzocchi.

La Collezione Verzocchi è una raccolta unica di dipinti sul tema del lavoro, commissionata dall’imprenditore Giuseppe Verzocchi tra il 1949 e il 1950. Comprende oltre settanta opere realizzate da artisti italiani del Novecento, ciascuna accompagnata da un autoritratto e da una riflessione scritta sul significato del lavoro. Tra gli autori presenti figurano Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Carlo Carrà, Mario Sironi, Massimo Campigli, Enrico Prampolini, Emilio Vedova, Giuseppe Capogrossi, Achille Funi, Ottone Rosai, Filippo de Pisis, Bruno Saetti, Aligi Sassu, Armando Spadini, Pio Semeghini, Fausto Pirandello e molti altri. La collezione, già esposta a Palazzo Romagnoli, dal 2025 viene riallestita presso il Museo San Domenico.[7]

Esposizioni temporanee

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Museo Civico San Domenico, inaugurazione della mostra dedicata a Steve McCurry (2015)

Pittura e scultura

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Premi e riconoscimenti

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  • 2019 - Global Fine Art Awards nella categoria Best Renaissance, Baroque, Old Masters, Dynasties - Group or Theme per la mostra L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio
  • 2021 - Global Fine Art Awards nella categoria Best Ancient per la mostra Ulisse. L’arte e il mito.
  1. Dal restauro al museo — Rivista IBC - Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna, su rivista.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 30 settembre 2025.
  2. Museo civico San Domenico, su Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, 5 maggio 2022. URL consultato il 2 ottobre 2025.
  3. Museo Civico San Domenico di Forlì, su GMF. URL consultato il 2 ottobre 2025.
  4. Art Bonus - Musei San Domenico, su artbonus.gov.it. URL consultato il 2 ottobre 2025.
  5. Allestita una nuova ala del San Domenico prima inutilizzata: in mostra 194 opere della Verzocchi e dei Grandi Donatori, su ForlìToday.
  6. Collezione Pedriali - Comune di Forlì : TURISMO e CULTURA, su scopriforli.it. URL consultato il 2 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2025).
  7. Forlì, il sindaco Zattini annuncia: “Una nuova ala museale e riapre la Collezione Verzocchi”, su Corriere Romagna.
  8. riconoscimento mostra 2018, su forlitoday.it.
  9. Ulisse. L'arte e il mito. Musei San Domenico, Forlì., su mostraulisse.it. URL consultato l'11 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2020).
  10. Supera la gara col British Museum e il Metropolitan di New York: secondo "Global award" alle mostre di Forlì, su forlitoday.it.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 124167128 · LCCN (EN) no2006023232 · GND (DE) 10136982-7 · J9U (EN, HE) 987007322444805171