Pozzo di San Patrizio

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L'ingresso del pozzo
Vista interna del pozzo guardando verso il basso, si nota la passerella sopra la vasca di fondo che collega la rampa di discesa a quella di risalita

Pozzo di San Patrizio è un'espressione che indica una riserva misteriosa e sconfinata di ricchezze. Secondo altri con l'espressione "è come il Pozzo di San Patrizio", si intende qualcosa in cui butti risorse ed energie, ma inutilmente, perché non si riempe mai.

La leggenda irlandese[modifica | modifica wikitesto]

Attestata sin dal medioevo è la leggenda legata ad una profonda caverna posta su un isolotto del Lough Derg (Donegal), Repubblica d'Irlanda. Secondo la leggenda, la caverna era stata indicata da Cristo a San Patrizio, solito ritirarsi in preghiera nell'isola, affinché potesse mostrare le pene dell'Inferno ai fedeli più increduli, che vi si fossero avventurati sino a raggiungere il fondo. In cambio costoro avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso.

La caverna divenne meta di pellegrinaggio, sino a quando, nel 1497, papa Alessandro VI impose la chiusura della grotta e la distruzione degli edifici sull'isola. Fu riaperta, non molto tempo dopo, e di nuovo chiusa nel 1632 ad opera di Sir James Balfour e Sir James Stewart per conto del governo irlandese. Infine, la caverna fu aperta per la terza volta sotto il regno di Giacomo II e chiusa per l'ultima volta nel 1780.

Il pozzo di Orvieto[modifica | modifica wikitesto]

Pozzo di San Patrizio
Pozzo di San Patrizio Oriveto.JPG
vista interna del pozzo verso l'alto
Tipo Archeologico
Data fondazione XVI secolo
Data chiusura Aperto
Fondatori Papa Clemente VII
Stato Italia Italia
Località Orvieto
Sito web

Coordinate: 42°43′19.2″N 12°07′15.6″E / 42.722°N 12.121°E42.722; 12.121

Vista interna da una delle rampe

Il Pozzo di San Patrizio storico è una struttura costruita da Antonio da Sangallo il Giovane a Orvieto, tra il 1527 e il 1537, per volere del papa Clemente VII, reduce dal Sacco di Roma e desideroso di tutelarsi in caso di assedio della città in cui si era ritirato. I lavori del pozzo – progettato per fornire acqua in caso di calamità o assedio – furono conclusi durante il papato di Paolo III Farnese (1534-1549).

L'accesso al pozzo, capolavoro di ingegneria, è garantito da due rampe elicoidali a senso unico, completamente autonome e servite da due diverse porte, che consentivano di trasportare con i muli l'acqua estratta, senza ostacolarsi e senza dover ricorrere all'unica via che saliva al paese dal fondovalle.

  • Il pozzo, profondo 54 metri,[1] è stato realizzato scavando nel tufo dell'altopiano tozzo ed alto della valle tiberina dove sorge il paese di Orvieto, una pietra abbastanza dura ma che ora sta risentendo, dopo vari secoli, degli scarichi fognari.
  • Ha forma cilindrica a base circolare con diametro di 13 m.
  • Gli scalini sono 248, e i finestroni che vi danno luce sono 70.

Forse per l'aura di sacro e di magico che accompagna le cavità profonde, o per pura imitazione di modelli cinematografici, i turisti moderni vi gettano monetine con la speranza di tornarvi.

Il pozzo prese il nome di San Patrizio, probabilmente, perché utilizzato come luogo di espiazione dei peccati allo stesso modo di una caverna esistente in Irlanda denominata "Purgatorio di San Patrizio".[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dal sito turistico del Comune di Orvieto: inOrvieto - Pozzo di San Patrizio, inorvieto.it. URL consultato il 5 marzo 2016.

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