Volandia

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Volandia
Museo Volandia, ingresso (Somma Lombardo).jpg
La palazzina dello stabilimento che fu delle Officine Aeronautiche Caproni che funge da ingresso al museo.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Somma Lombardo
Indirizzo via per Tornavento 15
Caratteristiche
Tipo aeronautica, storia del volo
Gestione Fondazione Museo dell'Aeronautica
Sito web

Coordinate: 45°37′50.27″N 8°42′21.53″E / 45.63063°N 8.70598°E45.63063; 8.70598

Il Parco e Museo del Volo di Volandia è un museo sito a Somma Lombardo, adiacente all'Aeroporto di Milano-Malpensa, negli edifici delle storiche Officine Aeronautiche Caproni fondate nel 1910. Il complesso si trova all'interno del Parco del Ticino. La Fondazione Museo dell'Aeronautica, nata il 22 novembre 2005, che gestisce il museo, ha sede legale a Varese, in piazza Libertà.

L'intento di questo museo è quello di far conoscere la storia dell'aviazione mondiale, con particolare attenzione alle aziende che hanno fatto la storia del volo in Italia, come la Caproni, l'Agusta, l'Aermacchi, la SIAI-Marchetti, tutte con sede nella Provincia di Varese.

Il percorso all'interno de museo è suddiviso in aree tematiche:

  • il sogno del volo / ala fissa
  • padiglione spazio
  • le forme del volo
  • il primo volo a Malpensa
  • officina Caproni
  • area giochi (interna ed esterna)
  • area modellismo
  • convertiplano
  • Area Droni
  • il futuro del volo

Mette a disposizione anche dei simulatori di volo, una biblioteca che raccoglie numerosi volumi sul tema della conquista dell'aria, un ricco archivio storico consultabile on-line, una sala convegni e proiezioni e il Flight Café, punto per il ristoro.

La collezione di velivoli esposti al pubblico contiene alcuni pezzi unici al mondo.

Ha anche una passerella che collega volandia all'aeroporto di milano malpensa t1

Padiglioni[modifica | modifica wikitesto]

Boeing CH-47 in livrea blu per i trent'anni del 1º Rgt. "ANTARES" dell'Aviazione dell'Esercito a Volandia
Il Savoia-Marchetti S.80 bis I-ELIO e, nell'immagine a destra, il convertiplano AgustaWestland AW609 (nuovo nome del BA609), entrambi esposti a Volandia

Dal punto di vista organizzativo, il complesso del museo è composto dai seguenti padiglioni:

  • Padiglione aerospaziale: è stato realizzato con la collaborazione dell'Agenzia Spaziale Italiana, dell'European Space Agency e Finmeccanica (dal 2016 Leonardo-Finmeccanica). Nel nuovissimo percorso espositivo, Galileo Galilei vi accoglie all'ingresso con lo Sputnik, il primo satellite lanciato dall'uomo. Un Planetario permette di esplorare la volta celeste. Al suo interno potrete vedere la ricostruzione dell'unica capsula Apollo perfettamente funzionante.
  • Grazie al "Le forme del volo": presenta le varie forme di ala fissa e ala rotante e i velivoli di eccellenza dell'industria aeronautica lombarda.
  • Il primo volo a Malpensa: mostra un'ambientazione del primo volo sui cieli di Malpensa con il biplano Caproni Ca.1 il 27 maggio 1910.
  • Officina Caproni: è una ricostruzione dell'officina della prima ditta aeronautica italiana, nata all'inizio del XX secolo.
  • Ala fissa: mostra l'evoluzione dei velivoli ad ala fissa, da quelli ad elica, fino ai modelli moderni con motore a reazione.
  • Ala rotante: presenta una panoramica degli elicotteri usati in ambito civile e militare, dai piccoli autogiro agli elicotteri dell'Esercito Italiano e della Marina Militare.
  • Area giochi esterna
  • Area giochi interna
  • Area simulatori, biblioteca, sala convegni
  • Area Piazzai: accoglie l'esposizione della Collezione Piazzai, con oltre 1 200 modelli in scala; dai pionieri del volo alla conquista dello spazio, tutti i velivoli più celebri.
  • Area Droni: È uno spazio gestito dall'associazione GULLP[1]che comprende una parte espositiva e un vero e proprio "LAB" dedicato allo studio, alla progettazione e alla realizzazione di velivoli UAV/Droni e in generale di progetti legati al volo e alle nuove tecnologie.
  • Il futuro del volo: è il padiglione dedicato alla storia dell'AgustaWestland e al convertiplano AW609

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Perencin, GULLP, gullp.it.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]