Caproni Ca.113

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Caproni Ca.113
Caproni Ca-113 Caproni Industry I-MARY, Volandia Aviation Museum, Malpensa, Italy PP1308590665.jpg
Il Caproni Ca.113 esposto al Parco e Museo del Volo Volandia di Somma Lombardo
Descrizione
Tipoaddestratore avanzato
Equipaggio2 (pilota e eventuale allievo)
CostruttoreItalia Aeronautica Caproni
Data primo volo1931
Sviluppato dalCaproni Ca.104
Dimensioni e pesi
Caproni Ca.113 3-view L'Aerophile Salon 1932.jpg
Tavole prospettiche
Lunghezza7,40 m
Apertura alare10,50 m
Altezza2,75
Carico alare27,0
Peso a vuoto850 kg
Peso carico1 100 kg
Peso max al decollo1 350 kg
Propulsione
Motoreun radiale Piaggio Stella VII C.35
Potenza370 CV (272 kW)
Prestazioni
Velocità max250 km/h
Velocità di crociera210 km/h
Velocità di salita8,8 m/s
Autonomia300 km
Tangenza7 500 m

i dati sono estratti da:
Уголок неба[1]
Annuario dell'Aeronautica Italiana[2]

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Il Caproni Ca.113 era un aereo da addestramento avanzato, monomotore, biplano e con capacità acrobatiche, sviluppato dall'azienda aeronautica italiana Caproni nei primi anni trenta.

Prodotto negli stabilimenti di Taliedo e destinato sia al mercato dell'aviazione civile che a quello militare, trovò impiego anche nella Regia Aeronautica nella formazione dei piloti militari.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Di aspetto convenzionale, venne progettato per sostituire il precedente Ca.100, dal quale si differenziava per una struttura rinforzata e per l'adozione di un motore dalla potenza superiore.
Era caratterizzato da una configurazione alare biplana, con uguali ali superiore ed inferiore, quest'ultima disassata verso la parte posteriore, che terminava in una coda convenzionale dall'impennaggio monoderiva.

Il motore utilizzato sul prototipo, un radiale Walter Castor, venne sostituito nella versione di serie da un più potente Piaggio Stella VII C.35 dotato di compressore ed accreditato di 375 CV (276 kW) che gli consentirono di raggiungere la velocità massima di 250 km/h.

Le qualità di velocità e capacità acrobatica detenute dal Ca.113 vennero esaltate da una serie di primati mondiali conquistati negli anni trenta.

Produzione su licenza[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda bulgara Kaproni Bulgarski, consociata Caproni con stabilimento a Kazanlăk, realizzò una versione autoctona del Ca.113 denominata Kaproni Bulgarski KB 2 dal quale verranno sviluppati i modelli:

  • KB 3 Chuchuliga I : sviluppo del KB 2
  • KB 4 Chuchuliga II : sviluppo del KB 3
  • KB 5 Chuchuliga III : versione bombardiere del KB 3

Usati nella Vazhdushnite na Negovo Velichestvo Voiski, la Regia aeronautica militare bulgara, restarono operativi sino alla caduta del Regno di Bulgaria.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Cellula[modifica | modifica wikitesto]

Biplana, ad ali uguali. le ali erano a profilo sottile, costruite in legno e rivestite in tela verniciata.
La struttura alare era costituita da una coppia di longheroni sui quali erano infilate le centine.

Entrambe le ali erano dotate di alettoni ed erano collegate alla fusoliera tramite sei coppie di montanti in tubo d'acciaio, irrigiditi da crociere d'acciaio.[2]

Fusoliera[modifica | modifica wikitesto]

A sezione quadrangolare, arrotondata, era realizzata in tubo d'acciaio e rivestita di lamiera d'alluminio e tela verniciata.[2]

Impennaggi[modifica | modifica wikitesto]

Erano realizzati in tubo d'acciaio e rivestiti di tela verniciata, col piano fisso di quota regolabile.[2]

Carrello[modifica | modifica wikitesto]

Ad assale interrotto, con montante e ammortizzatore oleoelastico. Le ruote sono completamente carenate e munite di freni indipendenti.
Il pattino di coda era orientabile e con ammortizzatore elastico, a suola d'acciaio.[2]

Motore[modifica | modifica wikitesto]

Il castello motore è situato anteriormente alla fusoliera e monta un motore radiale Piaggio Stella VII C.35 370HP raffreddato ad aria, con un carburatore speciale adatto al volo rovesciato.
L'elica era di produzione Caproni, realizzata in legno, mentre i serbatoi dell'olio e della benzina sono posizionati sotto la fusoliera.[2]

Cabina di pilotaggio[modifica | modifica wikitesto]

L'apparecchio prevedeva un posto di pilotaggio e un alloggiamento anteriore (in tandem) dove può prendere posto l'allievo.[2]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Primati[modifica | modifica wikitesto]

  • Settembre 1931: il Ca.113 pilotato da Mario de Bernardi vince il concorso acrobatico legato al Cleveland Air Races
  • 3 agosto 1933: il Ca.113 pilotato da Tito Falconi conquista il primato mondiale di volo rovescio, volando da Saint Louis, nello stato americano del Missouri, a Chicago, nell'Illinois, in 3 h e 6 min
  • 11 aprile 1934: un Ca.113 A.Q. pilotato da Renato Donati, una versione modificata dotata di una struttura a tenuta stagna all'interno della fusoliera, conquista il record mondiale d'altezza raggiungendo la quota di 14 433 m.
  • 20 giugno 1935: il Ca.113 pilotato dall'aviatrice Carina Massone Negrone conquista, portando con sé solo un giaccone riscaldato in maniera rudimentale ed una bombola di ossigeno, il record mondiale d'altezza femminile raggiungendo la quota di 12 043 metri.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Ca.113
Ca.113 AQ
versione ottimizzata per quota di tangenza superiore (AQ = Alta Quota), equipaggiata con un radiale Alfa Romeo Lynx.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

bandiera Bulgaria
Italia Italia

Velivoli attualmente esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio della parte anteriore del Ca.113 I-MARY esposto a Volandia.

Esiste attualmente un unico esemplare sopravvissuto, il Ca.113 immatricolato I-MARY che Mario de Bernardi usò nel dopoguerra in diverse manifestazioni aeree. La famiglia de Bernardi lo ha donato al parco tematico Volandia di Somma Lombardo dove è possibile ammirarlo anche se in fase di restauro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Caproni Ca.113 in Уголок неба.
  2. ^ a b c d e f g Jotti da Badia Polesine 1934, p. 55.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) World Aircraft Information Files. London: Bright Star Publishing, File 891 Sheet 10.
  • Gianni Caproni, Gli Aeroplani Caproni: i progetti dell'Ing. Gianni Caproni - caratteristiche, immagini, storia, Milano, Edizioni d'arte E. Bestetti, 1937, ISBN non esistente.
  • Jotti da Badia Polesine, Annuario dell'Aeronautica Italiana, Milano, Libreria Aeronautica, 1934, ISBN non esistente.
  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, London, Studio Editions, 1989, p. 234, ISBN 0-517-10316-8.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Gallerie fotografiche[modifica | modifica wikitesto]