Caproni Ca.79

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Caproni Ca.79
Caproni Ca.79 1927.pdf
Il quadrimotore bombardiere Caproni Ca.79
Descrizione
Tipobombardiere pesante
Equipaggio5
CostruttoreItalia Caproni
Data primo volo1925
Data entrata in servizio1927
Utilizzatore principaleItalia Regia Aeronautica
Sviluppato dalCaproni Ca.73
Dimensioni e pesi
Lunghezza15,10 m
Apertura alare25,0 m
Altezza5,60 m
Superficie alare143,0
Peso a vuoto6.500 kg
Peso carico9.800 kg
Propulsione
Motore4 Isotta Fraschini Asso 500 [1]
Potenza500 CV (368 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max220 km/h
Velocità di crociera190 km/h
Armamento
Mitragliatrici4 calibro 7,7 mm
Bombe4 esterne, da 500 kg ciascuna
4 interne, da 500 kg ciascuna
32 interne da 100 kg ciascuna

i dati sono estratti da Уголок неба [2]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Caproni Ca.79 era un bombardiere pesante quadrimotore e biplano prodotto dall'azienda italiana Aeronautica Caproni negli anni venti.

Sviluppo del Ca.73Bi.B, del quale riproponeva l'impostazione generale, se ne discostava principalmente per l'adozione di una struttura interamente in metallo e di un impianto motore basato su quattro propulsori in configurazione mista, due centrali in configurazione traente-spingente più due in posizione traente classica sul bordo di attacco dell'ala inferiore.

L'equipaggio normale prevedeva due piloti, due mitraglieri e un osservatore.[3]

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Cellula[modifica | modifica wikitesto]

Organizzata in piani, ciascuno composto da tre pezzi: uno centrale e due estremi, fra loro collegati da scatole di giunzione.

La struttura dell'ala era costituita da due longheroni collegati da travetti e irrigiditi da crociere. Sui longheroni erano quindi infilate le centine.

Le centine erano leggerissime e realizzate a traliccio, con solette in duralluminio, montanti in tubo d'acciaio e crociere regolabili in filo d'acciaio.[3]

Fusoliera e armamenti[modifica | modifica wikitesto]

Al centro dell'ala inferiore è appesa la fusoliera, realizzata in tubo d'acciaio. Il longherone inferiore è una trave a traliccio alla quale sono ancorati i carrelli, i tiranti-puntoni di irrigidimento dell'ala inferiore e i lanciabombe.

Sul fianco sinistro due portelli permettevano di accedere all'interno della fusoliera: al posto di pilotaggio e a un altro posto dietro l'ala.
I due posti di pilotaggi erano ampi, in alto e davanti al longherone anteriore dell'ala, separati da una breve scaletta. I comandi sono posti fra i due piloti e sul soffitto della fusoliera.

Nella prua della fusoliera era situata la torretta per la mitragliatrice e il posto per l'osservatore e i relativi comandi per lo sgancio delle bombe.
Sotto la fusoliera trovava posto una seconda torretta per il tiro, che si abbassava col peso del mitragliere (scomparendo invece quando non veniva usata).[3]

Impennaggi[modifica | modifica wikitesto]

La coda era in traliccio d'acciaio, con un solo timone di direzione.[3]

Carrelli[modifica | modifica wikitesto]

Le ruote impiegavano pneumatici a bassa pressione, sostenute da una struttura a piramide il cui puntone posteriore era di lunghezza variabile. In questo modo poteva ammortizzare le oscillazioni del carrello.
L'insieme del carrello era coperto da una cappotta aerodinamica per minimizzare la resistenza all'aria.

Il pattino posteriore era ruotante, ammortizzato e realizzato da una scarpa fusa in lega leggera, con una suola di acciaio.[3]

Motore[modifica | modifica wikitesto]

Dei quattro motori due erano posizionati in tandem, centralmente alla cellula sopra la fusoliera, mentre ciascuno degli altri due erano posizionati anteriormente, sulle ali.

L'avviamento dei motori era ottenuto per mezzo di aria compressa, prodotta da un gruppo compressore posizionato sotto il sedile del pilota di destra.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ la scheda tecnica di Уголок неба riporta 4 radiali Bristol Jupiter, forse un refuso in quanto dalla foto si nota chiaramente che il modello riprodotto non adotta radiali.
  2. ^ Caproni Ca.79 in Уголок неба.
  3. ^ a b c d e Jotti da Badia Polesine, Annuario dell'Aeronautica Italiana, Milano, Libreria Aeronautica, 1934, pag.55.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Caproni, Gli Aeroplani Caproni - studi, progetti, realizzazioni dal 1908 al 1935, Ed. Del Museo Caproni, 1935, pp. 333–336.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gregory Alegi, I bombardieri sperimentali a Grande Autonomia, in Aeronautica, Nr.12, Roma, Associazione Arma Aeronautica (AAA), Dicembre 2009 (Anno LIV), ISSN 0391-7630 (WC · ACNP).
  • (EN) The Caproni Ca.79, in Flight, 10 gennaio 1930, pp. 97-8. URL consultato il 21 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]