Caproni Ca.103

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Caproni Ca.103
Descrizione
Tipobombardiere
Equipaggio4
CostruttoreItalia Caproni
Data primo volo1929[1]
Esemplari1
Sviluppato dalCaproni Ca.89
Dimensioni e pesi
Lunghezza14,50 m
Apertura alare23,00 m
Altezza6,00 m
Superficie alare130,0
Peso a vuoto4 200 kg
Capacità2 500 kg
Propulsione
Motore2 Fiat A.24[1]
Potenza750 CV (552 kW) ciascuno[1]
Prestazioni
Velocità max200 km/h (108 kt)
Tangenza6 000 m (19 685 ft)
Armamento
Mitragliatrici3 calibro 7,7 mm[1]
Bombefino a 1 000 kg[1]

i dati sono estratti da Gli Aeroplani Caproni[2] integrati dove indicato.

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Il Caproni Ca.103 fu un bombardiere biplano bimotore sviluppato dall'azienda italiana Aeronautica Caproni nei tardi anni venti e rimasto allo stadio di prototipo.

Estrema evoluzione della serie iniziata con il precedente Ca.73, caratterizzata dalla velatura sesquiplana invertita e della collocazione dei motori in tandem sopra la fusoliera ed in configurazione traente-spingente, sviluppato in parallelo con i monoplani pari ruolo Ca.101, trimotore, e Ca.102, bimotore, non riuscì ad imporsi nei confronti di questi ultimi, risultati superiori grazie alla loro impostazione più moderna, ed il progetto venne abbandonato.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il Ca.103, realizzato in tecnica mista, riproponeva l'impostazione del precedente Ca.73 e delle sue varianti Ca.80, Ca.82, Ca.88 e Ca.89, bimotore in configurazione traente spingente, velatura sequiplana invertita, carrello fisso.[2]

La fusoliera, a sezione rettangolare e realizzata con struttura in tubi saldati, integrava la cabina di pilotaggio chiusa a due posti affiancati collocata all'altezza del bordo d'attacco alare ed intercomunicante con le tre postazioni per mitraglieri e puntatore. Posteriormente terminava in un impennaggio monoderiva dotato di piani orizzontali sequiplani controventati, connessi tra loro da una coppia di montanti "a V", e con il piano inferiore ad incidenza regolabile in volo.[2]

La configurazione alare era sesquiplana invertita a scalamento neutro, ovvero con piano alare superiore con apertura sensibilmente più corta e posizionato direttamente sopra rispetto a quello inferiore, quest'ultimo l'unico dotato di alettoni a fessura con comando differenziale. Le ali, entrambe caratterizzate da un sensibile angolo di diedro positivo, erano collegate tra loro da una serie di coppie montanti in configurazione a travatura Warren.[2]

Il carrello d'atterraggio aveva una configurazione a triciclo classico fisso, con elemento anteriore ad assale interrotto e montante elastico, con ruote scoperte munite di freni, integrato posteriormente da un ruotino d'appoggio orientabile anch'esso ammortizzato elasticamente.[2]

La propulsione era affidata ad una coppia di motori Fiat A.24, dei 12 cilindri a V raffreddati a liquido in grado di erogare una potenza pari a 750 CV (552 kW) ciascuno[1][3], posizionati in configurazione traente-spingente in una gondola posta sopra la fusoliera all'apice di un castello tubolare in acciaio che fungeva anche da supporto ai radiatori, collegati l'anteriore ad un'elica bipala, il posteriore ad una quadripala, entrambe a passo fisso.[2]

L'armamento, simile a quello del Ca.89[2], consisteva in due (o tre a seconda delle fonti) postazioni difensive dotate di mitragliatrici calibro 7,7 mm mentre il carico offensivo consisteva in bombe da caduta stivate all'interno della fusoliera.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Уголок неба.
  2. ^ a b c d e f g Caproni 1937, p. 295.
  3. ^ Secondo la fonte Caproni si indica due imprecisati motori da 550 CV anche se poi si afferma una potenza complessiva di 1500 CV che si accorda col dato fornito da Уголок неба.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Caproni, Gli Aeroplani Caproni; Studi - Progetti - Realizzazioni dal 1908 al 1935, Milano, Edizioni d'Arte Emilio Bestetti, 1937, ISBN non esistente.
  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, London, Studio Editions Ltd., 1989, ISBN 0-517-10316-8.
  • (EN) Jonathan W. Thompson, Italian Civil and Military Aircraft 1930-1945, London, Aero Publisher, Inc., 1963, ISBN 0-8168-6500-0.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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