Caproni Ca.165

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Caproni Ca.165
Caproni Ca.165.jpg
Il prototipo del Ca.165. Il simbolo CT racchiuso nel cerchio visibile sul lato della fusoliera sta a significare Caproni-Taliedo, il nome dell'azienda e dello stabilimento di costruzione. (Ron Dupas Collection)
Descrizione
Tipoaereo da caccia
Equipaggio1
ProgettistaRaffaele Conflenti
CostruttoreItalia Aeronautica Caproni
Esemplari1
Dimensioni e pesi
Lunghezza8,1 m
Apertura alare9,3 m
Altezza2,8 m
Superficie alare21,4
Carico alare113 kg/m²
Peso a vuoto1 855 kg
Peso max al decollo2 435 kg
Propulsione
Motore1 Isotta Fraschini Asso L.121 RC.40
Potenza900 CV (662 kW)
Prestazioni
Velocità max465 km/h a 5 350 m
Velocità di stallo114 km/h
Autonomia672 km
Tangenza10 000 m
Armamento
Mitragliatrici2 × Breda-SAFAT calibro 12,7 mm
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Il Caproni Ca.165 era un prototipo di aereo da caccia biplano realizzato dall'azienda italiana Aeronautica Caproni negli stabilimenti di Taliedo alla fine degli anni trenta.

Ultimo progetto dell'ingegner Raffaele Conflenti era in competizione per sostituire nei reparti della Regia Aeronautica il precedente caccia biplano Fiat C.R.32 ma in una comparazione con il nuovo progetto di Celestino Rosatelli, il C.R.42, ne uscì sconfitto e non venne avviato alla produzione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1936, il Ministero dell'Aeronautica emise una specifica per la fornitura di un aereo da caccia per poter dotare la Regia Aeronautica di una nuova generazione di velivoli in sostituzione di pari ruolo progettati il decennio precedente, come il Fiat C.R.20.

Il Concorso Caccia Intercettore Terrestre, questa la designazione ufficiale, venne diviso in due gruppi distinti, il I (primo) che riguardava i progetti in configurazione alare biplana al quale vennero presentati i Fiat C.R.42 e Caproni Ca.165, ed il II (secondo) che prevedeva un progetto monoplano al quale risposero sei aziende aeronautiche con i modelli AUSA AUT 18, IMAM Ro.51, Fiat G.50, Macchi M.C.200, Caproni Vizzola F.5 e Reggiane Re.2000. Le due differenti configurazioni vennero valutate in due distinti gruppi omogenei con prove comparative ad opera di diversi piloti collaudatori che si alternavano, come consuetudine, sui vari modelli per saggiarne le caratteristiche e metterle in relazione tra loro.[1] Venne preferito dalla commissione esaminatrice il Fiat C.R.42 Falco perché più maneggevole e dotato di un motore più affidabile, anche se meno prestazionale e meno armato del Caproni Ca.165.[2]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La Caproni tentò di aggiudicarsi il concorso presentando sia la versione biplana, concepita a Taliedo, che quella monoplana, realizzata negli stabilimenti di Vizzola Ticino e di Reggio Emilia[3]. Il progetto del primo venne affidato a Raffaele Conflenti, assunto dopo che aveva abbandonato i Cantieri Riuniti dell'Adriatico, il quale si affidò ad un elaborato progetto a tecnica mista abbinato ad un motore ancora in fase sperimentale prodotto dalla Isotta Fraschini, anch'essa acquisita dal Gruppo Caproni nel 1932. L'abbinamento però diede un risultato complessivo negativo sia per l'eccessivo costo di produzione del modello sia per la carente affidabilità del gruppo propulsione.

Il prototipo venne portato in volo per la prima volta il 16 febbraio 1938 da Arturo Ferrarin[4], con qualche mese di anticipo sul diretto avversario C.R.42, ma, pur non riscontrando problemi particolari, l'affidabilità del motore non gli consentì di sfruttare i 60 CV (nominali) superiori al radiale con il quale era equipaggiato il Fiat. Ad un confronto diretto, le prestazioni generali a favore del C.R.42 affiancate dal maggior costo di produzione, quasi il doppio[5] del Ca.165, garantirono al caccia Fiat la supremazia sull'avversario ed un contratto di fornitura.

Il 31 agosto 1939 il Ministero dell'Aeronautica comunicò l'intenzione di ordinare 12 esemplari, senza dare però mai seguito concreto. Fu tentata anche la via della produzione su licenza in Belgio, Bulgaria e Ungheria, senza maggiore fortuna. Nel tentativo di dare un seguito al progetto, la Caproni ipotizzò un Ca.175, motorizzato con un Isotta-Fraschini da 1000 CV, per il quale non si andò oltre i disegni[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ geocities.com, https://www.webcitation.org/query.php?url=http://www.geocities.com/CapeCanaveral/Launchpad/2569/RE2000comp.html (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2006).
  2. ^ (RU) Авиаколлекция №8 2006. Истребитель Фиат CR.32 Скачать, alternathistory.org.ua.
  3. ^ La Officine Meccaniche Reggiane era una controllata Caproni dal 1935.
  4. ^ a b Caproni Ca.135, «Prototipi della regia Aeronautica», supplemento speciale ad «Aerei nella storia», 2007/2008, 57, 14.
  5. ^ (JA) Caproni Ca.165, su War Birds, http://www.warbirds.jp/. URL consultato il 2 ott 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lembo, Daniele I brutti anatroccoli della Regia, Aerei nella Storia, Westward editions, n.14.

Velivoli comparabili[modifica | modifica wikitesto]

Cecoslovacchia Cecoslovacchia

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]