Villa Menafoglio Litta Panza

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Villa e Collezione Panza
Vialla Panza2 BMK.jpg
Veduta di Villa Panza
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Varese
Indirizzo Piazza Litta, 1
Coordinate 45°49′30.11″N 8°49′45.05″E / 45.82503°N 8.82918°E45.82503; 8.82918Coordinate: 45°49′30.11″N 8°49′45.05″E / 45.82503°N 8.82918°E45.82503; 8.82918
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione metà del XVIII secolo
Uso Museo
Realizzazione
Proprietario Fondo Ambiente Italiano

Villa Menafoglio Litta Panza, o Villa Orrigoni Menafoglio Litta Panza, è una villa situata a Biumo Superiore, oggi un quartiere di Varese. È nota per la sua collezione d'arte contemporanea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La villa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1748 il marchese Paolo Antonio Menafoglio acquistò dei terreni sul colle di Biumo Superiore, fece innalzare dei grandi muri perimetrali, che furono in seguito riempiti di terra, e sulla sopraelevata così ottenuta fece erigere la sua villa: un grande fabbricato a tre piani, a forma di U, aperto verso un ampio giardino all'italiana (con elementi spontanei), quasi sospeso sopra la città di Varese, unito con un ponte all'altrettanto sontuoso parco confinante delle Ville Ponti.

L'abitazione era stata essenzialmente concepita come una "villa di delizia", atta cioè non ad essere la residenza del proprietario, ma bensì un luogo dove organizzare ricevimenti ed eventi mondani. In effetti, lo spazio riservato alla servitù era molto ridotto.

La mala gestione delle finanze spinse i Menafoglio, nel 1823, a cedere la villa al patrizio milanese Pompeo Litta Visconti Arese, che a partire dal 1829 diede incarico all'architetto Luigi Canonica di ampliare il fabbricato, probabilmente in vista della sua elevazione al rango ducale (titolo che gli sarebbe stato conferito nel 1832 dall'imperatore d'Austria Francesco II).

I lavori si protrassero all'incirca tra il 1829 e il 1831. Canonica ricavò dai rustici le nuove scuderie e le rimesse per le carrozze, determinando un allargamento della piazza di fronte all'ingresso principale del fabbricato (oggi Piazza Litta). Egli disegnò, inoltre, un nuovo fabbricato a un solo piano, a pianta rettangolare resa ovale scantonando gli angoli per mezzo di colonne, destinato a ospitare la grande e sontuosa sala da pranzo, noto come ‘salone impero'. All'architetto sono ascrivibili molti elementi della sala, inclusi la stufa, il disegno del pavimento, le console e tutti gli elementi di raccordo architettonico. In sostanza, Canonica trasformò la "villa di delizia" dei Menafoglio in una dimora signorile.

Il parco[modifica | modifica wikitesto]

La villa dispone di un parco che si estende per circa 33 mila metri quadri. I primi lavori della costruzione nel parco si devono ai primi proprietari, i Menafoglio, che fanno realizzare una serie di livellamenti del terreno per creare tre parterre alla francese: il primo posto lungo l'asse principale della corte d'onore, il secondo sul fianco della villa e il terzo posto a un livello inferiore rispetto ai primi due. I nuovi proprietari, i Litta, secondo il gusto dell'epoca in base ai principi del paesaggismo inglese, intervengono sull'aspetto originario e fanno piantumare le zone perimetrali del secondo e terzo parterre con alberi ad alto fusto. Infine il conte Ernesto Panza affida un nuovo intervento all'architetto Piero Portaluppi, che porta anche alla costruzione della serra e della collinetta con il tempietto.

La collezione d'arte contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

l'edificio, il secondo lungo il fianco della villa e il terzo posto a un livello inferiore. l Particolari della collezione d'arte contemporanea

Nel 1956 il nuovo proprietario della villa, il conte Giuseppe Panza di Biumo, appassionato di arte contemporanea (soprattutto statunitense), iniziò a raccogliere nella villa un'ampia collezione di questo tipo di arte. In particolare invitò celebri artisti suoi contemporanei a trasformare alcune stanze della villa (specie nell'area dei Rustici) in altrettante opere d'arte ambientale: si possono tuttora ammirare le opere di arte ambientale create, tra gli altri, da Dan Flavin, James Turrell e Robert Irwin, appositamente per i locali della villa durante il soggiorno degli artisti in casa Panza.

Nella villa vera e propria raccolse invece opere quali tele monocromatiche e scultureminimaliste, opera degli artisti Phil Sims, David Simpson, Ruth Ann Fredenthal, Max Cole, Maria Nordman, Martin Puryear, Ford Beckman, Ross Rudell, Alfonso Fratteggiani Bianchi, Ettore Spalletti, Lawrence Carroll, Stuart Arends, Allan Graham, Winston Roeth. In totale sono raccolte cento opere di artisti contemporanei, armoniosamente accostate a preziosi arredi del XVI-XIX secolo ed esemplari di arte africana e precolombiana. Nel 1996 la villa entrò a far parte del patrimonio del Fondo Ambiente Italiano, a seguito della donazione dei proprietari Giuseppe e Rosa Giovanna Panza di Biumo (che si limitarono a mantenere il secondo piano come loro abitazione). Il FAI provvide ad effettuare i necessari restauri ed adeguamenti strutturali e, nel 2001, la villa fu aperta al pubblico. Nel 2013 riceve il certificato d'eccellenza da TripAdvisor[1]

Le mostre temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Periodicamente il FAI organizza all'interno della villa mostre temporanee che vengono talvolta progettate e adattate al contesto architettonico e museale della villa.

  • Robert Rauschenberg, Gluts, dal 14 0ttobre 2010 al 27 Febbraio 2011 in collaborazione con la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e il Robert Rauschenberg Estate di New York, L’esposizione è stata curata curata da Susan Davidson ha proposto una selezione di oltre 40 opere provenienti da istituzioni e collezioni private internazionali.
  • Robert Irwin e James Turrell, Aisthesis. All’origine delle sensazioni, dal 27 novembre 2013 al 2 novembre 2014
  • Robert Wilson, Tales, dal 4 novembre 2016 al 15 ottobre 2017. Tra le istallazioni della mostra una, "A house for Giuseppe Panza", entra a far parte della collezione permanentemente della villa. L'opera è una struttura in legno che riproduce una casa in stile American shaker ed è un omaggio al collezionista varesino e alla sua passione per l'arte e la cultura americana. All'interno della casa una registrazione della voce dello stesso Robert Wilson recita ripetutamente alcuni versi di Rainer Maria Rilke.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Villa Panza, Varese. Su TripAdvisor: certificato d'eccellenza 2013 (fonte), tripadvisor.it. URL consultato il 19 luglio 2013.

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