Francesco III d'Este

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Francesco III d'Este
Francesco III d'Este in Armatura.jpg
Francesco III d'Este ritratto nel XVIII secolo
Duca di Modena e Reggio
Stemma
In carica 26 ottobre 1737 –
22 febbraio 1780
Predecessore Rinaldo
Successore Ercole III
Signore di Varese
In carica 23 giugno 1765 –
22 febbraio 1780
Predecessore Carica creata
Successore Carica cessata
Nome completo Francesco Maria d'Este
Altri titoli Duca della Mirandola
Nascita Modena, Ducato di Modena e Reggio, 2 luglio 1698
Morte Varese, Ducato di Milano, 22 febbraio 1780
Luogo di sepoltura Cimitero di Giubiano, Varese
Casa reale Coat of arms of the House of Este (1239).svg Este
Padre Rinaldo d'Este
Madre Carlotta Felicita di Brunswick e Lüneburg
Consorte Carlotta Aglaia di Borbone-Orléans
Figli Maria Teresa
Ercole
Matilde
Maria Fortunata
Benedetto Filippo
Maria Elisabetta
Religione Cattolicesimo

Francesco III d'Este (Modena, 2 luglio 1698Varese, 22 febbraio 1780) fu duca di Modena e Reggio dal 1737 al 1780, e signore di Varese dal 1765 al 1780.

Considerando i soli duchi di Modena capitale, Francesco III è stato quello che ha regnato per più tempo, per 43 anni. È invece Niccolò III il sovrano estense più longevo, essendo stato Marchese di Ferrara, Modena e Reggio per 48 anni, dal 1393 al 1441.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del duca Rinaldo d'Este e di Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg, sposò Carlotta Aglaia di Borbone-Orléans (17001761); rimasto vedovo, sposò con matrimonio morganatico, dapprima Teresa di Castelbarco, vedova Simonetta, poi Renata Teresa d'Harrach, vedova Melzi.

Nel 1741 Francesco III concluse il matrimonio del figlio Ercole con Maria Teresa Cybo-Malaspina, erede del Ducato di Massa e Carrara, e così il Ducato di Modena e Reggio, acquistò l'ambìto sbocco al mare.

Il governo del ducato[modifica | modifica wikitesto]

Il matrimonio con Carlotta Aglaia d’Orléans fu effettuato per procura alle Tuileries il 12 febbraio 1720, ma la principessa giunse a Modena solo nel giugno successivo. A Modena la principessa entrò quasi subito in contrasto col suocero ed anche col marito, tanto che Carlotta tentò di far annullare il matrimonio[1].

Nel 1734 Francesco, per evitare la cattura da parte delle truppe austro-sarde si rifugiò a Genova e successivamente in Francia e Inghilterra[1]. Il Duca Francesco infine si arruolò sotto le bandiere imperiali, combatté contro i turchi in Ungheria, fu nominato generale d’artiglieria e rientrò a Modena il 4 dicembre 1737, dopo la morte del padre[1]. La moglie, che era a Parigi, lo raggiunse a Modena solo alla fine del giugno 1739. Dopo questa riunione, cercò di barcamenarsi fra Borbone e Asburgo, ma il gioco non gli riuscì, e l'ultimatum austro-sardo lo costrinse a spostarsi a Padova[1]. Infine nella guerra per la successione d’Austria si arruolò nell'esercito spagnolo, dove servì fino al 1747, ma il Ducato di Modena e Reggio, toltogli all’inizio della guerra, gli fu restituito solo nel 1748 con la pace di Aquisgrana[1].

Per risanare le esauste finanze del Ducato dopo le guerre di successione polacca e austriaca, vendette per 100 000 zecchini i più pregiati quadri della Galleria Estense ad Augusto III Re di Polonia e principe elettore di Sassonia, che li trasferì a Dresda. Tale episodio, noto nella storia dell'arte come vendita di Dresda, fu una delle più importanti alienazioni del patrimonio pittorico italiano.

A quel punto il ducato non aveva più amici in Europa, considerando che i rapporti con Spagna, Francia ed Austria erano fortemente deteriorati, pertanto il Duca decise a questo punto di appoggiarsi agli Asburgo[1]. Quindi si avvicinò sempre più all'Austria, e su suggerimento inglese, nel 1753 combinò il matrimonio della nipote Maria Beatrice Ricciarda (unica discendente del figlio Ercole e di Maria Teresa Cybo-Malaspina) con l'Arciduca Ferdinando d'Asburgo-Lorena, terzogenito di Maria Teresa d'Austria, in cambio della garanzia imperiale sulla sopravvivenza del ducato come entità separata dai domini asburgici. In più, egli ottenne la nomina ad "Amministratore e capitano generale della Lombardia austriaca" fino alla maggiore età dell'arciduca, che avrebbe allora assunto le funzioni di governatore.

Uomo accorto ed abile amministratore, il duca si rese conto che la carica che gli era stata conferita aveva solo funzioni onorifiche, sicché si adattò a lasciare le leve effettive del potere a Beltrame Cristiani, plenipotenziario imperiale e, dopo la morte di questo a Carlo Firmian. Egli cercò comunque nei primi anni di svolgere una politica estera autonoma rispetto a quella viennese, ma il rovesciamento delle alleanze operato nel 1756 gli tolse ogni spazio di manovra. Cercò allora di cogliere il massimo dei vantaggi economici offertigli dalla carica, entrando al tempo stesso in ottimi rapporti con l'aristocrazia lombarda, grazie anche al matrimonio contratto con Teresa di Castelbarco, vedova del conte Antonio Simonetta.

Signore di Varese[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 giugno 1765 l'imperatrice Maria Teresa d'Austria decise di trasformare la città di Varese in feudo non trasmissibile, e la concesse a Francesco III, che vi fece l'ingresso ufficiale il 2 luglio 1766, accolto da una grande festa. Il duca si stabilì presso Villa Orrigoni, in pieno centro, che fece via via sistemare ed ampliare, trasformandola nell'odierno Palazzo Estense. Fece altresì costruire un vasto giardino, modellato a somiglianza del palazzo imperiale di Schönbrunn, a Vienna. Dal punto di vista del governo, introdusse nuove e più stringenti regole igieniche per la macellazione degli animali, riordinò il sistema scolastico cittadino, fissò visite mediche gratuite per i più poveri e favorì con atti di mecenatismo lo sviluppo della cultura (spettacoli teatrali, balli pubblici e sale da gioco).

Le opere[modifica | modifica wikitesto]

Grazie concesse dall'altezza serenissima di Francesco III d'Este alle comunità dello stato e marchesato di Scandiano, 1739

Fu sovrano illuminato, anche se libertino nei costumi: regolò l'urbanistica di Modena e vi introdusse la numerazione delle case; istituì l'ospedale, l'Albergo dei Poveri, oggi Palazzo dei Musei, l'Orto Botanico; fece costruire la Via Vandelli che collegava Modena alla Toscana e al Tirreno e fece redigere, primo sovrano in Italia, un Codice di leggi, il famoso «Codice Estense» del 1771 che fu il progenitore di tutte le codificazioni dell'Ottocento.

Pur con tutte le difficoltà causate dalle tensioni in Europa fra le grandi potenze, egli si dimostrò un duca assai migliore di quanto fosse lecito sperare dal suo comportamento da principe ereditario. Aderì agli ideali illuministici e questo si riverberò positivamente sulla situazione economica perché l'incameramento dei beni ecclesiastici, il «rinnovo» urbanistico della capitale, l'introduzione delle prime macchine, crearono sviluppo ed occupazione.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Il duca morì al Palazzo Estense di Varese il 22 febbraio 1780, rassegnato all'estinzione del casato, data la mancanza di eredi maschi del figlio Ercole III, anche se nel contratto di matrimonio della nipote con l'arciduca d'Austria era previsto che i figli ereditassero il nome d'Este e quindi i duchi successivi vengono indicati come Austria-Este.

Fu sepolto presso il convento dei frati Cappuccini di Casbeno (poi soppresso sotto la Repubblica Cisalpina, le cui strutture sono state inglobate dal liceo classico Ernesto Cairoli). Le sue spoglie sono state poi traslate al cimitero monumentale di Giubiano.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

La moglie Carlotta Aglaia e sua figlia Maria Teresa Felicita, ritratte da Nicolas de Largillière, nel 1733.

Francesco III ebbe complessivamente dodici figli, ma solo i primi nove dalla moglie legittima:

Figli legittimi:

Figli illegittimi:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Alfonso III d'Este Cesare d'Este  
 
Virginia de' Medici  
Francesco I d'Este  
Isabella di Savoia Carlo Emanuele I di Savoia  
 
Caterina Michela d'Asburgo  
Rinaldo d'Este  
Taddeo Barberini Carlo Barberini  
 
Costanza Magalotti  
Lucrezia Barberini  
Anna Colonna Filippo I Colonna  
 
Lucrezia Tomacelli  
Francesco III d'Este  
Giorgio di Brunswick-Lüneburg Guglielmo di Brunswick-Lüneburg  
 
Dorothea di Danimarca  
Giovanni di Brunswick-Lüneburg  
Anna Eleonora di Assia-Darmstadt Luigi V d'Assia-Darmstadt  
 
Maddalena di Brandeburgo  
Carlotta di Brunswick-Lüneburg  
Edoardo del Palatinato-Simmern Federico V Elettore Palatino  
 
Elisabetta Stuart  
Benedetta Enrichetta del Palatinato  
Anna Maria di Gonzaga-Nevers Carlo I di Gonzaga-Nevers  
 
Caterina di Lorena  
 

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (austriaco)
Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo (Regno di Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo (Regno di Francia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Romanello, op. cit. in bibl.
  2. ^ Luciano Chiappini, Gli Estensi, Varese, 1988.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Modena e Reggio Successore Coat of arms of the House of Este (1535).svg
Rinaldo I 17371780 Ercole III
Predecessore Governatore del Ducato di Milano Successore Flag of Milan.svg
Giovanni Luca Pallavicini 17541771
(de facto con Pietro Leopoldo d'Austria dal 1754 al 1765 e con Ferdinando d'Asburgo-Este dal 1765 al 1771)
Ferdinando d'Asburgo-Este
Controllo di autoritàVIAF (EN120784081 · ISNI (EN0000 0000 8013 1318 · SBN IT\ICCU\MUSV\027350 · LCCN (ENnr90009392 · GND (DE118863525 · BNF (FRcb12203778c (data) · CERL cnp00540647 · WorldCat Identities (ENlccn-nr90009392