Monastero del Corpus Domini

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il monastero del Corpus Domini di Bologna, vedi Monastero del Corpus Domini (Bologna).
Monastero del Corpus Domini
06 Esterno della chiesa e del monastero del Corpus Domini - Ferrara.jpg
Portale della chiesa in via Campofranco
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
LocalitàFerrara
ReligioneCattolica
TitolareCorpus Domini
OrdineMonache clarisse
Arcidiocesi Ferrara-Comacchio
Consacrazione1406
Inizio costruzioneXV secolo
Sito webMonastero del Corpus Domini

Coordinate: 44°49′55.32″N 11°37′34.98″E / 44.832032°N 11.626384°E44.832032; 11.626384

Chiesa del Corpus Domini nel servizio fotografico Paolo Monti.
Tomba di Alfonso I d'Este, Lucrezia Borgia e di alcuni loro figli

Il monastero del Corpus Domini, fondato nel 1406, è stato un complesso molto esteso, compreso tra via Praisolo, via Campofranco, via Pergolato e via Savonarola, a Ferrara. In seguito è stato distrutto da un incendio e quindi ricostruito, ridotto rispetto all'estensione precedente. Ospitò per circa 28 anni santa Caterina Vegri prima del suo trasferimento a Bologna ed è stato tradizionalmemte il principale luogo di sepoltura degli esponenti della casata estense in città.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico convento venne fondato nel 1406 e, negli anni successivi, venne progressivamente ampliato. La devozione popolare, grazie alle donazioni, permise la costruzione di nuovi edifici che si andarono ad affiancare a quelli del mucleo originario.

La costruzione ebbe inizio effettivamente nel 1407, dopo che una monaca, suor Bernardina Sedazzari, ebbe acquisito l'area del Praisolo, e questi primi lavori terminarono nel 1419. Negli anni successivi la nobile Verde Pio di Carpi e la sorella, Taddea Pio, arrivarono al monastero ed ottennero che vi fosse istituita la clausura secondo la regola di Santa Chiara. Entrò in quel periodo anche Caterina Vegri, e il numero delle monache aumentò progressivamente sino a superare il centinaio.

Lentamente nuovi edifici si affiancarono ai precedenti e anche da ricerche in archivi storici svolte da Adriano Franceschini si ha conferma che nella seconda metà del XV secolo il complesso del Corpus Domini si stava ampliando. Giovanni Romei, un banchiere legato agli estensi, fece dono al convento del suo palazzo che sorgeva a breve distanza (Casa Romei) e in tal modo il complesso religioso raggiunse le dimensioni di un intero quartiere cittadino.[1][2][3]

Santa Caterina Vegri[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni del monastero sono legati alla figura di Caterina Vegri, figlia di un nobile al servizio di Niccolò III d'Este. Caterina prima si unì ad un gruppo di giovani nobili che, pur senza far voti, conducevano vita in comune indirizzandosi verso una spiritualità di tipo monastico, poi entrò nel convento del Corpus Domini nel 1426 ed infine, nel 1432, vi divenne monaca.

Rimase a Ferrara fino al 1456, quando venne mandata a Bologna con alcune consorelle per fondare un nuovo monastero.[4]

Soffitto della navata della chiesa con l'affresco della Gloria di santa Caterina Vegri

Sepolture[modifica | modifica wikitesto]

Nel complesso religioso vi sono le tombe di alcuni membri della casata ducale estense:

Inoltre qui trovarono sepoltura: Camilla Faà di Bruno e Cesare d'Aragona.[5]

La Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa pubblica venne decorata in epoca tardobarocca. Sull'altare maggiore si trova la pala con la Comunione degli apostoli di Giambettino Cignaroli (1768), mentre il soffitto della navata presenta l'affresco della Gloria di santa Caterina Vegri, di Giuseppe Antonio Ghedini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gerolamo Melchiorri
  2. ^ ferraraterraeacqua
  3. ^ Ministero dell'Interno
  4. ^ estense.com
  5. ^ Monasteri di Ferrara., su elisabettagulino.it. URL consultato il 12 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Sassu e Francesco Scafuri, Le chiese di Ferrara: storia, arte e fede, Ferrara, Ferrara arte, 2013, pp. 143-149, ISBN 9788889793176.
  • Comitato diocesano per il grande giubileo, Ferrara 2000 (a cura di), Guida del pellegrino in terra ferrarese, Milano e Ferrara, Banca Popolare di Milano e Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, 2000, SBN IT\ICCU\FER\0180423.
  • Gerolamo Melchiorri, Nomenclatura ed etimologia delle piazze e strade di Ferrara e Ampliamenti, a cura di Carlo Bassi, Ferrara, 2G Editrice, 2009, ISBN 978-8889248218.
  • AAVV, Guida d'Italia: Emilia Romagna, Milano, Touring Club Italiano, 1991, ISBN 88-365-0010-2.

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