Torre dei Modenesi (Finale Emilia)

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Torre dei Modenesi
Torre dei Modonesi
Finale Emilia - Monumento ai Caduti - Torre dell'Orologio.jpg
La torre dei modenesi negli anni 1930
Ubicazione
StatoDucato di Ferrara
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
CittàFinale Emilia
Coordinate44°49′55.52″N 11°17′38.58″E / 44.83209°N 11.29405°E44.83209; 11.29405Coordinate: 44°49′55.52″N 11°17′38.58″E / 44.83209°N 11.29405°E44.83209; 11.29405
Mappa di localizzazione: Italia
Torre dei Modenesi (Finale Emilia)
Informazioni generali
Stilerinascimentale
Altezza31,94 m
Inizio costruzione1213
CostruttoreBonifacio di Canossa
Bartolino da Novara
Materialemuratura
Demolizione2012
Condizione attualedistrutta
Proprietario attualecomunale
Visitabileno
Informazioni militari
Funzione strategicadifesa del Panaro
Termine funzione strategica1890
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La torre dei modenesi o torre dell'orologio, chiamata nei secoli passati anche torre marchesana o torre di Finale, fu una torre situata a Finale Emilia, in provincia di Modena.

Costruita verso il XIII secolo, la torre rimase in piedi per 799 anni, fino al crollo avvenuto durante il terremoto dell'Emilia del 2012.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Rocca Piccola in un dipinto di Antonio Consetti (XVIII secolo)

La torre quadrangolare venne edificata verso il 1213[1] durante l'epoca del canale Naviglio, per motivi difensivi e di avvistamento, in quello che all'epoca era un nodo importante per il commercio fluviale proveniente da Venezia verso i territori di Modena e Ferrara.

Il primo documento che cita espressamente la torre risale al 9 aprile 1306, quando Modena decise di rafforzare le fortificazioni del Castrum Finalis appena riconquistato.

Verso il 1330, la torre risultava circondata da mura, tanto da assumere la forma di una rocca, chiamata appunto Rocca Marchesana o Rocca Piccola, per distinguerla dal Castello delle Rocche, conosciuto anche come Rocca Grande, che si trovava sulla riva opposta del fiume Panaro. All'inizio del XV secolo avvennero ulteriori lavori di rafforzamento delle mura di entrambe le rocche, poi decorate da Giacomo Ursini.

Il bacino della chiusa e la torre dell’orologio prima dell’interramento del Panaro del 1890

Nel 1526 vi fu installato l'orologio già presente nella vecchia torre dell'orologio fin dal 1436. A seguito del mutato scenario politico, le mura vennero abbattute a metà del XVI secolo, tanto che la torre ceduta alla famiglia Magni dietro corrispettivo di due libbre di cera all'anno[2], e in seguito alla famiglia Ascari.

Il 15 maggio 1756 la torre fu venduta per 400 lire dagli Este al comune di Finale, che nel 1770 fece resaurare cpm l'aggiunta di un torrino sul tetto per alloggiarvi la nuova campana.

Torre dei Modenesi nel XIX secolo

Nel XIX secolo il canale Naviglio venne interrato e la funzione di osservazione venne meno, mentre grazie all'orologio rimase comunque un edificio di interesse e per questo oggetto di manutenzione. Alla fine dell'Ottocento venne dichiarata monumento nazionale.

Durante la seconda guerra mondiale venne colpita da una granata il 22 aprile 1945 e poi restaurata nel 1949. Nel 1962 si sviluppò un incendio che distrusse le strutture lignee. Nel 1981 venne collocata sulla punta tetto una banderuola con lo stemma comunale e restaurato l'orologio, mentre nel 1987 venne dotata di impianto di illuminazione.

Nel 1993 la cella campanaria risultava pericolante.

Crollo della Torre dei Modenesi

Durante il devastante terremoto dell'Emilia del 2012, la torre si è dapprima spaccata in due in occasione della prima scossa del 20 maggio, per poi crollare definitivamente[3] appena poche ore dopo, con la scossa di assestamento delle 15:18 di magnitudo 5.1 della scala richter[4]. L'immagine del suo orologio spezzato in due è divenuto una delle icone della tragedia, facendo il giro del mondo[5]. Incredibilmente però l'antica campana del 1770 rimase praticamente intatta e venne recuperata tra le macerie dai vigili del fuoco.

Nel numero 31 della rivista Il male dei vignettisti Vauro Senesi e Vincino la Torre dei Modenesi spezzata dal terremoto è raffigurata sullo sfondo della copertina[6].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Torre dei Modenesi era alta 31,94 metri ed era composta da quattro piani a base quadrata di 7 metri di lato. I muri del fabbricata avevano uno spessore variabile compreso fra 1,5 e 0,90 metri[7].

Sul solaio dell'ultimo piano (a quota 19,79 metri) poggiava una loggia merlata alta 2,68 metri, sempre a base quadrata ma con lato di 8,14 metri, sostenuta da 28 ringrossi, di cui quattro angolari.

Sul tetto della loggia era collocata una cella campanaria alta circa tre metri, che terminava con un pinnacolo ove era collocata una banderuola con lo stemma di Finale Emilia.

Nella facciata orientale era presente un grosso quadrante d'orologio di forma circolare con bordatura rossa e numeri romani neri.

Ricostruzione della torre[modifica | modifica wikitesto]

La ricostruzione temporanea della Torre dei Modenesi

In più occasioni sono stati lanciati progetti e raccolte di fondi per riedificare la torre dell'orologio. Inizialmente il CONAI aveva annunciato una donazione di 400.000 euro[8], ma senza dare più seguito a quanto promesso[9]. Grazie ad un'iniziativa di Caffè Molinari, che ha realizzato una vendita di beneficenza di tazzine da caffè, è stata raccolta una somma di 20.000 euro[10]. Il progetto di ricostruzione ha un costo stimato di circa un milione di euro[11], dei quali 240.000 euro per la sola progettazione.

Il 7 ottobre 2012 viene inaugurata una torre temporanea alta nove metri[12], realizzata con una struttura formata da tubolari metallici, a cui è stata ricollocata l'antica campana. La struttura metallica è stata donata da Mauro Bedon di Santhià, che per tale gesto è stato insignito nel 2015 della cittadinanza onoraria della città di Finale Emilia.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Terremoto, da tutta Italia per ricostruire il simbolo della catastrofe Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., in Il Resto del Carlino.
  2. ^ Fondo Ambiente Italiano (a cura di), Torre dei modenesi, Finale Emilia, su I luoghi del cuore (archiviato il 19 giugno 2017).
  3. ^ Deborah Dirani, Il crollo della Torre dei modenesi a Finale Emilia, in Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2012. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato il 27 luglio 2018).
  4. ^ Mauro Capister e Andrea Manini, Analisi del collasso e dei requisiti di vulnerabilità sismica della Torre dei Modenesi e del Mastio del Castello di Finale Emilia, Politecnico di Milano, 29 aprile 2014. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato il 27 luglio 2018).
  5. ^ Finale Emilia, così rinascerà la Torre dei modenesi (dell’Orologio), su TVDaily.it, 14 marzo 2013. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato il 27 luglio 2018).
  6. ^ Copertina della rivista del 31 maggio 2012[collegamento interrotto] su ilmale.net
  7. ^ Stefano Torri, La torre dell’orologio e il mastio del castello delle rocche: analisi di vulnerabilità sismica ed effetti di possibili interventi di restauro materico sulla risposta strutturale, Politecnico di Milano, 215-04-29. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato il 27 luglio 2018).
  8. ^ Da CONAI 400 mila euro per la torre dei modenesi a Finale E., su Comune di Modena, 11 dicembre 2012.
  9. ^ Serena Arbizzi, “Modenesi” senza finanziamenti, in Gazzetta di Modena. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato il 27 luglio 2018).
  10. ^ Con "Caffè Molinari Loves Emilia" ventimila euro per la Torre dei Modenesi di Finale Emilia, in Gazzetta dell'Emilia, 30 maggio 2014. URL consultato il 17 luglio 2015 (archiviato il 21 luglio 2015).
  11. ^ Finale Emilia, arrivano i soldi per rifare la Torre, in Gazzetta di Modena, 20 maggio 2016. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato il 16 novembre 2016).
  12. ^ Finale Emilia: "rinasce" la torre dei Modenesi con orologio, in Modena Today, 5 ottobre 2012. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato il 13 novembre 2012).
  13. ^ SANTHIA’ - il Sindaco di Finale Emilia conferisce a Mauro Bedon la Cittadinanza Onoraria per il lavoro svolto durante il terremoto del 2012, in Vercelli Oggi, 13 maggio 2015. URL consultato il 10 luglio 2017 (archiviato il 27 luglio 2018).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Calzolari, L'abitato e le rocche di Finale dal XIV al XVI secolo: il contributo delle fonti scritte, in M. Calzolari, M. Righini e G.L. Tusini (a cura di), Le rocche di Finale in età estense (secoli XIV – XVI), Finale Emilia, 2009, pp. 27-60.
  • E. Rovatti, Finale Emilia mille anni di storia, Modena, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]