Castello di Antesica

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Castello di Antesica
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
CittàLanghirano-Stemma.png Antesica, frazione di Langhirano
Coordinate44°33′47.85″N 10°12′39.78″E / 44.563292°N 10.21105°E44.563292; 10.21105Coordinate: 44°33′47.85″N 10°12′39.78″E / 44.563292°N 10.21105°E44.563292; 10.21105
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Antesica
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzionemetà del X secolo
Materialepietra
Primo proprietariofamiglia da Antesica
Condizione attualepochi ruderi sparsi
Informazioni militari
Funzione strategicadifensiva abitativa
Castelli e borghi[1]
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Il castello di Antesica era un maniero medievale, i cui resti sorgono sulla collinetta detta "Pozzo" nei pressi di Antesica, piccola frazione di Langhirano, in provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'originario castrum fu presumibilmente edificato intorno alla metà del X secolo[2] in prossimità dell'insediamento longobardo di Antesica, citato per la prima volta in alcune pergamene del 958 rinvenute a Reggio nell'Emilia.[3] I più antichi castellani dei quali esistono notizie furono probabilmente Teuzone, poi nominato vescovo di Reggio Emilia, ed Eunardo o Eunonardo da Antesica, menzionati in documenti del 972 per la loro partecipazione a un placito a Carpi.[4]

Nel 999 e nel 1004 furono nominati in atti notarili relativi ad alcune compravendite i signori di Antesica Auteclerio del fu Giovanni e Guido del fu Adamo;[5] quest'ultimo nel 1037 alienò buona parte del suo patrimonio ad Azzo del fu Everardo,[6] il cui figlio Everardo nel 1072[7] lasciò i suoi beni al monastero di San Prospero di Reggio, all'abbazia di San Giovanni Evangelista, al monastero di Sant'Uldarico e alla diocesi di Parma.[4]

Probabilmente nel XIV secolo il castello passò nelle mani dei Rossi, ma intorno al 1400 risultava appartenere ai duchi di Milano Visconti; nel 1402, approfittando della morte di Gian Galeazzo, Lodovico da Palù o della Palude ne prese possesso, ma pochi giorni dopo Pier Maria I de' Rossi attaccò il maniero e lo restituì a Giovanni Maria Visconti per dimostragli la sua apparente lealtà; in realtà Pietro si alleò coi da Fogliano e i da Correggio e istigò Lodovico da Palù a conquistare il castello visconteo di Neviano degli Arduini, con l'intento di cacciare i milanesi da Parma.[8] L'anno seguente i parmigiani, temendo che il Rossi potesse rimpadronirsene, rasero al suolo la fortificazione di Antesica.[9]

Nel 1408 i fratelli Giacomo e Pietro de' Rossi si allearono col marchese di Ferrara Niccolò III d'Este e gli presentarono istanza affinché quando fosse diventato signore di Parma garantisse loro la restituzione dei castelli di Carona, di Castrignano, di Tiorre e di Pariano e delle bastie di Sant'Andrea e di Mattaleto, oltre all'autorizzazione alla riedificazione delle rocche di Mulazzano, di Alberi, di Porporano, di Antesica e di Mamiano oppure della vicina Basilicanova.[10]

Nel 1452 l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico III d'Asburgo investì, forse senza alcun effetto, i da Correggio del maniero di Antesica, unitamente a numerosi altri del Parmense e del Reggiano.[11]

Nel 1464 Pier Maria II de' Rossi assegnò nel testamento al figlio Bernardo i manieri di Castrignano, Beduzzo, Pugnetolo, Corniglio, Roccaferrara, Roccaprebalza, Corniana, Bosco di Corniglio e la terra di Cozzano, con Antesica e Mazza; morto Bernardo nel 1468, Pier Maria destinò al figlio Guido parte dei suddetti beni, tra cui Antesica, ma la guerra dei Rossi del 1482 impedì la successione[12] e le terre passarono infine al vescovo di Parma, feudatario di Langhirano.[13]

Il castello, completamente abbandonato, cadde in seguito in forte degrado, fino alla sua quasi completa scomparsa.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dell'antico castello medievale sopravvivono soltanto pochi ruderi sparsi, sepolti dalla fitta boscaglia.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Calidoni, Basteri, Bottazzi, Rapetti, Rossi, p. 67.
  2. ^ Antesica, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 16 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2017).
  3. ^ Pellegri, p. 16.
  4. ^ a b Affò, pp. 249-250.
  5. ^ Carboni, pp. 105-106.
  6. ^ Carboni, p. 114.
  7. ^ Carboni, p. 117.
  8. ^ Pezzana, 1842, p. 21.
  9. ^ Pezzana, 1842, p. 27.
  10. ^ Arcangeli, Gentile, p. 44.
  11. ^ Tiraboschi, p. 16.
  12. ^ Pezzana, 1852, pp. 308-312.
  13. ^ Molossi, p. 6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo primo, Parma, Stamperia Carmignani, 1792.
  • Letizia Arcangeli, Marco Gentile, Le signorie dei Rossi di Parma tra XIV e XVI secolo, Firenze, Firenze University Press, 2007, ISBN 978-88-8453-683-9.
  • Gianluca Bottazzi, Viabilità medievale nella collina e montagna parmense tra i torrenti Parma ed Enza, in Studi Matildici IV (Modena, Aedes Muratoriana), Atti del Convegno di Neviano Arduini, 1997, pp. 153-206.
  • Mario Calidoni, Maria Cristina Basteri, Gianluca Bottazzi, Caterina Rapetti, Sauro Rossi, Castelli e borghi. Alla ricerca dei luoghi del Medioevo a Parma e nel suo territori, Parma, MUP Editore, 2009, ISBN 978-88-7847-241-9.
  • Brunetto Carboni, I fabulosa degli storici: le vicende dei cosiddetti signori di Antesica, in Studi Matildici IV (Modena, Aedes Muratoriana), Atti del Convegno di Neviano Arduini, 1997, pp. 103-124.
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  • Marco Pellegri, I castelli, le chiese e i paesi del comune di Langhirano nella storia e nell'arte, Todi, Typographia Vincentii Galassji, 1670.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quarto, Parma, Reale Tipografia, 1852.
  • Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico-storico degli stati estensi, Tomo I, Modena, Tipografia Camerale, 1824.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]