Torre di Montebolzone

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Torre di Montebolzone
Torre Montebolzone.jpg
Ubicazione
StatoFlag of Cross of Burgundy.svg Impero Spagnolo
Flag of the Duchy of Milan.png Ducato di Milano
Flag of the Duchy of Parma (1851-1859).svg Ducato di Parma e Piacenza
Francia Primo Impero francese (Dipartimento del Taro)
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Italia Italia
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
CittàAgazzano
Coordinate44°58′04″N 9°30′40″E / 44.967778°N 9.511111°E44.967778; 9.511111Coordinate: 44°58′04″N 9°30′40″E / 44.967778°N 9.511111°E44.967778; 9.511111
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Torre di Montebolzone
Informazioni generali
TipoTorre medievale
Altezza20 m
Inizio costruzioneantecedente XIII secolo
Materialepietra e laterizio
Condizione attualediscreta
Visitabileno
Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
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La Torre di Montebolzone è una torre medievale sita nella piccola frazione di Montebolzone, nel comune di Agazzano in provincia di Piacenza. Il suo nome deriva da bolzone, dal tedesco bolzen la testa in ferro dell'ariete[1].

Posta sulle ultime ondulazioni collinari della Val Luretta, a 142 metri, svetta grazie alla sua altezza, sulla campagna circostante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di questa fortificazione non è nota la data di fondazione, la prima data certa è la sua distruzione nel 1243, per mano di pavesi e tedeschi al servizio dell'imperatore Federico II di Svevia. Nel 1360 era possesso di Giovanni Confalonieri.

Nel XV secolo fu degli Arcelli, signori della contea di Castel San Giovanni e Borgonovo, e poi dei Visconti, dei Dal Verme e dal 1451 nella Contea di Borgonovo degli Sforza fino al 1679, anno della morte dell'ultimo conte di Borgonovo, Alessandro III Sforza. Passò quindi ai fratelli Carlo e Antonio Maria Volpari, dai loro eredi venne venduto, verso la metà del 1800 agli Scotti.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La torre a base quadrangolare è costruita in pietra nella parte inferiore, circa due terzi dell'altezza, e in laterizio per la parte sommitale con tracce di merli e un motivo decorativo a dente di sega. Alta una ventina di metri è il dongione dell'antico castello, oggi andato distrutto[2]. La struttura massiccia è ingentilita da grandi aperture a tutto sesto poste tra la decorazione a dente di sega e la copertura, tre sui lati corti e quattro su quelli lungi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Andrea Corna, Castelli e rocche del Piacentino, Unione Tip. Piacentina, Piacenza, 1913
  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • Emilio Curtoni Val Luretta - edizioni Pontegobbo 2002
  • Girovagando...Piacenza e le sue valli, vol. I - Percorsi&Itinerari 2005
  • Claudio Bonora, Montebolzone, Lampi di stampa, Cologno Monzese, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]