Castello di Madregolo

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Castello di Madregolo
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
CittàCollecchio-Stemma.png Madregolo, frazione di Collecchio
Coordinate44°47′59.6″N 10°13′16″E / 44.799889°N 10.221111°E44.799889; 10.221111Coordinate: 44°47′59.6″N 10°13′16″E / 44.799889°N 10.221111°E44.799889; 10.221111
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Madregolo
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzioneXI secolo
Primo proprietarioDiocesi di Parma
Condizione attualedistrutto
Informazioni militari
Funzione strategicadifensiva abitativa
Castelli e borghi[1]
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Il castello di Madregolo era un maniero medievale, che sorgeva a Madregolo, frazione di Collecchio, in provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo riferimento che si ha del castello risale al 1081, quando Enrico IV di Franconia lo dona alla diocesi di Parma.[1]
Successivamente il castello passa a Ugolotto Biancardo, che, nei primi anni del XV secolo, quando il signore di Parma era Ottobuono de' Terzi, se lo contende con i Rossi.[1]
Nel 1409 Niccolò III d'Este lo cede ai Sanvitale, trovando tuttavia l'opposizione dei Terzi, che riusciranno ad annetterlo tra i propri possedimenti nel 1421, grazie all'intervento di Filippo Maria Visconti, apertamente ostile ai Sanvitale.[1] Tuttavia le continue rivendicazioni sul castello portarono lo stesso duca ad ordinarne l'abbattimento, qualche anno dopo.[1]
Inizialmente alcuni studiosi avevano ipotizzato che il castello corrispondesse alla corte dei Coperchini[1], tuttavia un testo del 1805 ad opera del perito Fortunato Canali, riguardante la costruzione di un ponte sul Taro, smentisce quest'ipotesi:[1]

«fa fede tra li molti altri fabbricati ivi corrosi, l'antico e robusto castello di Madregolo due miglia circa sopra la Romea ora assorbito dal Taro, di cui non rimangono che le vestigia in mezzo all'alveo»

sostenendo quindi che il castello sia andato distrutto e che sia situato nell'alveo del suddetto Taro.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente situato sulla riva destra del Taro, viene descritto nella Pianta della città di Parma e del suo territorio del 1460, poco dopo la demolizione, come un torrione merlato su due piani, con feritoie al piano terra.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Castelli e borghi. Alla ricerca dei luoghi del Medioevo a Parma e nel suo territori, Mario Calidoni, Maria Cristina Basteri, Gianluca Bottazzi, Caterina Rapetii, Sauro Rossi. Fotografie a cura di Marco Fallini, Parma, MUP Editore, 2009. ISBN 978-88-7847-241-9