Castello di Corniana

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Castello di Corniana
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
CittàCorniana, frazione di Terenzo
Coordinate44°36′52.91″N 10°03′02.01″E / 44.614698°N 10.050559°E44.614698; 10.050559Coordinate: 44°36′52.91″N 10°03′02.01″E / 44.614698°N 10.050559°E44.614698; 10.050559
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Corniana
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzioneinizi del XIII secolo
Primo proprietarioDiocesi di Parma
Condizione attualescomparso
Informazioni militari
Funzione strategicadifensiva abitativa
[1]
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Il castello di Corniana era un maniero medievale, che sorgeva su uno sperone di roccia nei pressi della pieve di San Michele Arcangelo a Corniana, piccola frazione di Terenzo in provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'originaria fortificazione a difesa del borgo fu eretta probabilmente agli inizi del XIII secolo per volere del vescovo di Parma;[2] nel 1218 l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia intervenne in una disputa sul possesso del feudo tra la diocesi e il Comune di Parma, assegnando a quest'ultimo il possesso del territorio.[3] Il vescovo Obizzo Fieschi fece appello al papa Onorio III, che l'anno seguente ristabilì l'autorità della diocesi su tutti i territori governati in precedenza; l'accordo tra il Comune e l'autorità episcopale fu ratificato nel 1221.[4]

Nel 1355 la fortezza fu ceduta dal vescovo di Parma Ugolino de' Rossi al nipote Giacomo e al pronipote Bertrando, come compensazione di un debito non onorato.[5] Nel 1400 il papa Bonifacio IX investì ufficialmente del feudo i Rossi.[2]

Agli inizi del XV secolo gli abitanti del borgo costruirono una torre in legno per difendere la zona dalle lotte tra i Rossi e Ottobuono de' Terzi.[6] La rudimentale torre fu poi murata dai Rossi,[3] che ricevettero conferma dei loro diritti sul feudo dal diploma imperiale di Sigismondo di Lussemburgo del 1413.[7]

Nel 1448 il vescovo di Parma Delfino della Pergola tentò di rientrare in possesso di Corniana e di altri castelli un tempo appartenuti alla diocesi, ma non vi riuscì.[2]

Lasciato nel testamento del 1480 di Pier Maria II de' Rossi al figlio Bertrando, che morì senza figli nel 1502, il feudo passò al nipote Troilo I de' Rossi, marchese di San Secondo,[5] i cui eredi ne furono investiti nel 1530 dall'imperatore Carlo V d'Asburgo.[2]

Nel 1666 Scipione I de' Rossi, oberato dai debiti contratti per rientrare in possesso della contea di San Secondo, vendette la rocca di Corniana alla Camera Ducale,[2] che la assegnò nel 1689 ai marchesi Boscoli. Il castello risultava già all'epoca profondamente in rovina, ma una frana intervenne in seguito ad accelerare la già rapida decadenza del maniero.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Autori vari, p. 67.
  2. ^ a b c d e Corniana, geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 3 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2016).
  3. ^ a b Corniana: il Castello perduto., google.com. URL consultato il 3 settembre 2016.
  4. ^ Affò, pp. 336, 405.
  5. ^ a b Arcangeli, Gentile, p. 28.
  6. ^ Cengarle, Chittolini, Varanini.
  7. ^ Rossi Giacomo, parmaelasuastoria.it. URL consultato il 3 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2015).
  8. ^ Corniana, geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 3 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo terzo, Parma, Stamperia Carmignani, 1793.
  • Letizia Arcangeli, Marco Gentile, Le signorie dei Rossi di Parma tra XIV e XVI secolo, Firenze, Firenze University Press, 2007, ISBN 978-88-8453-683-9.
  • Mario Calidoni, Maria Cristina Basteri, Gianluca Bottazzi, Caterina Rapetti, Sauro Rossi, Castelli e borghi. Alla ricerca dei luoghi del Medioevo a Parma e nel suo territori, Parma, MUP Editore, 2009, ISBN 978-88-7847-241-9.
  • Federica Cengarle, Giorgio Chittolini, Gian Maria Varanini, Poteri signorili e feudali nelle campagne dell'Italia settentrionale fra Tre e Quattrocento: fondamenti di legittimità e forme di esercizi, Firenze, Firenze University Press, 2005, ISBN 9788884532558.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]