Castello di Corano

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Castello di Corano
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
CittàCorano
Coordinate44°58′00″N 9°24′48″E / 44.966667°N 9.413333°E44.966667; 9.413333Coordinate: 44°58′00″N 9°24′48″E / 44.966667°N 9.413333°E44.966667; 9.413333
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Corano
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzioneXI secolo
MaterialeLaterizio e pietra
Condizione attualeBuono
Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
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Il castello di Corano è una fortificazione dell'omonimo borgo, frazione di Borgonovo Val Tidone in provincia di Piacenza. Situato in posizione dominante sul crinale sinistro della val Tidone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come molti castelli del piacentino non si conosce la data della sua fondazione mentre è nota la prima distruzione, nei primi anni del XII secolo, per mano di Federico Barbarossa e una seconda nel 1241 per quella del re Enzio. Nel 1372 le truppe pontificie si impadronirono del castello durante la guerra che vedeva opposti Galeazzo II Visconti e Amedeo VI di Savoia, occupazione di breve periodo poiché le forze viscontee rioccuparono tutto il territorio della Val Tidone. Infatti nel 1373 il condottiero Jacopo Dal Verme si trattenne dal distruggere il castello di Corano, abbatte invece il forte di Vairasco.

Bruciato nel 1438 da Francesco Bussone conte di Carmagnola venne infeudato a Lazzaro Radini Tedeschi nel 1438 e ricostruito epotenziato nel 1453. Nel 1521 Corano sfuggì alle devastazioni di Federico dal Verme. I Radini Tedeschi esercitarono a lungo la signoria fino a quando, per mancanza di eredi diretti, passò Giovanni Anguissola che lo cedette, dopo la sua fuga nel 1547 in seguito alla congiura contro Pier Luigi Farnese, al nipote Giulio, alla cui famiglia appartenne fino al XX secolo.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, costituito da un unico corpo di fabbrica, è costruito laterizio con basamento in pietra. Ha pianta trapezoidale con una sola torre quadrangolare addossata al lato corto, ha base molto scarpata e porta le tracce dello scomparso ponte levatoio[1]. L'edificio è caratterizzato dalla decorazione a dente di sega tipico elemento architettoni del trecento padano.

All'interno alcune stanze sono state decorate da Luigi Arrigoni (1896-1964), uno degli artisti rappresentativi della pittura piacentina della prima metà del secolo, e che vi ebbe lo studio fin dagli inizi della sua carriera[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.emiliaromagna.beniculturali.it/index.php?it/108/ricerca-itinerari/11/105
  2. ^ Copia archiviata, su turismoapiacenza.com. URL consultato il 9 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Andrea Corna, Castelli e rocche del Piacentino, Unione Tip. Piacentina, Piacenza, 1913
  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]