Rocca estense di San Felice sul Panaro

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Rocca estense
San Felice SP La Rocca Estense.JPG
La Rocca Estense prima del terremoto del 20 maggio 2012
Ubicazione
StatoDucato di Modena
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
CittàSan Felice sul Panaro
Coordinate44°50′20.16″N 11°08′28.37″E / 44.838933°N 11.141215°E44.838933; 11.141215
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca estense di San Felice sul Panaro
Informazioni generali
Inizio costruzione1340-1361
CostruttoreBartolino da Novara
Materialemuratura
Condizione attualeIn restauro
Proprietario attualeComune di San Felice sul Panaro
Visitabilein parte
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La Rocca Estense è il monumento principale di San Felice sul Panaro. Il fortilizio è caratterizzato dalla tipica pianta quadrilatera e da quattro torri angolari. La torre sul lato Sud-est è il maschio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del castello e del borgo di San Felice durante la guerra di successione spagnola (1705)
Il lato sud della Rocca Estense dopo il terremoto del 20 maggio 2012

Secondo Girolamo Tiraboschi già all'inizio del X secolo era presente un castel­lo a San Felice, "uno forse di quelli che in Italia furono innalzati per di­fendersi contro le irruzioni degli Ungheri sì frequenti al principio del se­colo stesso". Il primo documento storico del castello è datato nell'anno 927, mentre una carta del 929 firmata dal re Ugo di Provenza cita il castrum Sancti Felici. Dopo il dominio del vesco­vo di Modena tra il 1001 e il 1227, la città e il castello passarono al Comune di Modena, che nel 1228 diventò possesso degli Estensi. Nel 1312 il castello di San Felice fu conquistato da Rinaldo Bonaccolsi, meglio noto come il "Duca Passeri­no", che venne poi sconfitto e ucciso nel 1328. Il castello passò sotto il dominio della famiglia Pico (dal 1328 al 1338, e brevemente nel 1346 con Paolo Pico).[1]

Dopo la celebre battaglia di San Felice del 25 novembre 1332, in cui il futuro imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV di Lussemburgo sconfisse la Lega di Castelbaldo composta Estensi, Scaligeri e Gonzaga,[2] nel 1340 il marchese Obizzo III d'Este fece iniziare la costruzione della Rocca estense,[3] recinta "di salde mura già prima guastate pel sostenuto assedio". I lavori vennero conclusi dopo circa vent'anni. Nel 1380 venne insediato un castellano con il grado di capitano.[1]

Nel 1412 la rocca fu restaurata e ulteriormente fortificata su ordine del marchese Niccolò III d'Este, che incaricò dei lavori il famoso architetto militare Bartolino da Novara;[1] gli estensi concessero alla comunità un sigillo raffigurante due aquile sulle torri, che tuttora è usato come stemma comunale.[4] Ulteriori lavori di consolidamento vennero eseguiti nel 1421.[5]

Il 2 gennaio 1511 la rocca ospitò papa Giulio II diretto al celebre assedio della Mirandola.

Divenuta residenza nel XVII secolo, la rocca fu trasformata in carcere nel 1800, per poi essere riconosciuta all'inizio del Novecento come monumento nazionale su iniziativa del Comune di San Felice.[6]

La rocca è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 20 maggio 2012 che ha provocato il crollo delle coperture delle torri e gravi lesioni al maschio ulteriormente aggravate dal successivo sisma del 29 maggio 2012. Nel gennaio 2018 è stato presentato il progetto di restauro della rocca, con un costo stimato di 6,6 milioni di euro.[7]

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

La rocca viene soprannominata Girone, non si sa con certezza per quale motivo, probabilmente perché sorgeva sulla cinta muraria di San Felice sul Panaro.[senza fonte]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Cortile interno

La Rocca estense si sviluppa su una pianta quadrilate­ra, con tre torri angolari, casseri e un alto mastio nell'angolo sud-est. Il cortile interno è caratterizzato da un pozzo centrale e scale porticate che conducono alle stanze superiori e ai camminamenti. Al piano terra sono presenti le prigioni, le cui pareti sono ancora graffiate da scritte e disegni degli ex prigionieri. Nel piano superiore vi è la cosiddetta stanza di papa Giulio II, decorata da un affresco di Sant'Antonio da Padova in adorazione del Bambino e un camino settecentesco in stucco. All'interno del mastio sono presenti numerose stanze; l'ultima sala è affrescata da stemmi araldici araldici quattrocenteschi, tra cui quello estense con l'aquila bianca su sfondo blu.

All'interno della rocca erano ospitate la sala del Consiglio Comunale, la sala di cultura "Quinto Tosatti" e la biblioteca comunale. Nei locali del mastio era allestita la Mostra archeologica permanente intitolata a Giuseppe Venturini (1877-1965), con reperti dall'età del Bronzo all'età moderna. Tra i pezzi più interessanti, vi sono vasi dell'età del bronzo, ceramiche importate dalla Gallia, dall'Attica e dal Nord Africa e un frammento di sarcofago romano in marmo greco di età imperiale.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c San Felice sul Panaro – Cenni storici – Impariamo a conoscerci, su Al Banardon, 16 maggio 2020.
  2. ^ Enrico Besta, CARLO IV di Lussemburgo, Imperatore, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931. URL consultato il 23 novembre 2020.
  3. ^ Mario Longhena, San Felice sul Panaro, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936. URL consultato il 19 maggio 2022.
  4. ^ Rocca di San Felice sul Panaro, su Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per l'Emilia-Romagna. URL consultato il 19 maggio 2022.
  5. ^ La Rocca estense di San Felice sul Panaro, su Visit Modena. URL consultato il 19 maggio 2022.
  6. ^ Il progetto per la Rocca Estense di San Felice sul Panaro, su Unibo Magazine, Università di Bologna, 1º febbraio 2018.
  7. ^ San Felice sul Panaro, la Rocca rivede la luce, su la Repubblica, 14 gennaio 2018.
  8. ^ Mostra archeologica permanente "Giuseppe Venturini", su PATER - Patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Calzolari, Paolo Campagnoli e Carluccio Frison (a cura di), La Rocca estense di San Felice sul Panaro: studi e ricerche su un fortilizio dell'area padana dal Medioevo all'età moderna (Atti della Giornata di studio, sabato 29 maggio 1993), San Felice sul Panaro, Gruppo studi Bassa Modenese, 1994, SBN IT\ICCU\BVE\0057745.

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