Castello di Marzolara

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Castello di Marzolara
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
CittàMarzolara, frazione di Calestano
Coordinate44°37′32.1″N 10°10′19.5″E / 44.625583°N 10.172083°E44.625583; 10.172083Coordinate: 44°37′32.1″N 10°10′19.5″E / 44.625583°N 10.172083°E44.625583; 10.172083
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Marzolara
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzioneentro il XIII secolo
Materialepietra
Condizione attualescomparso
Visitabileno
Informazioni militari
Funzione strategicadifesa della val Baganza
[1]
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Il castello di Marzolara era un maniero medievale, che sorgeva a monte di Marzolara, frazione di Calestano, in provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima testimonianza dell'esistenza di un castello a Marzolara risale al 1249, quando il Comune di Parma lo donò, insieme a quelli di Calestano, Alpicella e Vigolone, al conte di Lavagna Alberto Fieschi.[2] Nel 1275 il cardinale Ottobono Fieschi, futuro papa Adriano V, nominò suo erede di tali terre il fratello Percivalle; alla morte di quest'ultimo nel 1290 subentrarono i nipoti Luca, Carlo e Ottobono del ramo di Torriglia,[3] che nel 1313 ne furono investiti dall'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII di Lussemburgo.[4]

Nel 1426 il duca di Milano Filippo Maria Visconti incaricò il condottiero Pier Maria I de' Rossi di conquistare le terre della val Baganza in mano ai Fieschi, suoi nemici; Pietro pose l'assedio alla rocca di Marzolara, che dopo 24 giorni di bombardamenti capitolò; il Duca assegnò quindi il maniero al Rossi e inviò Niccolò de' Terzi, il Guerriero, a presidiarlo;[5] nei mesi seguenti Pietro de' Rossi fortificò il castello.[6]

La guerra proseguì per anni in tutto il Parmense e nel 1430 Pietro de' Rossi tornò ad attaccare il castello di Marzolara per conto del Visconti, le cui truppe ne presero possesso alla fine dell'anno.[7] Nel 1431 Niccolò Piccinino promise al conte Gian Luigi Fieschi la restituzione dei manieri di Marzolara, Calestano e Vigolone al termine del conflitto, con la clausola che nel frattempo rimanessero nelle mani di Niccolò Terzi; per questo ordinò al referendario del Comune di Parma Anton Simone Butigelli di consegnarli al Guerriero.[8]

Nel 1439 Filippo Maria Visconti assegnò i feudi al cancelliere di Niccolò Piccinino Albertino de' Cividali[9] e successivamente ai conti di Canino e a Giovanni da Oriate; nel 1443, al termine della guerra, il Duca restituì i castelli di Calestano, Marzolara e Vigolone al conte Giannantonio Fieschi in segno di riconoscenza per la sua devozione.[10]

Il castello di Marzolara, ormai inutilizzato, cadde in seguito in degrado, tanto da risultare in rovina già nel XVI secolo.[1]

Nel 1650 Carlo Leone e Claudio Fieschi vendettero i feudi di Calestano, Marzolara, Vigolone e Alpicella con i manieri e le pertinenze al conte Camillo Tarasconi.[11]

La fortificazione di Marzolara in seguito scomparve completamente e sulle sue rovine fu costruita una casa colonica, esistente già nel 1804.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Marzolara, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 22 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2018).
  2. ^ Corazza Martini, p. 7.
  3. ^ Comune di Calestano (PR), su www.araldicacivica.it. URL consultato il 23 ottobre 2018.
  4. ^ Affò, p. 188.
  5. ^ Pezzana, pp. 257-258.
  6. ^ Angeli, p. 287.
  7. ^ Pezzana, p. 302.
  8. ^ Pezzana, p. 308.
  9. ^ Pezzana, p. 415.
  10. ^ Pezzana, p. 485.
  11. ^ De Luca, pp. 356-357.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo quarto, Parma, Stamperia Carmignani, 1795.
  • Bonaventura Angeli, La historia della città di Parma, et la descrittione del fiume Parma, Parma, appresso Erasmo Viotto, 1591.
  • Giacomo Corazza Martini, Castelli, Pievi, Abbazie: Storia, arte e leggende nei dintorni dell'Antico Borgo di Tabiano, Roma, Gangemi Editore, 2011, ISBN 978-88-492-9317-3.
  • Giovanni Battista De Luca, Theatrum veritatis et justitiae, Tomus V, Colonia, 1693.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]