Castello Malaspiniano (Bobbio)

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Castello Malaspina-Dal Verme
Castello di Bobbio.jpg
Il castello Malaspiniano di Bobbio
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Città Bobbio
Coordinate 44°46′04.5″N 9°22′58.7″E / 44.767917°N 9.382972°E44.767917; 9.382972Coordinate: 44°46′04.5″N 9°22′58.7″E / 44.767917°N 9.382972°E44.767917; 9.382972
Mappa di localizzazione: Italia
Castello Malaspiniano (Bobbio)
Informazioni generali
Tipo Castello medievale - rinascimentale
Termine costruzione 1500
Primo proprietario Corradino Malaspina
Visitabile Visitabile internamente tramite visite guidate
Sito web MIBAC - Castello di Bobbio
Informazioni militari
Note Indirizzo: Cda di Porta Legleria-Salita del Torrino 1
Telefono = 0523 936069 - 0523/936500
IAT = 0523/962815
e-mail = iat.bobbio@sintranet.it
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Il castello Malaspina-Dal Verme di Bobbio è una possente costruzione quadrangolare situata all'interno dell'abitato, in posizione elevata nella parte alta del paese e sopra al parco omonimo. Di proprietà dello Stato, è in consegna al Polo museale dell'Emilia-Romagna del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ed è inserito nel circuito dell'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Bobbio cominciò ad essere fortificato, con la costruzione di mura, nel XIII secolo, un documento del 1219 nomina una braida de castello[1]. La costruzione del fortilizio, come lo vediamo oggi, si deve a Corradino Malaspina nei primi anni del Trecento.

Entrata principale del castello

Venne edificato di fianco alla Basilica di San Pietro, che era stata costruita prima dell'arrivo di san Colombano da un ignoto missionario che evangelizzò il primitivo borgo romano, la chiesetta portava la dedicazione a san Pietro, e Colombano nel 614 la trovò quasi in rovina, dopo averla restaurata la scelse come chiesa cenobiale intorno alla quale crebbe il primitivo monastero.

Nel turbolento periodo delle lotte tra Guelfi e Ghibellini il castello fu presidio dei Guelfi, vi si rifugiavano i nobili in fuga dagli assalti portati dal Comune di Piacenza (Ghibellino) ai castelli della val Trebbia.

Nel 1342 diviene possesso dei Visconti di Milano, nel 1413 venne conquistato dagli Anguissola di Travo per un solo anno, ritornò ai Visconti che nel 1436 assegnarono il castello con il titolo di conte ai Dal Verme che ne mantennero il possesso con alterne vicende fino alla soppressione del feudalesimo.

La struttura trascurata, che cominciava ad andare in rovina fu venduta nel 1814 a Paolo dalla Cella e dai suoi eredi ceduta allo stato nel 1956.

Attualmente è visitabile e fa parte dei castelli del gruppo dell'Associazione "Castelli del Ducato di Parma e Piacenza".

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il mastio del castello

Torre del vescovo[modifica | modifica wikitesto]

È la parte più antica, costruita dopo il 1014 vicino alla basilica di San Pietro, probabilmente torre campanaria poi adattata a scopi difensivi. Prima della costruzione del castello vi erano alloggiate le truppe, fu abbassata in epoca imprecisata.

L'atrio d'ingresso al castello

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Costituito da un massiccio mastio a base rettangolare a cui sono collegate una torretta rotonda, una quadrata e altri piccoli edifici, l'alloggio delle guardie e uno di recente costruzione, molto più bassi del mastio. Tutte le costruzioni sono in pietra con inserti in laterizio, hanno finestre piccole e sono dotate tutte di tetti in coppi. Rimangono le tracce di due ingressi dotati di ponte levatoio, anticamente solo l'ingresso di nord-ovest dava l'accesso al mastio. Il mastio ha cinque piani con locali con il soffitto a botte e pavimenti in legno intarsiato; i primi tre ad uso abitativo, il quarto per l'alloggio delle truppe e l'ultimo per le manovre difensive, consiste in un sottotetto retto da quattro pilastri oggi illuminato da 18 finestre di recente apertura, in origine vi erano solo feritoie strombate.

Il mastio verso Bobbio

Le mura[modifica | modifica wikitesto]

Due erano le cinte murarie, la più interna, che cinge il mastio da vicino, ha forma quadrangolare e risulta essere costruita su un terrapieno che mantiene il castello in posizione soprelevata. Oggi della cinta muraria esterna, abbattuta nel 1858 non rimane traccia, dalle piante settecentesche[2] risulta che il maniero era collegato a una cinta muraria esterna dotata di porte fortificate, che al suo interno aveva altre due torri: il torrino e la torre di Primatello.

Panorama di Bobbio e dell'abbazia dal cortile del castello

Leggenda del pozzo dei Coltelli[modifica | modifica wikitesto]

Si narra la leggenda del pozzo dei coltelli, ubicato presso il castello nei sotterranei della torre circolare di sud-est, oggi riempito e chiuso; si sarebbe trattato di un pozzo con il condotto rivestito da numerosissime lame affilate, sporgenti e messe orizzontalmente e comunicante con una segreta senza via di uscita. Chi ci finisse dentro non è dato a sapere, verosimilmente nemici del signore e gente sgradita, ma si narra anche di giovani donne rapite dai vari castellani. Nei racconti anche degli ultimi proprietari del castello si fa riferimento al fatto che coloro che venivano scaraventati nel pozzo in parola preferissero buttarsi contro le lame sui bordi, al fine di evitare l'agonia nella segreta; si narra pure di “fantasmi”, c'è chi giura di averli visti sopra le mura, forse dei condannati a questo supplizio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  2. ^ Archivi storici bobbiesi
Il cortile alto sopra le mura con il pozzo e l'entrata al mastio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Corna Castelli e rocche del Piacentino, Ed. Unione Tipografica Piacentina, Piacenza 1913
  • I. Reposi Vicende del Castello di Bobbio (1747-1814) in Pagine di Storia Bobbiese, Ed Del Maino, Piacenza 1927
  • M. Tosi L'antica Basilica di San Pietro restaurata da San Colombano in "Colomba", gennaio-marzo, Storia della fondazione monastica prima del castello p. 13-17, Bobbio 1965
  • S. Maggi, C. Artocchini I castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda, UTEP, Piacenza 1967
  • C. Perogalli Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Gorlich, Milano 1972
  • Michele Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni - Archivi Storici Bobiensi, Bobbio 1973 e 1983
  • C. Artocchini Castelli piacentini, TEP, Piacenza 1983
  • G. Fiori Bobbio e i Dal Verme in "Archivio storico per le province parmensi", s. IV, v. 38, pp. 175–201, 1986
  • G. Fiori I Malaspina, Tip. Le.Co., Piacenza 1995
  • S. Germano Piacenza, la provincia dei castelli, Tipolito Farnese, Piacenza 1995
  • Bruna Boccaccia Bobbio Città d'Europa - Ed. Pontegobbo 2000 ISBN 8886754337
  • M. Pizzo Bobbio nell'alto cuore del Medioevo, Diabasis, Reggio Emilia 2004
  • G. Fiori Il castello di Bobbio e il suo arredamento seicentesco in Strenna Piacentina 2011, Piacenza 2011
  • Alessandra Mordacci Il Castello Malasina Dal Verme di Bobbio - Collana i Castelli del piacentino, Ed. Libertà e Ass. Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, Piacenza 2011
  • Angelo Alpegiani Le otto Parrocchie e Frammenti di Bobbio, Monumenti, edifici storici, religiosi e votivi e luoghi di interesse del comune di Bobbio - Foto A. Alpegiani - Testi storia e progetto grafico G.L. Libretti - Ed. Libreria Internazionale Romagnosi (LIR) - Bobbio 2011

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]