Castello di Panocchia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castello di Panocchia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Città Parma-Stemma.png Panocchia, frazione di Parma
Coordinate 44°40′35″N 10°18′31.8″E / 44.676389°N 10.308833°E44.676389; 10.308833Coordinate: 44°40′35″N 10°18′31.8″E / 44.676389°N 10.308833°E44.676389; 10.308833
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Panocchia
Informazioni generali
Tipo castello tardo-medievale
Inizio costruzione entro il XVI secolo
Materiale laterizio e pietra
Condizione attuale parzialmente restaurato
Visitabile no
Informazioni militari
Funzione strategica presidio della val Parma
[1]
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Il castello di Panocchia è un maniero tardo-medievale che sorge in via Campana 8, accanto alla chiesa di San Donnino, a Panocchia, frazione di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello, la cui storia è pressoché ignota,[2] fu costruito probabilmente tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo per volere dei conti Cantelli, feudatari di Panocchia[1] e già proprietari di un edificio nel borgo almeno dal 1422.[3]

In seguito alla scomparsa nel 1736 dell'ultimo conte Paolo Cantelli, l'edificio fu ereditato dal marchese Alfonso Bevilacqua, suo pronipote, che aggiunse al proprio, il cognome del prozio.[4]

La struttura, più volte modificata, divenne residenza estiva della famiglia, che vi ospitò vari personaggi illustri,[1] tra i quali il poeta Carlo Innocenzo Frugoni, che ricordò il soggiorno in uno dei suoi componimenti.[5]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, frutto di modifiche nei secoli, si sviluppa su una pianta a L, con due torrioni cinquecenteschi a base rettangolare[1] posti alle estremità del lato più lungo, parallelo alla strada, e una più alta ed esile torre collocata al centro dell'ala meridionale.

I prospetti, rivestiti in pietra e laterizio, sono caratterizzati dall'andamento a scarpa della muratura inferiore e dalla presenza di due cornici marcapiano in aggetto nei due primi livelli; alla base delle torri si aprono ampi portali d'ingresso ad arco a tutto sesto, mentre in sommità si sviluppano fasce di alti beccatelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Cosa Fare, su www.ciato.it. URL consultato il 18 febbraio 2017.
  2. ^ Pannocchia, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 18 febbraio 2017.
  3. ^ Pezzana, p. 223.
  4. ^ Frizzi, p. 242.
  5. ^ Frugoni, p. 19.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Frizzi, Memorie storiche della nobile famiglia Bevilacqua, Parma, Reale Stamperia, 1779.
  • Carlo Innocenzo Frugoni, Poesie dell'abate Carlo Innocenzo Frugoni fra gli arcadi comante eginetico, Tomo X, Lucca, presso Francesco Bonsignori, 1779.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]