Castello di Miano

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Castello di Miano
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
CittàMedesano-Stemma.png Miano, frazione di Medesano
Coordinate44°44′12.6″N 10°04′57″E / 44.736833°N 10.0825°E44.736833; 10.0825Coordinate: 44°44′12.6″N 10°04′57″E / 44.736833°N 10.0825°E44.736833; 10.0825
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Miano
Informazioni generali
Tipocastello medievale
Inizio costruzioneXII secolo
Materialepietra
Condizione attualescomparso
Informazioni militari
Funzione strategicapresidio della vallata
[1]
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Il castello di Miano era un maniero medievale, che sorgeva a Miano, piccola frazione di Medesano, in provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima testimonianza dell'esistenza di una fortificazione a Miano risale al 1189, quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa la assegnò al marchese Oberto I Pallavicino.[2]

Nel 1249 l'imperatore Federico II di Svevia confermò l'investitura al marchese Oberto II Pallavicino, che nel 1267 fu costretto ad abbandonare il castello nelle mani dei guelfi parmigiani. Nel 1297 il Comune di Parma stabilì di non ricostruire più alcuna fortificazione a Miano.[1]

Nel 1360 il marchese Oberto Pallavicino ottenne la restituzione del feudo di Miano e di numerosi altri nel Parmense, dei quali fu investito dall'imperatore Carlo IV di Lussemburgo.[3]

Nell'ottobre del 1427 Pietro de' Rossi attaccò il castello, appartenente a Rolando il Magnifico, e, dopo averlo depredato e averne arrestato gli occupanti, lo diede alle fiamme, distruggendolo definitivamente e abbandonandolo;[4] gli abitanti di Miano furono portati nel vicino castello di Sant'Andrea, ma agli inizi dell'anno successivo aprirono le porte del maniero al marchese Pallavicino, che lo occupò, rientrando in tal modo in possesso anche di Miano.[5]

Tuttavia, nel 1441 Niccolò Piccinino convinse Filippo Maria Visconti del tradimento di Rolando e si fece incaricare di conquistarne lo Stato Pallavicino; il Marchese fu costretto alla fuga[6] e tutte le sue proprietà furono incamerate dal Duca di Milano, che nel 1442 assegnò al condottiero il feudo di Miano e numerosi altri nel Parmense, tra cui Solignano, Sant'Andrea, Taro, Varano Marchesi, Banzola, Visiano, Cella, Tabiano, Monte Manulo, Bargone, Gallinella, Felegara e Monte Palerio.[1]

Miano rimase per anni conteso tra i Rossi e i Pallavicino. Nel 1449, in seguito alla presa del potere da parte di Francesco Sforza, Pier Maria II de' Rossi attaccò il castello di Sant'Andrea, da cui dipendeva Miano, e se ne rimpossessò,[7] ricevendone l'investitura da parte del Duca di Milano.[8]

Nel 1457, alla morte di Rolando il Magnifico, Miano fu invece assegnato, unitamente ai castelli di Castelguelfo, Gallinella e Varano Marchesi, al figlio primogenito Niccolò Pallavicino, che ne fu investito da parte di Francesco Sforza.[9]

Nel testamento del 1464 redatto da Pier Maria II de' Rossi, il feudo di Miano fu destinato al figlio Guido, insieme ai castelli di Felino, San Secondo, Bardone, Neviano de' Rossi, Carona, Segalara, Roccalanzona, Taro e Sant'Andrea.[10]

Nel XVIII secolo Miano fu assegnato ai Sanvitale,[11] che ne mantennero i diritti fino all'abolizione del feudalismo sancita da Napoleone per il ducato di Parma e Piacenza nel 1805.[12]

I ruderi del castello rimasero visibili fino al 1869, quando le ultime pietre furono utilizzate per la costruzione della nuova chiesa di San Nicolò.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Miano, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  2. ^ Affò, pp. 289-290.
  3. ^ Orlandi, p. 408.
  4. ^ Pezzana, 1842, p. 287.
  5. ^ Pezzana, 1842, p. 292.
  6. ^ Pezzana, 1842, pp. 446-448.
  7. ^ Arcangeli, Gentile, p. 60.
  8. ^ Sant'Andrea, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  9. ^ Pezzana, 1847, p. 157.
  10. ^ Pezzana, 1852, pp. 308-309.
  11. ^ La dinastia Sanvitale, su xoomer.virgilio.it. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  12. ^ L'eredità napoleonica. Il Codice (PDF), su www.treccani.it. URL consultato il 18 dicembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo secondo, Parma, Stamperia Carmignani, 1792.
  • Letizia Arcangeli, Marco Gentile, Le signorie dei Rossi di Parma tra XIV e XVI secolo, Firenze, Firenze University Press, 2007, ISBN 978-88-8453- 683-9.
  • Cesare Orlandi, Delle città d'Italia e sue isole adiacenti compendiose notizie sacre, e profane, Tomo quarto, Perugia, Stamperia Augusta, presso Mario Reginaldi, 1775.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo terzo, Parma, Ducale Tipografia, 1847.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quarto, Parma, Reale Tipografia, 1852.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]