Rocca di Vignola
| Rocca di Vignola | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Emilia-Romagna |
| Città | Vignola |
| Indirizzo | piazza dei Contrari 4 ‒ Vignola (MO) |
| Coordinate | 44°28′35.76″N 11°00′35.49″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | castello |
| Stile | medievale |
| Inizio costruzione | sconosciuto |
| Materiale | ciottoli, malta, laterizio |
| Condizione attuale | visitabile |
| Proprietario attuale | Fondazione di Vignola |
| Visitabile | sì |
| Sito web | www.fondazionedivignola.it/rocca-di-vignola/ |
| Informazioni militari | |
| Funzione strategica | difesa della città |
| voci di architetture militari presenti su Wikipedia | |
La Rocca di Vignola è un castello che si trova sulle rive del Panaro nel comune omonimo, in Emilia-Romagna.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Non è certa la data di costruzione della Rocca, si presume successivamente all'età Carolingia per difendere l'abitato della cittadina dai barbari Ungari. Un documento risalente all'anno 936 attesta che la città di Vignola in quel periodo era sottoposta all'autorità del Vescovo di Modena. Un altro documento prova l'esistenza della Rocca almeno a partire dall'anno 1178. Fino al XV secolo la funzione della costruzione era esclusivamente militare.[senza fonte]
Nel 1401 il nobile ferrarese Uguccione dei Contrari ricevette in dono da parte del signore di Ferrara Niccolò III d'Este il feudo di Vignola.[1] Nei venti anni successivi la rocca mutò profondamente la propria destinazione d'uso, venendo trasformata in sontuosa dimora della famiglia Contrari, che disponeva di elevate ricchezze.[1]

Poco dopo il 1575 i Contrari si estinsero[1], per cui i beni feudali tornarono agli Estensi. Gli Estensi governarono Vignola solo per un biennio[senza fonte], in quanto nel 1577 il feudo fu ceduto a Jacopo Boncompagni, figlio naturale del futuro Papa Gregorio XIII, in cambio di 75.000 scudi d'oro ferraresi.[1] La famiglia Boncompagni affidò la gestione della Rocca e di Vignola ad un amministratore, visitando solo sporadicamente la cittadina.[senza fonte] Antonio Boncompagni, fu l'ultimo feudatario di Vignola, in quanto nel 1796, con l'arrivo di Napoleone Bonaparte decadevano i Boncompagni e subentrava un comitato repubblicano.[1]
Nel 1815 Vignola, non tornata marchesato, fu incorporata nei domini del duca di Modena Francesco IV.[senza fonte]
Nel XIX secolo all'interno dell'edificio trovarono sede diverse istituzioni sociali e politiche: il Municipio, la biblioteca e la Cassa di Risparmio di Vignola che ha acquistato l'immobile nel 1965, che successivamente, nel 1998 è stato ceduto alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Vignola.[senza fonte]
A partire dal 2024, con l'introduzione dell'ingresso a pagamento, un nuovo sistema di audioguide per la visita guidata in autonomia, nuove modalità di fruizione e un aumento dell'offerta culturale in situ con mostre ed esposizioni sono state portate avanti da Fondazione di Vignola.[2]
Descrizione
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La rocca, al centro del paese, è stata costruita in posizione strategica a sorvegliare il fiume Panaro, un'importante via di comunicazione, tra i territori (spesso contesi) di Bologna e di Modena.[1] È proprio dal vicino Panaro che provengono alcuni materiali di costruzione: i ciottoli di fiume, caratteristici di una prima fase costruttiva, a cui si aggiungono i mattoni. L'uso dei due materiali è particolarmente leggibile nel cortile interno della rocca.[3]
Gli affreschi
[modifica | modifica wikitesto]Negli ultimi decenni è stato messo in opera un attento e scrupoloso lavoro di restauro che ha consentito il recupero sia architettonico che pittorico della struttura.[senza fonte]
Grazie ad attente ricerche storiche è stato possibile risalire al significato degli affreschi in gran parte databili al XV secolo che decorano le sale del piano terra (sala dei Leoni e dei leopardi, sala delle Colombe e sala degli Anelli) e alcune stanze al primo piano (sale delle Dame, sala degli Stemmi e sala dei Tronchi d'Albero). La maggior parte degli affreschi riportano la storia della famiglia Contrari e provano il forte legame con gli Estensi.[senza fonte]

Nella Cappella della Rocca si può ammirare il prezioso ciclo di affreschi tardogotici commissionato da Uguccione Contrari, anch'esso recentemente restaurato. I dipinti raffiguranti le Storie di Cristo sono attribuiti al Maestro di Vignola, di cui attualmente non si conosce il nome nonostante le numerose congetture.[4][5]
Altro splendido ambiente affrescato è la sala del Padiglione, che deve il nome alla rappresentazione di una grande tenda, con i lembi aperti e finemente decorata, davanti alla quale sono raffigurati due personaggi che si ritiene identificare in Battistina Campofregoso e Ambrogio Contrari, sposi nel 1461. Proprio nella scena del loro matrimonio e rappresentato l'interno delle mura merlate che lasciano intuire la struttura di un giardino pensile, abbellito da melograni, tralci di fiori e foglie, oltre le quali appaiono molteplici varietà di piante da ornamento[6].
Percorso di visita
[modifica | modifica wikitesto]La visita si sviluppa in varie sale della rocca distribuite su cinque livelli, dalle sale del piano terra (sala dei Leoni e dei leopardi, sala delle Colombe e sala degli Anelli) alle stanze al primo piano (sale delle Dame, sala degli Stemmi e sala dei Tronchi d'Albero), al secondo piano, ai camminamenti e torri. La visita include anche i sotterranei (sale dei Contrari e dei Grassoni) a cui si accede dal cortile interno.[7]
Piano terra
[modifica | modifica wikitesto]Al piano terra si sviluppano gli ambienti di servizio e di rappresentanza.[3]
Rivellino
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Si accede alla Rocca di Vignola da piazza dei Contrari, passando dal Loggiato cinquecentesco ed entrando nel rivellino: l'arco di ingresso presenta uno stemma affiancato da leoni rampanti, sormontato dalla data «Anno Domini MCMXXXVII».
Cortile interno
[modifica | modifica wikitesto]Nel cortile interno si possono facilmente "leggere" le diverse fasi architettoniche delle mura, rafforzate in particolar modo sotto Uguccione dei Contrari: alla parte sottostante in ciottoli di fiume è stata sovrapposta una parete in mattoni. All'altezza del piano nobile, affianco ad un elegante loggiato con arcate, una finestra decorata presenta le raffigurazioni di un leone e di un leopardo.[3] Dal cortile, di sotto in su, è possibile anche ammirare la torre di Nonantola, i camminamenti di ronda coperti, e accedere alla Rocchetta.[3] Al centro della corte interna ritroviamo il caratteristico pozzo del 1589.
- Ciottoli e mattoni
- vista dal basso delle torri e del camminamento
- Il pozzo
- Lapide ad Agostino Paradisi
- Finestra decorata
Rocchetta
[modifica | modifica wikitesto]Dal cortile interno si accede alla Rocchetta del castello, un tempo adibita ad armeria: vi si trovavano archi, bombarde, balestre, cannoni ed ordigni incendiari.[3] A titolo esemplificativo, l'allestimento museale ha selezionato un cannone ad avancarica, posto al centro della Rocchetta, mentre in posizione laterale sono conservate delle antiche campane.
- La rocchetta vista dall'esterno
- Cannone ad avancarica all'interno della Rocchetta
- Il soffitto della Rocchetta
Sotterranei
[modifica | modifica wikitesto]Dalla corte si accede anche agli antichi scantinati riallestiti. Da un corridoio con volta a botte si accede alle sale dei Grassoni e dei Contrari.
Primo piano
[modifica | modifica wikitesto]Il primo piano, o piano nobile, era adibito a residenza della famiglia.[3]
Secondo piano
[modifica | modifica wikitesto]Ultimo piano: i camminamenti e le torri
[modifica | modifica wikitesto]I camminamenti di ronda coperti, ben conservati, collegano tra loro le torri di Nonantola, del Pennello e delle Donne. La torre più alta, quella di Nonantola, visibile anche dal cortile interno, sovrasta il loggiato del piano nobile; risalente al XIII secolo, fu ampliata dai Contrari nel corso del Quattrocento.[3]
Pusterla
[modifica | modifica wikitesto]La pusterla della Rocca di Vignola è un torresino avanzato con entrata di sicurezza in caso di assedio.
La Rocca nella cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1980 le Poste Italiane dedicarono alla Rocca un francobollo da 380 lire, facente parte della raccolta nota come "Castelli d’Italia".[senza fonte]
Mostre ed esposizioni
[modifica | modifica wikitesto]Dall'apertura al pubblico la Rocca ha ospitato varie mostre ed esposizioni, tra le quali ricordiamo:[8]
- 1997 — Collezionisti si nasce. La Galleria di Matteo Campori a Modena
- 1998 — La mostra di Pompeo Vecchiati
- 2000 — L'Eroe Borghese. Temi e figure da Schiele a Warhol
- 2004 — Diversità & contrasti. Opere contemporanee da una collezione privata
- 2005 — Jazz in' it 2005 – A jazz drawing, performance
- 2009 — Angelo Cesselon. Il manifesto cinematografico d'autore (1945/1975)
- 2010 — Segni. Il tempo vissuto nelle immagini
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 Audioguida Rocca Vignola [ITA]. Breve storia della Rocca, su Spreaker. URL consultato il 26 marzo 2026.
- ↑ Margherita Fraccon, Rocca di Vignola: le nuove modalità di fruizione, su Fondazione di Vignola, 24 giugno 2024. URL consultato il 26 marzo 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 Audioguida Rocca Vignola [ITA]. Cortile Interno: Architettura della Rocca, su Spreaker. URL consultato il 26 marzo 2026.
- ↑ Federico Giannini, La Cappella Contrari: la cappella “eretica” della Rocca di Vignola, su Finestre sull'Arte, 15 settembre 2015. URL consultato il 26 marzo 2026.
- ↑ Cappella di Uguccione, su Rocca di Vignola. URL consultato il 26 marzo 2026.
- ↑ Dal sito della Rocca, su roccadivignola.it. URL consultato il 26 ottobre 2015.
- ↑ Visita, su Rocca di Vignola. URL consultato il 26 marzo 2026.
- ↑ Rocca di Vignola, su PatER, portale del patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna. URL consultato il 26 marzo 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Rocca di Vignola: percorsi, storia e immagini; [guida], Fondazione di Vignola, 2013, ISBN 978-88-7866-022-9.
- Giuseppe Trenti, Achille Lodovisi e Debora Dameri (a cura di), Stemmi e imprese della Rocca di Vignola, Vignola, Fondazione di Vignola, 2008, ISBN 978-88-7866-012-0.
- Daniele Benati, Il maestro di Vignola, in Daniele Benati e Vincenzo Vandelli (a cura di), La Cappella Contrari nella Rocca di Vignola, Milano, Jaca Book, 2007, pp. 60–83, ISBN 9788816603608.
- Giovanni Romani e Milva Vicini, La rocca di Vignola, V, Vignola, Fondazione di Vignola, 2001, ISBN 978-88-7866-000-7.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla Rocca di Vignola
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su fondazionedivignola.it.
- Rocca di Vignola, su PatER - Catalogo del Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna.
- Rocca di Vignola, su TourER - portale del patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna, Segretariato regionale del Ministero della cultura per l'Emilia-Romagna.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 128297873 · LCCN (EN) nr99021111 · GND (DE) 4616688-9 |
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