Scotti (famiglia)

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Scotti
Coa fam ITA scotti3.jpg
FondatoreDavide Scotti
Data di fondazioneXII secolo

Scotti (Scoto) o Scotti Douglas o Douglas Scotti è un'antica e nobile famiglia piacentina.

Storia e personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

Era originaria delle stirpe Douglas di Scozia allorché un certo William Douglas, figlio di Sholto Douglas e cugino del mitico Acaio re degli Scoti, venne in Italia per combattere Desiderio, re dei Longobardi e si stabilì a Piacenza.[1]

Capostipite della famiglia fu il nobile Davide, nel XII secolo. Ricchissimi mercanti, acquisirono sin dal XIII secolo vasti possedimenti ed ebbero importanti esponenti nel governo della città di Piacenza.

La famiglia risultava feudataria, nel XV secolo, delle contee di Agazzano e Vigoleno i cui diritti vennero riconosciuti anche dai Visconti[2] coi quali ebbero parecchi scontri.

La casata degli Scotti si unì a quella dei Gonzaga grazie al matrimonio di Giovanni Maria Scotti, conte di Vigoleno, con Luigia Gonzaga, figlia di Francesco I, della linea cadetta di Novellara, dando vita alla famiglia Scotti-Gonzaga[3]

Nel 1414 ebbero dall'imperatore Sigismondo il titolo Douglas a ricordo dell'antica pretesa origine scozzese della famiglia, che si divise in alcuni rami, tra i quali:

La famiglia annovera tra i suoi più illustri esponenti:

A Piacenza, la basilica di San Giovanni in Canale, fondata nel 1220 dai Domenicani, conserva una tomba dipinta ed il grande sarcofago della famiglia Scotti.[5]

Scotti di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Scotti di Milano

Deriva dalla famiglia Scotti-Douglas di Piacenza, discendente da Bernardino, podestà di Milano. Tra gli esponenti illustri figurano:[1]

  • Brantino (XIV secolo), giureconsulto
  • Antonio (XIV secolo), figlio del precedente, fu tesoriere di Estorre Visconti, signore di Monza
  • Ludovico Vincenzo (XVII secolo), conte di Colturano e di Vesano
  • Bernardino Scotti (1656-1726), cardinale, figlio del precedente. Fu l'ultimo esponente della famiglia.

Arma: Palato d'oro e di rosso, il secondo palo d'oro caricato di un'aquila di nero coronata del campo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili o notabili italiane estinte e fiorenti, Bologna, 1886, Vol.1, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]