Diocesi di Fidenza

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Diocesi di Fidenza
Dioecesis Fidentina
Chiesa latina
Duomo (Fidenza) - facciata 1 2022-07-18.jpg
Suffraganea dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola
Regione ecclesiasticaEmilia-Romagna
 
Mappa della diocesi
 
VescovoOvidio Vezzoli
Vicario generaleGianemilio Pedroni
Vescovi emeritiCarlo Mazza
Presbiteri43, di cui 36 secolari e 7 regolari
1.568 battezzati per presbitero
Religiosi8 uomini, 23 donne
Diaconi16 permanenti
 
Abitanti70.075
Battezzati67.431 (96,2% del totale)
Superficie516 km² in Italia
Parrocchie70 (4 vicariati)
 
Erezione12 febbraio 1601
Ritoromano
CattedraleSan Donnino martire
Santi patroniSan Donnino
IndirizzoPiazza A. Grandi 16, 43036 Fidenza [Parma], Italia
Sito webwww.diocesifidenza.it
Dati dall'Annuario pontificio 2022 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
San Donnino martire, patrono della diocesi.
Il santuario dell'Assunzione di Maria Vergine in località Careno di Pellegrino Parmense.

La diocesi di Fidenza (in latino: Dioecesis Fidentina) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2021 contava 67.431 battezzati su 70.075 abitanti. È retta dal vescovo Ovidio Vezzoli.

Patrono della diocesi è san Donnino martire, decapitato a Fidenza nel 296: le sue spoglie sono conservate in un'urna di vetro e d'argento posta sotto l'altare della cripta della cattedrale.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi si estende tra le province di Parma e di Piacenza e comprende i comuni di Busseto, Fidenza, Noceto (la sola frazione di Borghetto), Pellegrino Parmense, Polesine Zibello, Roccabianca (le sole frazioni di Stagno e di Ragazzola) e Salsomaggiore Terme nel parmense, di Castelvetro Piacentino, Monticelli d'Ongina e Villanova sull'Arda nel piacentino.

Sede vescovile è la città di Fidenza, dove si trova la cattedrale di San Donnino. A Monticelli d'Ongina sorge la basilica minore di San Lorenzo.

Parrocchie e vicariati[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Fidenza.

Il territorio si estende su 516 km² ed è suddiviso in 70 parrocchie, raggruppate in 4 vicariati:[1]

  • vicariato urbano e suburbano;
  • vicariato di Salsomaggiore Terme e Pellegrino Parmense;
  • vicariato di Busseto e Bassa Parmense;
  • vicariato della Bassa Piacentina.

Santuari diocesani[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi riconosce 10 santuari presenti sul proprio territorio:[2]

Comunità religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 in diocesi erano presenti le seguenti comunità religiose:[3]

Comunità religiose maschili
Comunità religiose femminili

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Almeno a partire dal 1114 (ma forse già nel IX secolo) la chiesa di Borgo San Donnino era esente dalla giurisdizione dei vescovi vicini e dipendeva direttamente dalla Santa Sede; era retta da un prevosto che esercitava una giurisdizione quasi vescovile sulla città e sul territorio circostante: l'ultimo dei prevosti fu Papirio Picedi, che papa Clemente VIII scelse come primo vescovo della nuova diocesi.

La diocesi di Borgo San Donnino venne eretta, a istanza del duca Ranuccio I Farnese, con la bolla Super universas di Clemente VIII del 12 febbraio 1601. Oltre a Borgo San Donnino e al suo distretto, alla nuova diocesi vennero aggregate le parrocchie di alcune località della diocesi di Cremona situate sulla riva destra del Po e passate in parte sotto il dominio dei Farnese con la creazione del ducato di Parma e Piacenza. L'erezione della diocesi era un omaggio del papa Aldobrandini al duca Ranuccio Farnese, che nel 1600 aveva sposato la pronipote del Papa, Margherita Aldobrandini, così come pure l'erezione della diocesi di Campli.

L'erezione della nuova diocesi era dovuta anche all'annessione (illegale ma effettiva) dello Stato Pallavicino al Ducato farnesiano tra 1587 e il 1589, che permise il controllo del Duca di Parma su tutti i paesi a sud del Po che ecclesiasticamente facevano parte della diocesi di Cremona. I Farnese così preferirono richiedere la fondazione di una diocesi, da loro controllata, su un territorio di nuova e non chiara acquisizione e in quel momento guidata da Picedi, che era stato un diplomatico al loro servizio.

In origine immediatamente soggetta alla Santa Sede, papa Paolo V la rese suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna: nel 1818 venne restituita all'immediata soggezione alla Sede apostolica ed è attualmente parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola.

Il 22 settembre 1927 ha assunto il nome di diocesi di Fidenza (dopo il cambio ufficiale del nome della città con Regio Decreto del 6 giugno 1927).

Nel 1948 la parrocchia di Castellina, nel comune di Soragna, passò alla diocesi di Parma, mentre la diocesi fidentina acquisì la parrocchia di Castione Marchesi, frazione del comune di Fidenza, già appartenuta alla diocesi parmense.[4]

Un'ulteriore modifica territoriale si è attuata nel 2003, quando la diocesi di Fidenza ha acquisito 14 parrocchie, 4 dalla diocesi di Parma e 10 da quella di Piacenza-Bobbio, cedendo al contempo 2 parrocchie a Parma e altre 2 a Piacenza-Bobbio. A seguito di queste modifiche, alla diocesi fidentina sono state unite tutte le parrocchie dei territori comunali di Monticelli d'Ongina, Salsomaggiore Terme e di Pellegrino Parmense.[5]

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

Arcipreti[modifica | modifica wikitesto]

Prevosti[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Prelati originari della diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi nel 2021 su una popolazione di 70.075 persone contava 67.431 battezzati, corrispondenti al 96,2% del totale.

anno popolazione presbiteri diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per presbitero uomini donne
1950 63.000 63.000 100,0 95 80 15 663 18 164 57
1969 ? 64.526 ? 95 77 18 ? 21 158 58
1980 66.800 67.150 99,5 88 73 15 759 19 99 62
1990 64.150 65.000 98,7 75 64 11 855 14 76 60
1999 63.500 64.000 99,2 74 61 13 858 5 15 49 60
2000 63.500 64.000 99,2 69 61 8 920 5 10 49 60
2001 63.500 64.000 99,2 69 62 7 920 5 9 48 60
2002 63.500 64.000 99,2 67 63 4 947 5 5 37 60
2003 63.500 64.000 99,2 69 63 6 920 5 7 38 60
2004 72.973 73.473 99,3 72 64 8 1.013 5 10 55 70
2006 72.431 73.287 98,8 68 61 7 1.065 11 9 47 70
2013 65.000 72.082 90,2 52 43 9 1.250 12 10 36 70
2016 65.189 71.928 90,6 49 42 7 1.330 16 7 45 70
2019 69.363 71.650 96,8 44 38 6 1.576 16 6 26 70
2021 67.431 70.075 96,2 43 36 7 1.568 16 8 23 70

Il Risveglio[modifica | modifica wikitesto]

Il Risveglio è il settimanale della diocesi di Fidenza. Fondato nel 1899, approfondisce i temi della Chiesa italiana e in particolare si occupa della vita e degli appuntamenti della diocesi. È iscritto alla Federazione italiana settimanali cattolici e al Registro degli operatori di comunicazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero di saggio de Il Risveglio uscì alla vigilia di san Donnino, festa patronale della diocesi di Fidenza, l'8 ottobre 1899; le pubblicazioni settimanali ebbero poi avvio dal 15 ottobre. Fondatori de Il Risveglio furono il vescovo di Fidenza monsignor Giovanni Battista Tescari e i canonici e professori del seminario diocesano: don Sincero Badini, che ne è stato il primo direttore, mons. Pier Grisologo Micheli, mons. Alberto Costa, poi vescovo di Melfi e di Lecce, mons. Giacomo Donati, don Giacomo Bianchi e don Massimo Bassanini. Negli anni della guerra fredda, il periodico si schierò chiaramente per la sua linea editoriale di decisa opposizione al comunismo.[6]

È stato uno dei primi giornali cattolici in Emilia-Romagna[7], la pubblicazione non è stata mai interrotta, neppure durante i due conflitti mondiali, e la testata non è mai cambiata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario diocesano 2018, pp. 112-115.
  2. ^ Annuario diocesano 2018, pp. 116-117.
  3. ^ Annuario diocesano 2018, pp. 148-154.
  4. ^ Decreto della Congregazione Concistoriale del 24 aprile 1948; decreto del Presidente della Repubblica, che riconosce gli effetti civili di questo cambiamento, del 22 marzo 1954, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.176 del 4 agosto 1954, p. 2512.
  5. ^ Decreto della Congregazione per i Vescovi del 14 gennaio 2003; decreto del Presidente della Repubblica, che riconosce gli effetti civili di questo cambiamento, del 28 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 162 del 13 luglio 2004, pp. 4-5.
  6. ^ Roberto Ruspanti, Lajos Antal, Ungheria 1956: la cultura si interroga: la rivoluzione patriottica e democratica d'Ungheria nello specchio di letteratura, storia, pubblicistica, politica, diplomazia, economia, arte, Rubbettino, 1996, p. 360.
  7. ^ Federazione Italiana Settimanali Cattolici - Emilia Romagna, su fisc.it. URL consultato il 30 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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