Gazzola

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Gazzola
comune
Gazzola – Stemma Gazzola – Bandiera
Gazzola – Veduta
Centro di Gazzola
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoSimone Maserati (lista civica di centro-destra Per Gazzola e la sua gente) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate44°57′36.22″N 9°32′56.27″E / 44.960062°N 9.548964°E44.960062; 9.548964 (Gazzola)Coordinate: 44°57′36.22″N 9°32′56.27″E / 44.960062°N 9.548964°E44.960062; 9.548964 (Gazzola)
Altitudine146 m s.l.m.
Superficie44,48 km²
Abitanti2 121[1] (30-06-2020)
Densità47,68 ab./km²
FrazioniArola, Balletta, Canneto Sopra, Canneto Sotto, Castelletto, Croara, Momeliano, Monticello, Rezzanello, Rivalta, Tuna
Comuni confinantiAgazzano, Gossolengo, Gragnano Trebbiense, Piozzano, Rivergaro, Travo
Altre informazioni
Cod. postale29010
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033022
Cod. catastaleD958
TargaPC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigazzolesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gazzola
Gazzola
Gazzola – Mappa
Posizione del comune di Gazzola nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Gazzola (Gaśöla [ga'zø:lɐ] o [ga'zo:lɐ] in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 2 121 abitanti[1] della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è piuttosto vasto ed è distribuito tra la bassa collina, con le prime propaggini dell'Appennino ligure, nella zona di produzione vitivinicola DOC dei colli piacentini[3]., nella parte sud del territorio, che si presenta in gran parte boscata[4], e l'estremità meridionale della pianura Padana, nella parte nord del comune. La parte occidentale, compreso il capoluogo, è situata in val Luretta, sulla sponda destra del torrente Luretta, che funge da confine con il comune di Agazzano, mentre quella orientale in val Trebbia, sulla sponda sinistra del fiume Trebbia, che funge da confine con i comuni di Gossolengo e Rivergaro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona tra Rivalta, Croara ed il confinante comune di Rivergaro sono stati trovati reperti di epoca paleolitica datati tra i 100.000 e i 50.000 anni prima di Cristo[5].

Il territorio fu sede di stanziamenti romani tra i quali il fundus Momelianus e Licinianus, i futuri Momeliano e Lisignano, citati all'interno della tavola alimentaria Traianea di Veleia col[5]. Nel 218 a.C. tra i corsi della Trebbia del Luretta viene combattuta la battaglia della Trebbia nella quale Annibale infligge una pesante sconfitta all'esercito romano guidato dal console Tiberio Sempronio Longo[6].

Fin dall'epoca longobarda vi operano i monaci dell'abbazia di San Colombano di Bobbio che possedevano le terre di Momeliano (Mameliano), Casale, Croara (Corvara o Coruara), Lisignano (Licinianus), Rezzanello (Regiano), Rivalta (Ripa Alta)[7][8][9], il territorio con vari possedimenti era inserito nel grande feudo reale ed imperiale monastico bobbiese.

Il Castello di Rivalta

Nel Medioevo, con la dominazione dei franchi molte terre vennero acquisite dai vari monasteri presenti nella città di Piacenza, dapprima ed almeno fino al 1158 come pertinenze dirette del monastero di S. Brigida di Piacenza, a sua volta di proprietà del monastero bobbiese[10][11] e poi, in seguito, al monastero di San Savino di Piacenza[5]. Dopo l'undicesimo secolo, a causa delle lotte feudali, furono realizzate molte fortezze nella zona: oltre ai principali castelli vennero costruite anche case-torri, ancora visibili sul territorio nonostante le numerose trasformazioni e modifiche subite[5].

Possesso dei Malaspina nel XII secolo, per iniziativa dei consoli del libero comune di Piacenza, all'inizio del secolo successivo fu liberata: in seguito fu coinvolta nelle guerre tra guelfi e ghibellini, nell'ambito di questi scontri, nel 1255, il podestà di Piacenza Oberto Pallavicini ordinò la distruzione dei castelli della zona[5].

Nel 1302 Gazzola, insieme a Travo e Pigazzano, viene concessa a Riccardo Anguissola da parte di Alberto I d'Asburgo. In quegli anni il Castello di Rivalta diventa di proprietà della famiglia Landi, il castello viene poi distrutto nel 1322 da Galeazzo I Visconti, forse invaghitosi della moglie di Obizzo Landi[5].

Nel 1372 i castelli della zona furono occupati dalle truppe del papa, in guerra con i Visconti. Entrata la zona nel Ducato di Parma e Piacenza, nel 1636 6 000 spagnoli assediarono il borgo di Rivalta nel corso della guerra contro Odoardo I Farnese. Il castello subì poi altri assedi nel 1746 da parte dei tedeschi e nel 1799 da parte delle truppe napoleoniche[5].

Originariamente frazione del comune di Rivalta Trebbia, a cui nel 1807 era stato aggregato il comune di Momeliano, Gazzola diventa sede del comune nel 1870, pur senza che ciò comporti il cambio di denominazione comunale, che avviene in seguito, nel 1889[12].

Nell'aprile 1945, nell'ambito della resistenza partigiana combattuta durante la seconda guerra mondiale, il castello di Monticello è teatro di una sanguinosa battaglia tra circa 400 militi delle brigate nere di Mantova e delle SS italiane[13] e un gruppo di circa 30 partigiani, comandato da Gino Cerri, detto Cicogna, che si erano rifugiati all'interno del forte[14]. La battaglia, una delle più importanti della resistenza piacentina[15], viene vinta dalle forze partigiane[5], anche grazie all'arrivo in supporto di rinforzi guidati da Cesare Rabaiotti, detto il Moro, e da Lino Vescovi, detto il Valoroso, il quale trova la propria morte durante gli scontri[14].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Lisignano
  • Castello di Rivalta: borgo fortificato eretto su una roccia a picco sul fiume Trebbia e dominato dal castello; nella seconda metà del XV secolo l'architetto Guiniforte Solari trasformò il maniero in una grandiosa residenza nobiliare[16].
  • Castello di Lisignano: castello a pianta rettangolare con torrioni cilindrici agli angoli, circondato da un fossato alimentato dalle acque del torrente Luretta[17].
  • Castello di Monticello: posto a 549 m s.l.m. sul crinale tra la val Luretta e la val Trebbia, viene citato per la prima volta nel 1372 quando venne occupato da truppe al servizio del Papa. Nel 1945 fu teatro di una battaglia tra partigiani e nazifascisti in cui trovò la morte il partigiano Lino Vescovi[18].
  • Castello di Rezzanello: ben conservata struttura a pianta trapezoidale, presenta torri di forma circolare agli angoli. Appartenne già dall'XI secolo ai monaci benedettini di San Savino[19].
  • Castello di Momeliano: chiamato castel Basini dal nome dei proprietari, viene citato a partire dal XIV secolo: nel 1372 viene occupato dalla truppe papali e ospita il cardinale Pietro Buturicense. Negli anni successivi passa più volte di mano tra le famiglia Albanesi, Ceresa, Bottigella e Radini Tedeschi. Il forte divenne di proprietà dei Basini nell'ottocento[20].
  • Castello di Gazzola: adibito a sede del municipio, alla quale si accede da quello che era originariamente un cortile interno. Pesantemente rimaneggiato, la parte dell'edificio che mantiene l'aspetto originale medievale è quella che si affaccia sui campi retrostanti[5].
  • Castello di Tuna: antichissimo fortilizio posto a supporto di una delle più antiche pievi piacentine. Viene citato in un atto del 1471 con il quale veniva acquistato del terreno con le rovine del castello da parte del conte Bartolomeo Scotti. Documentato nel 1498 come Castelvecchio di Tuna, è stato in seguito completamente distrutto e ne rimane solo la traccia storica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[21]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente, l'attività economica prevalente a Gazzola fino alla seconda metà del XX secolo è stata l'agricoltura che si caratterizzava come l'unica attività produttiva diffusa a livello locale[22] con una produzione concentrata in prevalenza su cereali, uva, barbabietola da zucchero, frutta, ortaggi e foraggi per bovini da latte[23]. Tuttavia queste attività hanno conosciuto un rapido declino dopo la metà del secolo[22]. Le attività di questo settore ancora presenti si concentrano nella porzione pianeggiante del territorio comunale caratterizzata da terreni irrigui di media fertilità dediti principalmente all'allevamento bovino e a colture industriali come il pomodoro[24]. Nella fascia territoriale dove la pianura lascia il posto ai primi rilievi sono ancora presenti insediamenti agricoli di tipo estensivo dediti alla produzione di prodotti tipici e spesso associati ad attività turistiche ed agrituristiche[24], mentre nella zona di alta collina l'attività agricola, pur se ancora presente in alcuni casi risulta scarsamente vantaggiosa a causa delle caratteristiche del territorio[24].

A partire dagli anni '90 del XX secolo ha conosciuto una buona espansione l'attività produttiva, così come per altri comuni della prima e seconda cintura del capoluogo provinciale, che ha superato l'agricoltura per numero di addetti impiegati[25]; l'attività prevalente in questo settore è la lavorazione di prodotti metallici, ferrosi in particolare, all'interno della quale spicca la produzione di raccordi per oleodotti. Altre attività diffuse sono la realizzazione di componenti metalliche parte dei telai di finestre e porte finestre e la lavorazione del legno[25]. La principale area artigianale del comune si trova immediatamente a nord del capoluogo, mentre non sono presenti attività industriali a ciclo continuo[26].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1907 e il 1933 il comune fu servito dalla tranvia Piacenza-Agazzano[27].

Il territorio comunale è attraversato dalla strada provinciale 7 di Agazzano che collega San Nicolò di Rottofreno con Agazzano, dalla strada provinciale 40 di Statto che si dirama dalla strada provinciale 7 a Tuna e raggiunge Travo e dalla strada provinciale 28 bis di Gossolengo che collega, tramite un ponte sul fiume Trebbia, la strada provinciale 40 con la strada provinciale 28 di Gossolengo[28].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1963 1º luglio 1985 Luigi Francesconi Sindaco
1º luglio 1985 14 giugno 2004 Luigi Francesconi Democrazia Cristiana, centro, lista civica Sindaco [29]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Stefano Tramelli Lista civica di centro-destra Sindaco [29]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Luigi Francesconi Lista civica di centro-destra Sindaco [29]
26 maggio 2014 12 marzo 2015 Luigi Francesconi Lista civica di centro-destra: Per Gazzola e la sua gente Sindaco [29]
12 marzo 2015 6 giugno 2016 Simone Maserati Lista civica di centro-destra: Per Gazzola e la sua gente Vicesindaco reggente [29]
6 giugno 2016 in carica Simone Maserati Lista civica di centro-destra: Per Gazzola e la sua gente Sindaco [29]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato amministrato quasi ininterrottamente per 47 anni dalla stessa persona: infatti Luigi Francesconi è stato eletto sindaco di Gazzola per la prima volta nel 1963 e lo è stato fino al 12 marzo 2015 quando è morto all'età di 84 anni[30]. La sua guida del comune ha avuto una sola interruzione di cinque anni tra il 2004 e il 2009 durante i quali aveva ricoperto il ruolo di vice sindaco[30]. Nelle elezioni del maggio 2014 si era presentato a capo di una lista civica ottenendo il 63,9% dei voti validi.

Tra il 2006, anno della costituzione dell'ente, e il 2009 e, ancora, tra il 2014[31] e il 2017, anno al termine del quale è stata formalizzata l'uscita del comune dall'ente, Gazzola ha fatto parte dell'Unione Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta. Nell'ultimo periodo di permanenza l'unione era composta, oltreché da Gazzola, dai comuni di Agazzano, Calendasco, Gossolengo, Rivergaro, Rottofreno e Sarmato[32].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il campo da golf di Croara

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio del comune è stata fino al 2015 l'A.S.D. Gazzola, militante nella sua ultima stagione, nel campionato di Seconda Categoria. A partire dalla stagione 2015-2016 la società si è fusa con la Pontolliese, sodalizio militante all'epoca nello stesso campionato e con sede a Ponte dell'Olio, sempre in provincia di Piacenza, andando a formare l'A.S.D. Pontolliese Gazzola, che rappresenta entrambi i comuni e disputa le proprie partite casalinghe presso il campo Cementirossi di Ponte dell'Olio[33]. AL termine della stagione 2017-2018 la squadra ha ottenuto la promozione nel campionato di Prima Categoria[34], campionato in cui milita nella stagione 2020-2021[35].

Golf[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi della frazione di Croara si trova un campo da golf da 18 buche aperto nel 1976 con un percorso da 9 buche e, in seguito, ampliato nel 1983 su progetto dell'architetto Croze[36].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2020., su demo.istat.it. URL consultato il 2 novebre 2020.
  2. ^ AA.VV., p. 354.
  3. ^ Doc Colli Piacentini, su agricoltura.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 25 novembre 2020.
  4. ^ Piano Strutturale Comunale - Relazione illustrativa, pp. 68-69.
  5. ^ a b c d e f g h i Comune di Gazzola, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 31 dicembre 2019.
  6. ^ Gaetano De Sanctis, TREBBIA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937. URL consultato il 7 ottobre 2020.
  7. ^ Polonio Felloni, p. 16A - Tabella I dei possedimenti in Italia.
  8. ^ Destefanis, pp. 67-70 - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b.
  9. ^ Cipolla e Buzzi.
  10. ^ Chiesa di S. Brigida fondata nel 850 da San Donato di Fiesole e donata a monastero di Bobbio in Santi e Beati, su santiebeati.it.
  11. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 211.
  12. ^ Approfondimenti - La provincia di Piacenza, su piacenzaprimogenita150.it. URL consultato il 9 agosto 2019.
  13. ^ Monticello: l'ultima battaglia sull'Appennino (PDF), in Il volo, Centro di lettura Rivergaro, aprile 2015, p. 1.
  14. ^ a b Il Valoroso e la battaglia del Monticello, su bongat.altervista.org. URL consultato il 4 agosto 2020.
  15. ^ La storia del “Barba II”: dagli Alpini alla battaglia di Monticello coi partigiani, in Piacenzasera, 25 aprile 2019.
  16. ^ Castello di Rivalta, su comune.gazzola.pc.it. URL consultato il 31 dicembre 2019.
  17. ^ Castello di Lisignano, su comune.gazzola.pc.it. URL consultato il 31 dicembre 2019.
  18. ^ Castello di Monticello, su comune.gazzola.pc.it. URL consultato il 31 dicembre 2019.
  19. ^ Castello di Rezzanello, su comune.gazzola.pc.it.
  20. ^ Castello di Momeliano, su comune.gazzola.pc.it. URL consultato il 31 dicembre 2019.
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ a b Piano Strutturale Comunale - Relazione illustrativa, p. 7.
  23. ^ Gazzola, in Sapere.it, De Agostini. URL consultato il 25 novembre 2020.
  24. ^ a b c Piano Strutturale Comunale - Quadro conoscitivo - Sistema territoriale Relazione illustrativa, pp. 76-77.
  25. ^ a b Piano Strutturale Comunale - Relazione illustrativa, p. 8.
  26. ^ Piano Strutturale Comunale - Quadro conoscitivo - Sistema territoriale Relazione illustrativa, p. 64.
  27. ^ Dalla tranvia alla littorina (PDF), su colombarte.weebly.com. URL consultato il 31 dicembre 2019.
  28. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 1º giugno 2019.
  29. ^ a b c d e f Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it.
  30. ^ a b Si è spenta l'anima di Gazzola: Francesconi era sindaco da 50 anni, in Libertà, 12 marzo 2015.
  31. ^ Appendice integrativa all'atto costitutivo dell'Unione dei Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta - Atto pubblico (PDF), 31 marzo 2015. URL consultato il 25 novembre 2020.
  32. ^ Storia e composizione, su unionecomuni-valtrebbia-valluretta.it. URL consultato il 25 novembre 2020.
  33. ^ Giacomo Spotti, Dilettanti - Si alza il sipario sulla Pontolliese Gazzola, in SportPiacenza, 21 luglio 2015. URL consultato il 2 novembre 2020.
  34. ^ Mirko Rossi, Promozione storica per la Pontolliese Gazzola, in Piacenza24, 29 aprile 2018. URL consultato il 2 novembre 2020.
  35. ^ Calciomercato Dilettanti - La PontollieseGazzola non cambia: confermato mister Cristiano Idi e gran parte della rosa, in SportPiacenza, 23 luglio 2020. URL consultato il 2 novembre 2020.
  36. ^ Chi siamo, su golfcroara.it. URL consultato il 2 novembre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996.
  • Carmen Artocchini, Castelli Piacentini, Piacenza, Edizioni TEP, 1967.
  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, I.
  • C. Cipolla e G. Buzzi, Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, in Fonti per la Storia d'Italia, I-II-III, Roma, Tipografia del Senato, 1918.
  • Eleonora Destefanis, Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale.
  • Girovagando...Piacenza e le sue valli, I, Percorsi&Itinerari, 2005.
  • Il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, in Itinerari, 2000.
  • Piano Strutturale Comunale - Quadro conoscitivo - Sistema territoriale Relazione illustrativa (PDF), Comune di Gazzola, aprile 2012. URL consultato il 25 novembre 2020.
  • Piano Strutturale Comunale - Relazione illustrativa, Comune di Gazzola, novembre 2009. URL consultato il 25 novembre 2020.
  • Valeria Polonio Felloni, Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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