Estorre Visconti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Signoria dei Visconti di Milano
(1277-1395)
Arms of the House of Visconti (1277).svg
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Nipoti
Matteo I
Galeazzo I
Figli
Azzoneco-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore coi fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore coi fratelli Matteo II e Bernabò
Figli
Bernabò co-signore coi fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
Modifica

Estorre Visconti, Astorre secondo altre fonti (Milano, 2 aprile 1346Monza, 7 gennaio 1413), fu uno dei numerosi figli illegittimi del famoso Bernabò Visconti, già Signore di Milano e poi spodestato dal nipote Gian Galeazzo nel 1385.

Figlio di Bernabò e di Beltramola de' Grassi, Estorre nel 1404 aveva ricevuto come suo dominio la Signoria di Martinengo e di Morengo. Era membro della Compagnia della Treccia, ordine cavalleresco fondato dall'Arciduca Alberto III d'Austria.

Giovanni Maria, figlio di Gian Galeazzo e Duca di Milano lo accusò di congiura e lo fece chiudere nella terribile prigione dei Forni del Castello di Monza, dalla quale fu poi liberato dai suoi seguaci di parte ghibellina.

Nel 1407 Estorre venne proclamato Signore di Monza e fece coniare proprie monete in una zecca monzese con la dicitura Hestor Vicecomes Modoetie.

All'uccisione di Giovanni Maria (16 maggio 1412), Estorre fu acclamato Duca dal popolo milanese e rimase tale fino al giugno dello stesso anno. Sconfitto infatti da Filippo Maria, fratello di Giovanni Maria, insieme alla sorella Valentina si rifugiò a Monza dove l'8 agosto fu assediato dal Carmagnola. Qui, nel cortile del castello, mentre era intento ad abbeverare il suo cavallo, una pietra scagliata a caso da una catapulta degli assedianti gli fratturò una gamba provocandone la morte dopo pochi giorni.

La sorella Valentina, figlia legittimata di Bernabò, con il marito Gentile assunse allora la difesa del Castello e degli interessi dei superstiti figli di Bernabò; con esequie solenni fece tumulare Estorre nel Duomo di Monza.

Nel 1711, a seguito di lavori nel Duomo, il suo corpo fu ritrovato mummificato e oggi è custodito nel Museo. La sua spada, pregevole opera di uno armaiolo milanese, è esposta nel Museo del Tesoro del Duomo di Monza.


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]