Gianmastino Visconti

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Signoria di Milano Casato dei Visconti
(1277-1395)
Coat of arms of the House of Visconti (1277).svg
'Vipereos Mores Non Violabo'
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Nipoti
Matteo I
Galeazzo I
Figli
Azzone co-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore coi fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore coi fratelli Matteo II e Bernabò
Figli
Bernabò co-signore coi fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
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Bernabò Visconti e Beatrice, genitori di Gianmastino

Gianmastino Visconti (Milano, marzo 1370Bergamo, giugno 1405) fu Signore di Bergamo e della Gera d'Adda.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio di Bernabò Visconti, signore di Milano, e di Beatrice della Scala.

Nel 1379 suo padre Bernabò spartì i propri domini tra i suoi cinque figli maschi legittimi: Marco, Gianmastino, Rodolfo, Carlo e Ludovico. A Gianmastino, che all'epoca aveva solo nove anni, spettò Brescia e la Val Camonica[1].

Dopo il colpo di stato compiuto da Gian Galeazzo Visconti al fine di diventare signore di Milano, Gianmastino si rifugiò a Brescia, poi a Coira, ospitato dal vescovo. Iniziò, da esule, una serie di viaggi che lo portarono fino in Germania. Qui ebbe due figli naturali, Giorgio e Maddalena, avuti da due donne del luogo[1].

Le fonti sono contraddittorie riguardo alla donna che divenne sua moglie. Nel 1385, qualche mese prima del colpo di stato, venne sicuramente promesso a Cleofe della Scala, figlia di Antonio della Scala, signore di Verona, e di Samaritana da Polenta. Alcune fonti riportano il relativo matrimonio e la nascita di tre figli[2]:

  • Beatrice, che sposò Prosdocimo de' Conti,
  • Bernabò, che ebbe Marignano nel 1413 e una figlia, Donnina, sposata a Franciscolo Castiglioni, figlio di Cristoforo Castiglione;
  • Maddalena, che sposò Giovanni Porro, un nobile milanese.

Tuttavia da altri documenti risulta la nascita di una figlia legittima, Lucia, avuta da una certa Elisabetta[1].

Nel giugno del 1404 donò la Valtellina, Chiavenna, Poschiavo e Bormio al vescovo di Coira Hartmann II in segno di gratitudine[1]. Quello stesso anno, a novembre, i Visconti rivendicarono la signoria di Milano, in seguito alla morte di Gian Galeazzo, contro Pandolfo Malatesta. Da questa controversia Gianmastino ottenne Bergamo e la Ghiara d'Adda[1].

Morì l'anno dopo il 19 giugno e fu sepolto a Bergamo nella oggi scomparsa chiesa di S. Giovanni nella Cittadella[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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