Francesco Vandelli (astronomo)

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Francesco Vandelli (Modena, 12 aprile 1694Modena, 30 maggio 1771) è stato uno scienziato, astronomo, matematico e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vandelli fu un importante accademico matematico e scienziato, studioso metodico e appassionato di astronomia e scienze ingegneristiche. Di famiglia nobile modenese fu fratello di Domenico Vandelli e zio di Domenico Agostino Vandelli entrambi scienziati di riconosciuta fama.

Dopo aver compiuto i suoi primi studi nelle scuole PP. della Compagnia di Gesù a Modena, Vandelli proseguì con gli studi di Filosofia e Teologia nell'Università di S. Carlo. Sotto la guida di suo fratello Domenico si accostò agli studi matematici. Proseguì ancora con lo studio serio della lingua Greca e di quella Ebraica.

Trasferitosi nel 1730 a Bologna ottenne subito riconoscimenti dagli altri illustri accademici che gli conferirono dopo i suoi studi d'arme la Cattedra di Architettura Militare[1]. Già membro dell'Accademia dell'Istituto, viene celebrato con le seguenti parole: Cum Castor Montalbanus, qui rem militarem in Istituto per multos annos administraverant, mortuus esset, in eijus locum suffectus est Franciscus Vandellus Mutinensis, qui dudum Bononiae commorabatur doctissimo cuique carus. Is erat in Physicis et Mathematicis rebus versatus: Geographiam sic tenebat explicabatque, ut nemo ill par haberreiur: in omni doctrina militari excellebant..

La fama del Vandelli giunse anche a Padova che gli propose per ben due volte una Cattedra di Fisica ed una di Matematica presso la locale Università. Nel 1750, alla morte dell'illustre Muratori, venne richiamato a Modena dal Duca Francesco III che gli affidò la Direzione della Biblioteca con rimpianto per i bolognesi.[2]

Dal 1750 al 1756 Francesco Vandelli fu successore al direttorio della Biblioteca Estense di Modena di Ludovico Antonio Muratori che la condusse dal 1700 al 1750. Al Vandelli succedette Francesco Antonio Zaccaria dal 1756 al 1767.[3]

In seguito alla morte del fratello Domenico venne nominato suo successore alla Cattedra di Matematica nell'Università di Modena per richiesta del Duca d'Este.

Francesco Vandelli muore a Modena il 30 maggio 1771 a 77 anni lasciando notevoli opere e rilevanti pubblicazioni e contributi scientifici.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Vandelli con una iniziale carriera militare divenne in seguito professore di scienze ed architettura militare ed insegnò all'Università di Bologna anche Astronomia. Divenne altresì professore di Matematica a Modena. In questo periodo il Vandelli pubblica interessanti lavori scientifici sulle acque e dirige i lavori per la costruzione dello Zocco del muro del fiume Panaro presso Finale Emilia al fine di determinare quel sovralivello idrico per l'azionamento dei mulini locali. Suoi i lavori riguardanti i poderosi arginamenti del fiume Po a Gualtieri promossi in seguito alle esondazioni del 1765.[4] Altre opere ingegneristiche idriche vedono la diramazione del Tartaro nel Po.[5][1] Numerose le commesse per realizzare opere di architettura ed ingegneria civile e di restauro.[6][2]

Notevoli gli studi e le pubblicazioni astronomiche accademiche tra le quali:

  • De congressu Mercurii cum Sole in astronomica specula bononiensis scientiarum Instituti observato die XI Novembris MDCCXXXVI mane, Eustachio Manfredi, Eustachio Zanotti, Giuseppe Roversi, Tommaso Perelli, Jacopo Marinoni, Francesco Algarotti, Francesco Vandelli - In astronomica Specula Bononiensis Scientiarum Instituti, 1736;[7][8]
  • Ephemerides Motuum Coelestium ex an 1751 in an. 1762 ad Meridianum Bononiae supputate;[9]
  • Varia ad rem mechanicam pertinentia - Francesco Maria Zanotti e Francesco Vandelli;[10]

Pregiate le osservazioni del Vandelli sulla Cometa del 1737 di cui ci è giunta memoria nelle Osservazioni Letterarie del Maffei.[11] La sua competenza in ambito astronomico e tecnico lo vollero anche consulente per svariate opere.[12][3]

Francesco Vandelli si occupò anche di tecnica, chimica ed ingegneria militare come evidenziato dai seguenti articoli scritti conservati presso l'Università di Bologna:

  • De pulvere Pyrio Dissertazione Dissertazione in cui esamina a livello fisico-matematico l'elasticità della polvere per gli archibugi.[13]
  • Francisci Vandelli De pulvere pyrio - Francesco Vandelli;[14]
  • De pulvere pyrio - Francesco Maria Zanotti e Francesco Vandelli;[15]

La valenza di questo scienziato italiano, proprio del secolo dei lumi, si manifesta anche con le sue pregevoli lettere in latino che ci sono giunte e tra le quali si menzionano per brevità le seguenti:

  • De fermentazione Vini,
  • Su una Lavina del territorio di Fontana.

Contributi scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Vandelli contribuì al progresso scientifico del suo secolo operando nell'ambito delle misurazioni sperimentali fisiche ed astronomiche oggi ancora raccolte e disponibili presso il Museo della Specola di Bologna e presso la stessa Università.

Egli era anche un appassionato costruttore di strumentazioni fisiche, astronomiche ed apparati ottici. Per questo motivo l'Università di Bologna decise nel 1735 di raccogliere una nuova serie di osservazioni astronomiche utilizzando un nuovo strumento basato sul semicircolo murale di Domenico Lusverg di iniziale ideazione inglese. A tal scopo si richiese la costruzione di un nuovo tipo più accurato di obiettivo e di un nuovo oculare.[16] Grazie a questa nuova strumentazione ottica costruita dal Vandelli fu possibile per Eustachio Zanotti compilare il suo notevole Catalogo stellare.[17]

Di alto pregio tecnico le dissertazioni sul modo di costruire delle lenti per i telescopi e per i microscopi per mezzo di certi anelli di sua originale ideazione come risulta dagli atti conservati nelle Memorie dell'Istituto di Bologna.

Fondamentale il contributo scientifico del Vandelli nella determinazione sperimentale del diagramma pressione-tempo e volume-tempo di una miscela di Polvere da sparo detonante. Infatti egli fece numerose esperienze scientifiche sulla polvere da sparo per determinare le miscele migliori per gli usi militari. Inoltre con tali studi, per mezzo di un dispositivo sperimentale da lui stesso ideato, riuscì a scoprire che alla fase di espansione dei gas combusti segue una depressione. Il dispositivo era composto da una camera dotata di un pistone che muovendo un'asta con pennino poteva misurare l'espansione dei gas della polvere da sparo. Grazie all'innovazione del tamburo rotante a buona velocità si riusciva a misurare l'andamento del volume dei gas nel tempo. La scoperta fu di importanza fondamentale in quanto permetteva di dimensionare la lunghezza della canna del fucile per avere solo accelerazione e non decelerazione. In tal modo il fucile aveva una gittata maggiore e non esplodeva perché la carica delle polveri era ottimizzata per il volume della canna.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Senato accademico gli conferisce la nomina in data 29 agosto 1733
  2. ^ Tiraboschi Tomo V Biblioteca Estense di Modena: Nam cum Ludovicus Antonius Muratorius qui Nobilissimam Atestine gentis Bibliothecam administraverat, famamque ex universa antiquitatis Scientia adeptus erat, diem obiisset, Mitinensium Dux Vandellum accersivit, mandavitque, ut Bibliothecam componeret, libros ordineret, scienterque distribueret;...
  3. ^ Archivi di biblioteche: per la storia delle biblioteche pubbliche statali Volume 55 di Sussidi eruditi, Viviana Pistarelli, Italy. Ufficio centrale per i beni librari e gli istituti culturali - Ed. di Storia e Letteratura, 2002 ISBN 88-8498-013-5, p.115;
  4. ^ Francesco Vandelli viene celebrato anche dall'Abate Antonio Lecchi, celebre idrografico - Tiraboschi Tomo V, Biblioteca Estense p.347;
  5. ^ Relazione del signor matematico dottor don Francesco Vandelli della visita da se fatta di commissione degl'ill.mi sig.ri Conservatori delle bonificazioni di Zelo, e di Stienta, per la verificazione de' dati supposti dal progetto della diramazione del Tartaro nel Po grande; In Bologna: per Lelio dalla Volpe impressore dell'Istituto delle Scienze, 1766.
  6. ^ Lettera in risposta a S. E. il sig. D. Pompeo Litta Visconti intorno al piano delle riparazioni di Muzza ... / del cav. Francesco Vandelli;
  7. ^ Congressus Mercurii cum Sole, in astronomica Specula Bononiensis Scientiarum Instituti observatus die 11 novembris anni 1736 mane. In Acta eruditorum Lipsiae, 1738, maggio, p.280-284;
  8. ^ § Nelle Osservazioni Letterarie del Maffei, I, (1737), compare un articolo intitolato: Passaggio di Mercurio sotto il Sole, 11 novembre 1736, già osservato a Vienna da Marinoni, e poi da Manfredi e Zanotti a Bologna che, alle pagine 157-161, riporta integralmente il testo della versione LG, comprensivo di figura.
  9. ^ § In queste effemeridi scritte da Eustachio Zanotti il Vandelli ebbe parte notevole nelle osservazioni e nella catalogazione dei dati.
  10. ^ De bononiensi scientiarum et artium Instituto atque Academia commentarii: 2(1), Memorie dell'Insituto - Bologna, 1745; pp.419-420;
  11. ^ La biblioteca del Capponi, considerata una raccolta di pregio da intellettuali ed eruditi contemporanei, fu talvolta visitata da studiosi e viaggiatori, come apprendiamo dalle parole del Vandelli in una lettera a Ludovico Antonio Muratori del 4 luglio 1739: “Ho inteso che il secondo giorno dopo il suo arrivo (il marchese Maffei) si portò a vedere la gran raccolta del Campidoglio, e vi stette da quattro ore, un’altra mattina, l’impiegò nella Vaticana, un’altra a vedere il museo Chircheriano, ed ora sento vada in giro a fare le scoperte de’ musei nelle case de’ particolari: ieri mattina vide quello del signor marchese Capponi, e vide tornare per vedere la sua rara e scielta libreria, e di soli libri italiani e che è stata la miniera per l’Eloquenza del fu mons. Fontanini: vi ha 39 Decameroni in 4° e cinque in-foglio, e ve ne ha cinque del 1527 tutti da me veduti”.
  12. ^ Proposta d'una pubblica meridiana da costruirsi entro il Duomo di Modena dal co. Grazio Manzoli del Monte e pareri del gen. Pietro Giardini e del d. Francesco Vandelli (1765).
  13. ^ Memorie dell'Istituto, Bologna;
  14. ^ De bononiensi scientiarum et artium Instituto atque Academia commentarii: 4, Memorie dell'Instituo, Bologna 1757; pp.106-119;
  15. ^ De bononiensi scientiarum et artium Instituto atque Academia commentarii: 3 Memorie dell'Instituto, Bologna 1755, pp.92-94;
  16. ^ un nuovo obiettivo e di un nuovo oculare, realizzati "dal Dr. Francesco Vandelli professore di architettura militare dell'Istituto", 15 - Gli strumenti inglesi e il catalogo stellare di Eustachio Zanotti; Arch. Dip. Astron. Bologna, Registri delle osservazioni, vol. V alla data 26 maggio 1735;
  17. ^ § Archivio Dip. Astronomia Università di Bologna, Registri delle osservazioni, vol. V alla data 26 maggio 1735;
  18. ^ Si veda: De Pulvere Pyrio - Fondo Vandelli - Università di Bologna.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Estense Modenese - Tomo V, G. Tiraboschi, Modena 1784.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [4] Museo della Specola di Bologna
  • [5] Francesco Vandelli - Bologna
  • [6] Semicircolo murale di Lusverg
  • [7] Accademia dei Lincei Riminesi
  • [8] Biblioteca Estense di Modena