Laura d'Este

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Laura d'Este
Laura D'Este.jpg
Ritratto di Laura d'Este, opera di Sante Peranda, olio su tela, 218×123 cm, c. 1611 (Palazzo Ducale, Mantova, Italia)[1]
Duchessa consorte della Mirandola
Stemma
In carica 16171630
Predecessore Nessuno, se stessa come Principessa consorte della Mirandola
Successore Anna Beatrice d'Este
Principessa consorte della Mirandola
In carica 1607[2][3]1617
Predecessore Federico II Pico
Successore Nessuno, se stessa come Duchessa consorte della Mirandola
Marchesa consorte di Concordia
In carica 1607[2][3]1630
Predecessore Ippolita d'Este
Successore Anna Beatrice d'Este
Nome completo Maria Laura d'Este[3]
Nascita Ferrara,[3] Ducato di Ferrara (oggi Italia), 24 marzo 1594
Morte Mirandola,[3] Ducato di Mirandola e Marchesato di Concordia (oggi Italia), 14 novembre 1630 (36 anni)[4]
Luogo di sepoltura Chiesa di San Francesco[4] (Mirandola, Italia)
Dinastia Este
Padre Cesare d'Este[3][4]
Madre Virginia de' Medici[3][4]
Consorte Alessandro I Pico[2][3][4]
Figli Fulvia[2]
Giulia[2]
Maria[2]
Caterina[2]
ed altre figlie femmine[4]

Maria Laura d'Este (Ferrara, 24 marzo 1590Mirandola, 14 novembre 1630) fu una nobildonna italiana, seconda marchesa consorte di Concordia (1607–1630), seconda ed ultima principessa consorte della Mirandola (1607–1617) e prima duchessa consorte della Mirandola (1617–1630), come moglie del sovrano Alessandro I Pico.[2][3][4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Maria Laura d'Este nacque il 24 marzo 1594 a Ferrara, figlia di Cesare d'Este, futuro duca di Modena e Reggio, e di Virginia de' Medici. Suo padre era il figlio di Alfonso d'Este, marchese di Montecchio, e di Giulia Della Rovere; i suoi bisnonni paterni, dunque, erano: per Alfonso, il duca Alfonso I d'Este e l'amante Laura Dianti; mentre per Giulia, erano il duca Francesco Maria I Della Rovere e la moglie Eleonora Gonzaga, figlia del marchese Francesco II Gonzaga e di Isabella d'Este. Sua madre, invece, era l'unica figlia di Cosimo I de' Medici, ultimo duca di Firenze e primo granduca di Toscana, nata dalla sua seconda moglie morganatica Camilla Martelli; al momento della nascita di Virginia, Camilla era ancora l'amante e non la moglie di Cosimo I, per questo nacque illegittima e venne legittimata solo in seguito.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Alessandro I Pico, marito di Laura, in un'opera del XVII secolo di Sante Peranda.

Giovanissima venne data in moglie ad Alessandro I Pico, principe di Mirandola e marchese di Concordia dal 1602, più grande di lei di quasi 28 anni. Il matrimonio venne celebrato nel 1607[2][3] (secondo altre fonti nel 1603[4] o, secondo altre ancora, nel 1604[5][6]). Le nozze prestigiose di Alessandro I con Laura profilavano la promozione al rango ducale.[4] Con il matrimonio Laura divenne principessa consorte di Mirandola e marchesa consorte di Concordia.

Come la madre Virginia de' Medici[7], anche Laura d'Este soffrì di epilessia e per questo venne curata dai medici di corte (con bagni gelati, purghe e salassi con sanguisughe)[8]. Dopo la nascita della prima figlia Fulvia (15 settembre 1607[2]), la salute mentale di Laura iniziò a peggiorare notevolmente, tanto che venne isolata nelle ville di campagna della famiglia Pico. Dopo la nascita della seconda figlia Giulia (12 giugno 1611[2]), le crisi epilettiche continuarono finché ai medici non rimane altro che diagnosticare che la malattia era causa del demonio[8]; per tale motivo vengono convocati numerosi esorcisti e prelati[9].

Nel frattempo Alessandro I, pagando una somma di 100.000 fiorini, nel 1617 ottenne con decreto imperiale redatto il 6 marzo a Praga l’agognato titolo di duca.[4] Pertanto, Laura divenne duchessa consorte della Mirandola.

Dopo tre anni di cure del carmelitano scalzo spagnolo Domenico Gesù Maria, vi fu un lieve miglioramento, tanto che Laura accompagnò una sua nipote diretta in Spagna, ma poi ebbe una ricaduta. In seguito all'arrivo nel 1624 di un altro esorcista, l'eremitano camaldolese don Paolo, la salute di Laura migliorò notevolmente e dopo un anno poté finalmente avere una vita pubblica accanto al proprio consorte Alessandro I. [8]

Morte e sepoltura[modifica | modifica wikitesto]

Poco più tardi, la morte senza eredi (dicembre 1627) di Vincenzo II Gonzaga e la possibile successione di Carlo Gonzaga, duca di Nevers, contro gli interessi dell'Impero, portò allo scontro (Guerra di successione di Mantova e del Monferrato), che, nonostante l'atteggiamento neutrale di Alessandro I, interessò anche le terre dei Pico, esposte alle devastazioni da parte delle truppe imperiali, mentre gli abitanti del contado si rifugiavano in città, provocando situazioni igienico-sanitarie di notevole gravità, che provocarono o accelerarono il diffondersi della peste.[4] Il morbo si propagò velocemente portando alla morte più di 5000 persone su una popolazione complessiva di circa 14.000 abitanti.[4] Fra le vittime vi fu anche Laura d'Este, che morì il 14 novembre 1630.[4]

Venne seppellita nella Chiesa di San Francesco[4] a Mirandola con una solenne cerimonia.[10] Accanto a Laura, venne sepolto anche il consorte Alessandro I (morto nel 1637), in attesa del completamento della Chiesa del Gesù: trasferimento tuttavia che non si concretizzò, perché l'edificio poté essere consacrato solo nel 1689.[4]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Laura d'Este con il marito Alessandro I Pico, opera di Sante Peranda, XVII secolo.

Dal matrimonio con Alessandro I Pico, nonostante le precarie condizioni di salute di Laura, nacquero ben otto figlie, ma non il desiderato successore maschio;[4] tra di esse si ricordano:[2]

  1. Fulvia Pico (* 1607 – † 1679), a Genova nel 1626 sposò Alberico II Cybo-Malaspina, sovrano di Massa e Carrara.[2] Ebbe discendenza;
  2. Giulia Pico (* 1611 – † 1647), a Roma nel 1626/1627 sposò Francesco Maria Cesi, duca di Ceri e Salce;[2]
  3. Maria Pico (* 1613 – † 1682);[2]
  4. Caterina Pico (* 1620 – † 1671).[2]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Alfonso I d'Este Ercole I d'Este  
 
Eleonora d'Aragona  
Alfonso d'Este  
Laura Dianti Francesco Bonacci Dianti  
 
?  
Cesare d'Este  
Francesco Maria I Della Rovere Giovanni Della Rovere  
 
Giovanna da Montefeltro  
Giulia Della Rovere  
Eleonora Gonzaga Della Rovere Francesco II Gonzaga  
 
Isabella d'Este  
Laura d'Este  
Giovanni dalle Bande Nere Giovanni il Popolano  
 
Caterina Sforza  
Cosimo I de' Medici  
Maria Salviati Jacopo Salviati  
 
Lucrezia de' Medici  
Virginia de' Medici  
Antonio Martelli Domenico Martelli  
 
Fioretta Pitti  
Camilla Martelli  
Fiammetta Soderini Niccolò Soderini  
 
Maddalena Ricasoli  
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ritratto di Laura d’Este Pico, su www.culturaitalia.it. URL consultato il 1º giugno 2020.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Miroslav Marek, Genealogy.eu, su Pico family - pag. 2, 16 settembre 2002. URL consultato il 1º giugno 2020.
  3. ^ a b c d e f g h i j Miroslav Marek, Genealogy.eu, su Welf family - pag. 10, 28 novembre 2003. URL consultato il 1º giugno 2020.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Bruno Andreolli, PICO, Alessandro I, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º giugno 2020.
  5. ^ Gismondo Florio, Tomba d’Atlante avventurosa. Feste, giostre e tornei bellissimi. Nell’accoglienze fatte in Modona, l’anno 1604 dal Serenissimo Signor Duca Cesare d’Este all’Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Don Alessandro Pico Prencipe della Mirandola, Modena, Gadaldini, 1604.
  6. ^ Anno 1604, in Memorie storiche della città e dell'antico ducato della Mirandola, vol. 3, Mirandola, Tipografia di Gaetano Cagarelli, 1876, p. 87.
  7. ^ Grazia Biondi, “Madama mi dispiace a dirvelo, vostra altezza è inspiritata”. Demoni ed esorcisti alla corte di Cesare d'Este (PDF), in Quaderni Estensi, VI, 2014, p. 129-160.
  8. ^ a b c Vanni Chierici, Una sposa bambina, su Al Barnardon, 14 aprile 2016.
  9. ^ Luca Al Sabbagh, Laura d'Este, su Ereticopedia.org. URL consultato il 14 aprile 2017.
  10. ^ Memorie storiche della città e dell'antico ducato della Mirandola, vol. 3, p. 123.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]