Alessandro I Pico della Mirandola

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Alessandro I
Sante Peranda - Alessandro I Pico.jpg
Ritratto di Alessandro I Pico, opera di Sante Peranda, XVII secolo
Duca della Mirandola
Stemma
In carica 16171637
Investitura 6 marzo 1617[1] dall'imperatore Mattia[1] (Praga[1])
Predecessore Nessuno, se stesso come Principe della Mirandola
Successore Alessandro II Pico
Principe della Mirandola
In carica 1602[1][2]1617
Predecessore Federico II Pico
Successore Nessuno, se stesso come Duca della Mirandola
Marchese di Concordia
In carica 1602[1][2]1637
Predecessore Federico II Pico
Successore Alessandro II Pico
Onorificenze Order of the Golden Fleece Rib.gif Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro[1][3]1605[3]
Nascita Mirandola,[2] Contea di Mirandola e di Concordia (oggi Italia), 15 maggio 1566[1]
Morte Mirandola,[2] Ducato di Mirandola e Marchesato di Concordia (oggi Italia), 2 dicembre 1637 (71 anni)[2]
Luogo di sepoltura Chiesa di San Francesco[1] (Mirandola, Italia)
Dinastia Pico
Padre Ludovico II Pico[1][2]
Madre Fulvia da Correggio[1][2]
Consorte Laura d'Este[1][2]
Figli Fulvia[2]
Giulia[2]
Maria[2]
Caterina[2]
ed altre figlie femmine
Galeotto IV[2] (illegittimo, poi legittimato)

Alessandro I Pico (Mirandola, 15 maggio 1566Mirandola, 2 dicembre 1637) fu un nobile e militare italiano, secondo marchese di Concordia (1602–1637), secondo ed ultimo principe della Mirandola (1602–1617) e primo duca della Mirandola (1617–1637).[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sante Peranda, Ritratto di Alessandro I Pico della Mirandola.

Era figlio di Ludovico II Pico, conte di Mirandola e Concordia e di Fulvia da Correggio.

Fu inizialmente al servizio di Enrico IV di Francia e nel 1602, succedendo a Federico II, rimase fedele agli imperiali, che gli confermarono le investiture nei feudi, nominandolo nel 1605 cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro, la cui cerimonia di consegna avvenne il 18 ottobre 1606 nella chiesa di San Pietro a Modena.

Fu sospettato, assieme ad altri nobili, di aver partecipato alla congiura contro il duca di Parma Ranuccio I Farnese, che portò nel 1612 alla decapitazione di Pio Torelli, conte di Montechiarugolo. Alessandro venne scagionato e, con diploma del 6 marzo 1617 firmato a Praga dall'imperatore Mattia (previo versamento di 100.000 fiorini), ottenne la nomina imperiale a duca di Mirandola, nella quale fondò il seminario ed introdusse i Gesuiti, per i quali fece edificare la monumentale chiesa del Gesù.

Nel 1629 partecipò alla guerra di successione di Mantova e del Monferrato. L'assedio a Mantova da parte delle truppe di Rambaldo XIII di Collalto non risparmiarono alcune zone agricole intorno a Mirandola, città che sfuggì all'occupazione grazie all'intervento di Alessandro Pico, che diede in pegno gli ori e l'agenteria di famiglia.

Morì alla fine del 1637 e venne sepolto accanto alla moglie Laura d'Este (morta di peste nel 1630) nella chiesa di San Francesco a Mirandola, in attesa del completamento della chiesa del Gesù. Tuttavia, le salme dei primi duchi della Mirandola non furono mai traslate.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Alessandro I con la moglie Laura d'Este, opera di Sante Peranda, XVII secolo.

Nel 1607 a Modena, Alessandro I Pico sposò Laura d'Este, figlia di Cesare d'Este, duca di Modena e Reggio, e di Virginia de' Medici, figlia del granduca toscano Cosimo I de' Medici e di Camilla Martelli.[1][4][5] Nonostante le precarie condizioni di salute della sposa, portò alla nascita di ben otto figlie, ma non del desiderato successore maschio;[1] tra di esse si ricordano:[2]

  1. Fulvia Pico (* 1607 – † 1679), a Genova nel 1626 sposò Alberico II Cybo-Malaspina, sovrano di Massa e Carrara.[2] Ebbe discendenza;
  2. Giulia Pico (* 1611 – † 1647), a Roma nel 1626/1627 sposò Francesco Maria Cesi, duca di Ceri e Salce;[2]
  3. Maria Pico (* 1613 – † 1682);[2]
  4. Caterina Pico (* 1620 – † 1671).[2]

Ebbe anche un figlio illegittimo, avuto da una sua amante, la nobildonna ferrarese Eleonora Segni (o Signa), legittimato dall'imperatore e destinato a succedere al padre. Tuttavia, questi morì pochi mesi prima del padre, ma non prima di aver dato la luce molti figli, tra cui l'erede e successore di Alessandro I:[1][6]

  1. Galeotto IV Pico (* 1603 – † 1637), a Massa nel 1626 sposò Maria Cybo-Malaspina, figlia di Carlo I Cybo-Malaspina, principe di Massa e marchese di Carrara, e di Brigida Spinola.[2][7] Ebbero i seguenti figli:[2]
    1. Renea Francesca Pico (* 1627 – † 1703), monaca clarissa al monastero di Santa Chiara di Massa;[2]
    2. Virginia Brigida Pico (* 1630 – † 1703), suora benedettina al convento di San Giacomo di Roncole di Mirandola;[2]
    3. Alessandro II Pico (* 1631 – † 1691), erede del padre e del nonno, suo successore.[2] Sposò Anna Beatrice d'Este ed ebbe discendenza;[2]
    4. Brigida Pico (* 1633 – † 1720), svolse il ruolo di reggente di Mirandola e Concordia durante la minore età del pronipote Francesco Maria Pico.[2] Non si sposò e non ebbe figli.
    5. Giovanni Pico (* 1634 – † 1660), un gesuita;[2]
    6. Fulvia Pico (* 1635 – † 1681), suora benedettina al convento di San Giacomo di Roncole di Mirandola;[2]
    7. Caterina Pico (* 1636 – † 1650).[2]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Ludovico I Pico Galeotto I Pico  
 
Bianca d'Este  
Galeotto II Pico  
Francesca Trivulzio Gian Giacomo Trivulzio  
 
?  
Ludovico II Pico della Mirandola  
Ludovico Gonzaga Gianfrancesco Gonzaga  
 
Antonia del Balzo  
Ippolita Gonzaga  
Francesca Fieschi Gianluigi II Fieschi  
 
Caterina del Carretto  
Alessandro I Pico della Mirandola  
Giberto VII da Correggio Manfredo I da Correggio  
 
Veronica Gambara  
Ippolito da Correggio  
Agnese Pio di Savoia Marco I Pio  
 
Taddea Roberti  
Fulvia da Correggio  
Gianfrancesco II da Correggio Borso da Correggio  
 
Francesca di Brandeburgo  
Chiara da Correggio  
Elisabetta dal Corno Valviso dal Corno  
 
?  
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Anonimo, Alessando I Pico con l'armatura.
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro
— Modena, 18 ottobre 1606

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Bruno Andreolli, PICO, Alessandro I, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 31 maggio 2020.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab Miroslav Marek, Genealogy.eu, su Pico family - pag. 2, 16 settembre 2002. URL consultato il 31 maggio 2020.
  3. ^ a b (FR) CHEVALIERS DE LA TOISON D'OR, in www.antiquesatoz.com. URL consultato il 31 maggio 2020.
  4. ^ Miroslav Marek, Genealogy.eu, su Welf family - pag. 10, 28 novembre 2003. URL consultato il 31 maggio 2020.
  5. ^ Miroslav Marek, Genealogy.eu, su Medici family - pag. 3, 7 marzo 2003. URL consultato il 31 maggio 2020.
  6. ^ Vilmo Cappi, Iconografia dei principi Pico, Modena, Editrice Cooperativa Tipografici, 1963, p. 19.
  7. ^ Miroslav Marek, Genealogy.eu, su Cybo family - pag. 2, 7 marzo 2003. URL consultato il 31 maggio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Pico della Mirandola, Torino, 1835. ISBN non esistente.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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