Camerino delle Duchesse

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Palazzo Municipale di Ferrara.

Camerino delle Duchesse
Camerino delle Duchesse (Ferrara, Palazzo Municipale) 01.jpg
AutoreCamillo Filippi, Cesare Filippi e Sebastiano Filippi
Data1555 - 1560
Tecnicapannelli lignei dipinti con parti dorate
UbicazionePalazzo Municipale (Ferrara), Ferrara
L’Aurora con il Carro del Sole, affresco del soffitto.

Il Camerino delle Duchesse è una piccola stanza che si trova al piano nobile dell'ala settentrionale del Palazzo Municipale di Ferrara.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antico ed originario Palazzo ducale di Ferrara venne ampliato con un'ala che attualmente sorge di fronte al Palazzo Arcivescovile, posto accanto alla Cattedrale di San Giorgio. Sino ad un incendio che la danneggiò gravemente, nel 1532, questa parte dell'edificio aveva un loggiato simile a quello che oggi si può ammirare in Piazza Savonarola, e vi si trovavano sale riccamente adornate.[2]

Tale struttura chiamata la Loggia di Piazza, nata da un progetto di Biagio Rossetti (l'architetto di corte di Ercole I d'Este), univa idealmente la parte vecchia del palazzo con la parte nuova sino ad arrivare alla parte più settentrionale dell'intero corpo dell'edificio. Al piano terreno vi si trovavano i Portici Camerini[3] ai quali aveva lavorato negli ultimi anni della sua vita anche l'architetto Galasso Alghisi. Questi, oltre a partecipare alla costruzione del campanile della Chiesa di San Cristoforo alla Certosa, intervenne infatti in vari cantieri nella città di Ferrara, come ad esempio nel Castello Estense e nel palazzo ducale, quindi anche nella parte che ospitava il Camerino[4].

Il Camerino delle Duchesse venne così ricavato nella sua forma attuale nella prima metà del XVI secolo, nel corso delle ricostruzioni che seguirono l'incendio, e fu probabilmente pensato come spazio riservato a Eleonora e Lucrezia, figlie del duca Ercole II d'Este.[5][6]

Le due duchesse per molti anni vissero a corte e le loro vicende personali le spinsero a trattenersi a lungo in ambienti riservati e raccolti[7]. Il Camerino quindi si rivelò uno spazio di elezione sia per curare abbigliamento e toeletta sia per riscaldarsi nel periodo invernale, essendo di piccole dimensioni.

Utilizzo dopo il periodo estense[modifica | modifica wikitesto]

Questo spazio venne utilizzato sia quando lo Stato Pontificio, con la devoluzione di Ferrara, assunse il controllo locale sia nel periodo successivo. Il Giudice dei Savi di Ferrara, massima carica cittadina deputata all'amministrazione economica della città, usò questo Camerino come ufficio. Quando poi il Palazzo fu sede del Municipio il Camerino divenne parte della segreteria comunale.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

È un ambiente di piccole dimensioni che è giunto sino ai tempi attuali quasi intatto. Presenta dipinti di soggetto mitologico con ricche decorazioni su pannelli lignei.[8] Fu portato a compimento da Camillo Filippi e dai figli Cesare e Sebastiano, detto Il Bastianino[9], tra il 1555 ed il 1560 circa, e il risultato del loro lavoro fu notevole[10].

Le tavole che si possono ammirare nello lo stanzino sono di rara bellezza e testimoniano la ricercatezza ed il gusto per l'arte manifestati dalla corte estense, inoltre permettono di ricostruire l'aspetto che dovevano possedere ambienti che andarono perduti in un incendio che colpì il palazzo nella prima metà del Cinquecento.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S.Cavicchioli, p.80.
  2. ^ MuseoFe.
  3. ^ C.Bassi 3, pp.48,49.
  4. ^ Guida E.Romagna, p.688.
  5. ^ B.Ghelfi, pp.30,38,39.
  6. ^ G.Adani, p.104.
  7. ^ Melchiorri.Gruppioni, pp.101-103,115-117.
  8. ^ J.Bentini, p.165.
  9. ^ Bentini.Spezzaferro.Prosperi, p.77.
  10. ^ C.Romagnolo94, p.120.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV, Guida d'Italia:Emilia Romagna, Milano, Touring Club Italiano, 1991, ISBN 88-365-0010-2.
  • Carlo Bassi, Nuova guida di Ferrara. Vita e spazio nell'architettura di una città emblematica, Ferrara, Italo Bovolenta editore (originario, nel 1981) 2G editrice (per ristampa anastatica del 2012), 2012, ISBN 8889248149.
  • Sonia Cavicchioli, ’Aquila e ’l Pardo: Rinaldo I e il mecenatismo di casa d’Este nel Seicento, Modena, Panini, 2015, ISBN 978-88-570-1060-1.
  • Gerolamo Melchiorri, Donne illustri ferraresi dal Medioevo all'Unità, a cura di Graziano Gruppioni, prefazione Enrica Guerra, Ferrara, 2G Editrice, 2014, ISBN 978-88-89248-18-8.
  • Barbara Ghelfi, Ferrara estense : guida storico-artistica, Cinisello Balsamo, Silvana editoriale, 2004, ISBN 88-8215-751-2.
  • Giuseppe Adani (testi), Le grandi dimore storiche in Emilia Romagna : palazzi privati urbani, Marco Ravenna (fotografie), Consorzio fra le banche popolari coooperative dell'Emilia Romagna (Bologna); Silvana (Milano), 1986, SBN IT\ICCU\CFI\0030288.
  • Jadranka Bentini (a cura di), Una corte nel Rinascimento (Gli Este a Ferrara-Catalogo della Mostra tenuta a Ferrara nel 2004), Cinisello Balsamo, Silvana, 2004, ISBN 88-8215-718-0.
  • Jadranka Bentini, Luigi Spezzaferro, Adriano Prosperi et al., L'impresa di Alfonso II: Saggi e documenti sulla produzione artistica a Ferrara nel secondo Cinquecento), Bologna, Nuova Alfa editoriale, 1987, ISBN 88-7779-004-0.
  • Jadranka Bentini (a cura di), Bastianino e la pittura a Ferrara nel secondo Cinquecento - Catalogo della Mostra tenuta a Ferrara, Palazzo dei Diamanti, dal 1 settembre al 15 novembre 1985, Bologna, Nuova Alfa editoriale, 1985, SBN IT\ICCU\RAV\0004607.
  • AAVV, La pittura in Emilia e in Romagna : il Cinquecento : un'avventura artistica tra natura e idea, Bologna, Credito Romagnolo, 1994, SBN IT\ICCU\PUV\0624008.

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