Fortezza delle Verrucole

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Fortezza delle Verrucole
Verrucole (San Romano in Garfagnana)-fortezza1.jpg
La fortezza
Ubicazione
Stato Ducato di Modena
Stato attuale Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Città San Romano in Garfagnana
Coordinate 44°10′44.26″N 10°19′56.89″E / 44.17896°N 10.33247°E44.17896; 10.33247Coordinate: 44°10′44.26″N 10°19′56.89″E / 44.17896°N 10.33247°E44.17896; 10.33247
Mappa di localizzazione: Italia
Fortezza delle Verrucole
Informazioni generali
Informazioni militari
Funzione strategica avvistamento ad ampio raggio
[senza fonte]
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La fortezza delle Verrucole è una fortezza che si trova a San Romano in Garfagnana in provincia di Lucca, nella Garfagnana, di cui le prime testimonianze risalgono al Medioevo. Un primo nucleo abitato-difensivo, oggi non più esistente, fu costruito dai conti Gherardinghi, che vi dimorarono fino al 1285, anno in cui fu venduto alla Repubblica di Lucca. L'attuale fortezza rinascimentale, per circa 400 anni, fu presidio militare inespugnabile dei duchi d'Este di Ferrara-Modena ed oggi, dopo un importante restauro voluto dal Comune di San Romano in Garfagnana è visitabile grazie ad un progetto di rievocazione storica.[1]

Già il termine di Verrucole, che deriva sicuramente da verruca, fa capire facilmente come non si potesse scegliere una località migliore, arroccata e pietrosa, su cui costruire una fortificazione. Sul monte basalitico su cui si erge il fortilizio sono stati rinvenuti reperti dell'Età del bronzo, così come di un villaggio medievale. Il territorio della “Curia delle Verrucole” era gestito in epoca medievale dai conti Gherardinghi, feudatari del luogo, poi passò ai lucchesi, ai Malaspina e dal XV secolo agli Este. La fortezza nelle sue fattezze attuali risale probabilmente a due periodi estensi: l'epoca del marchese Leonello (circa 1450) e di Alfonso II (circa 1564). Dei fabbricati medievali - la rocca - non rimane più nulla alla vista e tutto l'impianto è, quindi, da ritenersi rinascimentale. Per più di quattrocento anni questo fortilizio, strategico per l'intera valle, fece parte del ducato di Modena e dell'antica provincia di Garfagnana. Si tramanda che in origine il complesso avesse due torrioni, con due castellani ciascuno a comando di un corpo di guardia, a difesa delle due rocche, la Tonda e la Quadra, poste ai due estremi del colle. La Rocca Tonda è l'attuale torrione poligonale che in antico, dotato di merli ghibellini ancora individuabili, conteneva a sua volta una torre cilindrica, ad oggi visibile dopo gli scavi. La Rocca Quadra, di cui si vedono ancora tracce nei pressi del baluardo di nord-est, aveva a difesa una torre semicircolare e un palazzotto con la facciata a nord. Oggi, entrando dall'antica “Porta Piana” dotata ancora di guardiola e caditoia, girando a sinistra, si può fare una visita alla cortina merlata, alla casamatta-cannoniera così come ai baluardi cinquecenteschi che guardano verso il possente massiccio della Pania di Corfino. Nei pressi del lato opposto all'ingresso della casamatta si ritrovano i resti del magazzino e dell'alloggiamento del corpo di guardia (recentemente ricostruito). Salendo sul colle della Rocca Tonda non passa inosservata l'antica cappella a servizio dei militari ed il torrione oggi in parte ricostruito e restaurato. Ogni osservatore attento, a sinistra dello scalone in pietra, riconoscerà l'angusta porta del soccorso, via di fuga di ogni castello che si rispetti. Dalla porta a nord si entra nell'Orto del comandante, che conteneva a sua volta un torrione della polvere da sparo a ovest, esploso per colpa di un fulmine nel 1683, edifici di servizio, e una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. Il 1º agosto del 1524 la Rocca ospitò il poeta Ludovico Ariosto, commissario in Garfagnana, che vi pernottò prima di ripartire per Camporgiano, sede di Vicaria. Leggende di magie e fantasmi non si negano, forse perché il forte fu, per secoli, sede di prigione inespugnabile e luogo di indescrivibili torture. Resta pure alle cronache il seicentesco capitano Francesco Accorsini, comandante della fortezza, condannato dall'Inquisizione di Modena per pratiche di magia e stregoneria.

"Francesco Accorsini finirà poi, nel 1688, imprigionato nelle Carceri di Modena per alcuni mesi, mentre l'amministrazione della giustizia faceva il suo corso, riesumando testimonianze e fatti attribuiti al militare negli anni in cui comandava Verrucole e Mont'Alfonso. Il Capitano si difenderà strenuamente, portando giustificazioni e contrattaccando, per screditare i suoi accusatori. L'ultima lettera dell'Accorsini risale al 18 maggio del 1681, scritta da Puglianella, suo paese natale. Non sappiamo altro su questo personaggio, se non che dopo poco, ancora giovane, morì. Fu allora che il fido Rettore di Orzaglia, don Alessandro, che non l'aveva mai abbandonato anche in vita, si introdusse nella fortezza di notte e, con la complicità dei militari che nulla videro o sentirono, si impossessò dei suoi beni, e forse dei documenti compromettenti. Nella Rocca Tonda non rimasero che nelle stanze de' mobili di serrature guaste, di casse sfondate, di robbe fracasse e simili finché il prete non fu costretto, su ordine ducale, a restituire il tutto. Terminava così, definitivamente, il potere dell'Accorsini sulle Verrucole e sul contado e, per molti secoli, se ne perdeva anche la sua memoria".[2]

L' assedio

Nel 1170 4 famiglie della Garfagnana decisero di diventare indipendenti da Lucca e di non pagare più la tassa del sale, così si allearono con i Pisani e si impossessarono della fortezza delle verrucole.

Nell' inverno del 1170 Lucca voleva rivendicare il proprio dominio sulla fortezza , quindi un esercito di 3.000 uomini guidato dal vescovo di Lucca assediò la fortezza delle verrucole presidiata da 100 soldati.

L' esercito lucchese venne ostacolato dal terreno accidentato e dalla neve , questo causò numerose perdite tra i soldati Lucchesi che impiegarono 6 mesi a prendere la fortezza grazie alla resa dei ribelli per fame.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archeoparck Fortezza delle Verrucole - Storia, su fortezzaverrucolearcheopark.it. URL consultato il 17/7/2014.
  2. ^ Manuele Bellonzi, Il Castellano delle Verrucole, Garfagnanaeditrice, 2013.

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