Garfagnana

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Alta valle del Serchio (Garfagnana)
PieveFoscianaPanorama2.jpg
Panorama della Garfagnana
StatiItalia Italia
RegioniToscana Toscana
ProvinceLucca Lucca
Località principaliCastelnuovo di Garfagnana, Careggine, Camporgiano, Castiglione di Garfagnana, Fabbriche di Vergemoli, Fosciandora, Gallicano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana, Sillano Giuncugnano, Vagli Sotto, Villa Collemandina.
Comunità montanaUnione Comuni Garfagnana
FiumeSerchio
Superficie533,77 km²
Nome abitantiGarfagnini
Sito web

Coordinate: 44°05′24″N 10°25′48″E / 44.09°N 10.43°E44.09; 10.43

La Garfagnana (basso latino Carfaniana) è un'area storico-geografica della provincia di Lucca, in Toscana, compresa tra le Alpi Apuane e la catena principale dell'Appennino Tosco emiliano. Confinante a nord con la Lunigiana, a ovest con la Versilia e la provincia di Massa, a est con la regione Emilia-Romagna (province di Modena e Reggio Emilia) e a sud con la Media Valle del Serchio, è interamente attraversata dal fiume Serchio e dai suoi molti affluenti ed è ricchissima di boschi, con un'altitudine che varia tra i 132 e i 2054 metri s.l.m.. Storicamente fece parte della "Provincia Carfaniane" anche la Media Valle del Serchio, immediatamente a sud della Garfagnana, fino al torrente Fegana sul lato appenninico e fino al torrente Pedogna sul lato apuano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La Garfagnana offre un'ampia varietà di paesaggi, a partire da una fascia montana impervia e incontaminata, rocciosa sulle Alpi Apuane, prativa e dal declivio più dolce in Appennino, che si trasforma alle quote minori in un collina ricca di prati e coltivi di una particolare bellezza paesaggistica. Il corso del fiume Serchio con un ampio greto sassoso (in Garfagnino "la Jara") segna ovunque il centro del declivio della vallata.

La cima più alta della Toscana, il monte Prado (2054 m), si trova al confine tra la Garfagnana e l'Emilia-Romagna, mentre la cima più alta delle Alpi Apuane, il monte Pisanino (1947 m), si trova interamente in alta Garfagnana, dato che si stacca dallo spartiacque principale in direzione est.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto l'andamento della temperature e delle precipitazioni dell'ultimo trentennio, viene di seguito fatta una distinzione in base alla quota:

  • Fondovalle (Bassa collina), fino a 300 m s.l.m. In queste aree il clima è di transizione al mediterraneo con estate calda e un breve periodo di moderata siccità estiva (Cfsa), ma si caratterizza per determinati elementi di continentalità a causa delle elevate escursioni termiche sia giornaliere che annue e per i valori minimi invernali frequentemente sotto lo zero.
  • Media valle (Bassa/Alta collina), da 300 a 450 m s.l.m. In queste zone il clima è submediterraneo temperato ad estate tiepida con un breve periodo di moderata siccità estiva (Cfsb), ma si caratterizza per determinati elementi di continentalità a causa delle elevate escursioni termiche sia giornaliere che annue e per i valori minimi invernali frequentemente sotto lo zero.
  • Alta valle (Alta collina/Bassa montagna) tra 450 e 1050 s.l.m. In questi territori il clima è oceanico (Cfb), con estate tiepida e stagioni sempre umide (con minimo relativo in estate) e gode di accentuati caratteri di continentalità.
  • Bassa/Alta montagna, tra i 1050 e i 1800 s.l.m. In queste zone il clima è continentale ad estate tiepida (Dfb) e con precipitazioni ben distribuite in tutte le stagioni.
  • Alta montagna, oltre i 1800 s.l.m. In queste singole aree il clima è temperato freddo d'altitudine: subartico con estate fresca (Dfc) e gode di continentalità locale, con inverni lunghi e rigidi ed estati breve e fresche con precipitazioni ben distribuite ed abbondanti anche in estate.

La neve in inverno è un fenomeno modesto al di sotto dei 400 metri s.l.m. (anche se spesso si tratta di accumulo scarsi o nulli), mentre al di sopra di tale quota è più frequente, in particolar modo oltre i 1000 metri s.l.m. dove le nevicate sono piuttosto abbondanti e la copertura nevosa al suolo può durare per settimane o mesi (in alcune aree più elevate in annate particolarmente favorevoli può durare da ottobre fino a maggio-giugno). La media nivometrica varia tra i 10 cm e valori >100 cm in base all'esposizione e all'altitudine.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

I boschi, sia in base all'altitudine che all'esposizione sono occupati da varietà di piante, tipiche tra la sottozona fredda del lauretum di 2º tipo alla sottozona calda del Picetum in corrispondenza dei rilievi più elevati. Negli ultimi anni il clima permette all'ulivo la sua sopravvivenza e il ciclo di fruttificazione completa dal piano basale fino ad una quota media massima compresa tra i 400 e i 450 metri s.l.m. in base all'esposizione e ai microclimi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Garfagnana fu anticamente abitata da popolazioni liguri, che erano insediate anche nei territori limitrofi di Lunigiana, Versilia e Appennino tosco-ligure, e dagli Etruschi, presenti sia nel resto della Toscana che in Emilia-Romagna.[1][2] L'occupazione stabile dei Romani in Garfagnana e in Lunigiana risale alla prima metà del I secolo a.C..

In concomitanza con la totale deportazione delle locali tribù liguri ad opera dei Romani nel 180 a.C., furono fondate le colonie di Luni e Lucca. La Garfagnana e tutta la valle del Serchio assunsero all'epoca la denominazione di Foro Clodi, da non confondere col Forum Clodii che è nel Lazio.[3] Questa ultima è una pura teoria non suffragata da testimonianze, infatti per alcuni storici il Foro Clodi corrisponderebbe alla cittadina di Fivizzano in Lunigiana che poi nel primo medioevo prese il nome di Forum Verrucolae, cioè il luogo di mercato della vicina Fortezza della Verrucola. A testimonianza di questa tesi c'è la distanza segnata sulla mappa della Tabula Peuntingeriana che indica in XVI sedici miglia la distanza da Luni al Foro Clodi. Gruppi di indomiti Apuani, sfuggiti alla cattura, permasero tuttavia in zona per almeno altri cento anni controllando le alture della Garfagnana e della attuale Versilia, impedendo la realizzazione di un collegamento viario stabile tra Pisa e Luni lungocosta (cfr. Via Emilia Scauri e Lunezia).

Tabula Peutingeriana: Pars IV - Segmentum IV; Rappresentazione delle zone Apuane con indicate le colonie di Pisa Lucca Luni, il nome Sengauni e, poco sotto, il Foro Clodi posto a XVI miglia romane da Luni; il tratto Pisa Luni non è ancora collegato

Solo con l'avvento di Giulio Cesare (56 a.C.) gli Apuani furono stabilmente sottomessi, allorché fu costruita una scorciatoia viaria tra Lucca e l'odierna Massa (l'attuale Via Sarzanese) che corre ai piedi della Garfagnana, lato mare. Dopo la caduta dell'Impero Romano, la Garfagnana fu occupata dai Longobardi di Teodolinda che avevano fatto base nella fortezza Aghinolfi a Montignoso (MS) e da dove partirono per estendersi ulteriormente verso il centro e sud Italia.

Dopo la caduta del dominio Longobardo, sotto l'incalzare dei Franchi di Carlo Magno, parte del Ducato longobardo di Lucca, la Garfagnana fu annessa alla marca di Tuscia. Dopo la definitiva vittoria dei franchi in Italia, il suo territorio venne diviso tra potenti famiglie feudali: Gherardinghi, Rolandinghi, Suffredinghi, di Dalli, Porcaresi, da Bacciano. Alcune terre erano in possesso di Matilde di Canossa, alla quale viene attribuita la costruzione di chiese e ospedali.

Alla fine del XIV secolo, la Repubblica di Lucca cercò di annettere la Garfagnana per aumentare il proprio potere di fronte a quello di Pisa e di Firenze. Le numerose incursioni di Castruccio Castracani consentirono a Lucca di occupare la valle, ma il potere dei signori garfagnini non fu mai completamente soffocato.

Nel XV secolo, a più riprese, i comuni di Garfagnana fecero atto di dedizione agli Estensi: al marchese di Ferrara Niccolò III d'Este nel 1429, per le vicarie di Castelnuovo di Garfagnana, di Camporgiano e di Gallicano; al marchese di Ferrara Borso d'Este, per la vicaria di Terre Nuove nel 1451. Non tutti i comuni decisero per questo passaggio di dominio dalla Repubblica di Lucca al Ducato di Ferrara. Alcuni, come Minucciano e Castiglione, restarono fedeli a Lucca. Altri fecero ritorno alla Repubblica, come parte della vicaria di Gallicano. Da questo momento, la Garfagnana si trovò divisa fra Lucca e Ferrara, con tutte le conseguenze che ne derivarono, specialmente nelle aree di confine. Fino alla metà del XIX secolo rimasero lucchesi i comuni attuali di Minucciano e Castiglione e parte di quelli di Gallicano (senza Trassilico) e Fosciandora (Treppignana, Riana e Lupinaia).

Dopo la devoluzione del Ducato di Ferrara allo Stato Pontificio, nel 1598, il potere estense si trasferì a Modena, che divenne da quel momento la capitale anche della Garfagnana. Per alcuni secoli, la Garfagnana fu in conseguenza una provincia del Ducato di Modena e Reggio. Nel XVI secolo ebbe come commissario, per conto di Alfonso I d'Este, il poeta Ludovico Ariosto, che amministrò la Provincia dal 1522 al 1525. L'amministrazione dell'Ariosto in Garfagnana fu caratterizzata specialmente dall'attività di contrasto del fenomeno del banditismo, particolarmente di quello annidato nell'alta Garfagnana, a Ponteccio[4]. Il commissario-poeta ebbe spesso a che fare anche col temibile Moro del Sillico, un bandito locale, oggi reso popolare da una festa organizzata dagli abitanti di Sillico nel quale sono rievocati gli incontri tra il poeta e il fuorilegge[5].

Dal 1859 la Garfagnana fu incorporata nella provincia di Modena, per poi passare sotto Massa-Carrara.[6] In questo periodo si verificò un grande flusso migratorio che spinse gli abitanti della valle a emigrare all'estero. I flussi migratori si diressero in particolare verso gli Stati Uniti e l'Australia. Dal 1923 la Garfagnana è entrata a far parte della provincia di Lucca[7].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Amministrativamente divisa in 15 piccoli comuni ha come centro principale Castelnuovo di Garfagnana, situato nel fondovalle. Gli altri capoluoghi di comune suddivisi nei due versanti apuano ed appenninico sono in ordine alfabetico: Careggine, Camporgiano, Castiglione di Garfagnana, Fabbriche di Vergemoli, Fosciandora, Gallicano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana, Sillano Giuncugnano, Vagli Sotto e Villa Collemandina.

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto garfagnino (garfagnin) è un dialetto toscano, ed è suddiviso in due varietà: il "basso garfagnino" che fa parte del gruppo basso garfagnino-alto versiliese, e le parlate dell’Alta Garfagnana, dette "alto garfagnino" che risentono di maggiori influssi gallo-italici dai dialetti settentrionali.[8][9][10] Le influenze del dialetto lucchese (di tipo toscano) scompaiono man mano che si risale il Serchio e soprattutto nei paesi non situati in valle ma sulle alture: l'alto garfagnino (parlato a nord di Camporgiano nei comuni di Minucciano, Giuncugnano, Vagli, Sillano, Piazza al Serchio, in parte anche a San Romano, Villa Collemandina, Careggine), è infatti per alcuni aspetti più simile al massese e al lunigianese con influenze emiliane nei comuni addossati al confine di tale regione. Numerosi segni portano a pensare che anche gli attuali dialetti di tipo basso garfagnino-alto versiliese (parlati fino ai torrenti Fegana, Sàrita e Lombricese) fossero un tempo parlate alto garfagnine poi in parte toscanizzatesi. La 'toscanizzazione' è una tendenza che riguarda tutta la valle, causata anche dalla pressione dell'italiano e dal fenomeno del pendolarismo, giacché per lavoro o studio, buona parte della popolazione degli insediamenti garfagnini, gravita su Lucca e la Media Valle, aree linguisticamente più toscanizzate. Tipica dei dialetti garfagnino e alto-versiliese è la sonorizzazione della 'c', che suona quasi come una 'g' (es. gegìna anziché cecìna). Tale tendenza è più accentuata per il suono dolce (palatale), meno per il suono duro (velare) della 'c'.[senza fonte]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

In Garfagnana sono diffusi i racconti popolari sulle streghe e gli streghi e su due folletti tipici della zona, il Linchetto e il Buffardello[11]. Diffusi (almeno fino agli anni ottanta) i segnatori, guaritori tradizionali della Garfagnana[12].

Importante tradizione popolare sono i natalecci di gorfigliano enormi torri di ginepro "tessute" intorno a un albero di cerro o di castagno, che vengono incendiate il 24 dicembre come tradizione millenaria[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giulio Ciampoltrini, Paolo Notini, Silvio Fioravanti, Consuelo Spataro, con un contributo di Miria Mori Secci, Gli Etruschi e il Serchio, I Segni dell'Auser, Bientina 2012, pp. 80
  2. ^ Giulio Ciampoltrini, Gli Etruschi della Garfagnana. Ricerche nell'insediamento della Murella a Castelnuovo di Garfagnana, Polistampa Firenze 2005
  3. ^ cfr. Tabula Peutingeriana: Pars IV - Segmentum IV
  4. ^ Francesco Boni De Nobili, Sotto il segno di sant'Andrea, De Bastiani, Vittorio Veneto 1997
  5. ^ rievocazione storica del Moro del Sillico, su lalocandadelmoro.it. URL consultato il 29 maggio 2008.
  6. ^ s:Decreto del 27 dicembre 1859, n. 79
  7. ^ Regio Decreto 9 novembre 1923, n. 2490
  8. ^ Luciano Giannelli, Toscana, Ospedaletto (PI), Pacini, 2000, in Profilo dei dialetti italiani, a cura di Alberto Zamboni.
  9. ^ Silvia Calamai, toscani, dialetti, in Enciclopedia dell'italiano, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010-2011.
  10. ^ Maffei Bellucci 1977.
  11. ^ Oscar Guidi, Gli Streghi, le Streghe... Antiche credenze nei racconti popolari della Garfagnana, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, marzo 2000, ISBN 88-7246-408-0.
  12. ^ Oscar Guidi, Magia e folletti in Garfagnana, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, marzo 2004, ISBN 88-7246-616-4.
  13. ^ inGarfagnana.it Natalecci a Minucciano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Ciampoltrini, Paolo Notini, Silvio Fioravanti, Consuelo Spataro, Gli Etruschi e il Serchio, I Segni dell'Auser, Bientina 2012, pp. 80
  • Giulio Ciampoltrini, Gli Etruschi della Garfagnana. Ricerche nell'insediamento della Murella a Castelnuovo di Garfagnana, Polistampa Firenze 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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