Ricciarda Malaspina

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Ricciarda Malaspina
Ricciarda malaspina.jpg
Ritratto della marchesa Ricciarda
(Pietro Aprile da Corona, sepolcreto Cybo-Malaspina nel duomo di Massa)[1]
Marchesa di Massa
Stemma
In carica 1519-6 ottobre 1546;
27 giugno 1547-15 giugno 1553
Altri titoli Signora di Carrara, Moneta e Avenza
Nascita Massa, 1497
Morte Bagni di Lucca, 15 giugno 1553
Sepoltura Duomo di Massa
Dinastia Malaspina
Padre Antonio Alberico II Malaspina
Madre Lucrezia d'Este
Coniugi Scipione Fieschi
Cybo-Malaspina-stemma.jpg Lorenzo Cybo
Figli
Religione Cattolicesimo

Ricciarda Malaspina (Massa, 1497Bagni di Lucca, 15 giugno 1553) fu marchesa di Massa e signora sovrana di Carrara dal 1519 al 20 settembre 1546 e poi dal 27 maggio 1547 fino alla morte. Ultima esponente dei Malaspina di Massa di Lunigiana, ramo dello Spino Fiorito..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Massa e Carrara.

Ricciarda era la secondogenita di Antonio Alberico II Malaspina e di Lucrezia d'Este, figlia di Sigismondo d'Este signore di San Martino in Rio, sestogenito di Niccolò III, marchese di Ferrara, e di Ricciarda di Saluzzo. Il padre era divenuto nel 1481 marchese di Massa e signore sovrano di Carrara, carica che divideva con il proprio fratello Francesco (morto nel 1484), marchese di Sannazzaro de' Burgondi, con Pieve Albignola, Alagna, Ferrera e signore di Scaldasole dal 1481, consignore di Massa: nel 1483 questi si ribellò ad Antonio Alberico, ma, sconfitto, venne esiliato e assunse il ruolo di pretendente al trono: la sua legittima discendenza maschile si estinguerà nel 1835. Sprovvisto di prole maschile, in opposizione alla legge salica che escludeva le donne, Antonio Alberico II istituì erede dei feudi la figlia primogenita, Eleonora, sposa nel 1515 del ricco patrizio genovese Scipione Fieschi conte di Lavagna, al fine di godere degli appoggi della potente repubblica; lo stesso anno, però, la giovane morì.[2]

Cripta del duomo di Massa: tomba di Ricciarda e Giulio, nel sarcofago di Lorenzo Cybo, e lapidi dei discendenti

Passato il periodo di lutto, l'anno successivo il marchese fece convolare a nozze la secondogenita Ricciarda con il vedovo, già suo cognato: il matrimonio durò quattro anni, fino alla morte dello sposo, con la nascita di Isabella. L'anno prima, nel 1519, Antonio Alberico II morì, e fu la figlia a succedergli sul trono massese. Giovane, vedova, orfana, con diritti opinabili sul marchesato, la marchesa cercò un nuovo matrimonio che la legasse a un noto ed influente casato italiano, e, il 14 maggio 1520, si unì a Lorenzo Cybo (1500-1549), conte di Ferentillo, secondogenito di Franceschetto Cybo (il cui padre era il papa Innocenzo VIII) e di Maddalena de' Medici (figlia di Lorenzo il Magnifico): l'avvenente Cybo godette sia dell'appoggio di Genova che di Roma, essendo il pontefice Leone X suo zio, ed il cardinale Innocenzo Cybo suo fratello.[3]

Il testamento del marchese defunto, però, nonostante l'approvazione dell'imperatore Carlo V sulla successione femminile, prevedeva che non fosse Ricciarda a subentrargli direttamente (in ogni caso con la madre Lucrezia come guida del governo), ma il suo primogenito maschio e così via fino ad arrivare alla sorella minore Taddea. In attesa delle nascite Ricciarda e la marchesa vedova potevano amministrare i feudi che avrebbero ceduto al primo maschio Cybo-Malaspina che sarebbe nato, dopo il raggiungimento della maggiore età. Giulio nacque a Roma il 1º marzo 1525 ed era il legittimo successore.[4]

Ricciarda, donna di forte temperamento, intelligente e imperiosa, (non particolarmente bella - bassa, magrissima, curva e, secondo lo storico Luigi Staffetti,[5] brutta come il diavolo -, ma amante dei divertimenti insieme alla sorella Taddea)[6] si schierò apertamente con l'Impero sul cui trono era assiso Carlo V, sempre alla ricerca di appoggi nella sua politica italiana, e il piccolo Stato di confine tra Lucca e Genova, dotato di porto e a guardia del passo della Cisa era per lui un alleato minore ma non trascurabile. Ciò si tradusse nell'investitura imperiale (che sanava il vulnus della sua salita al trono) nel settembre 1529, nel permesso di associare il consorte al governo il 21 marzo 1530 e nella facoltà, concessa il mese dopo, di poter scegliere il successore. Intanto il marito Lorenzo Cybo faceva carriera presso la corte papale diventando comandante generale delle milizie della Chiesa nel giugno 1530 e governatore pontificio di Viterbo due anni dopo ma, sempre più dedito ai piaceri (esattamente come il padre e la moglie), perse ben presto la fiducia di costei, che chiese ed ottenne nel settembre 1541 la revoca dei suoi diritti all'amministrazione dei feudi malaspiniani. Pochi anni prima, nel maggio del 1536 la marchesa aveva ospitato in un picciolo ma vago palagio iusta la rocha de Carraria lo stesso imperatore in viaggio per l'Italia.[7]

L'autoritaria Ricciarda soggiornava a lungo a Roma (nel palazzo Cybo, in Piazza Navona, poi inglobato in quello dei Pamphilj) e a Firenze (nella residenza di famiglia del marito, detta delle marchesane di Massa, per la movimentata vita mondana da lei condotta con la sorella Taddea), era in ottimi e discussi rapporti con il cognato cardinale Innocenzo Cybo (1491-1550), al quale aveva delegato la cura degli affari di Carrara, non andava d'accordo con Lorenzo (al punto che ebbero entrambi figli al di fuori del matrimonio) e non era assolutamente intenzionata ad affidare i suoi Stati (come lei li definiva) a Giulio. La marchesa cercò con tutte le sue forze e autorevoli sostegni di impedire al suo primogenito maschio di assumere, com'era nel suo diritto, il rango di marchese di Massa.[8]

Al raggiungimento della maggiore età del terzogenito Giulio I nel 1546, col quale i rapporti non furono mai buoni, l'irriducibile quasi cinquantenne nobildonna, tuttavia, dovette cedergli il potere (in cambio di quarantamila ducati d'oro, che il giovane non poteva subito procurare), per riottenerlo in seguito al fallito complotto filofrancese contro la Spagna e Andrea Doria, cui prese parte. Il ventitreenne ex marchese fu decapitato, a Milano, il 18 maggio 1548 e la salma fu tumulata nella tomba del padre, all'interno della cripta del duomo massese, soltanto 25 anni dopo per decisione del fratello minore Alberico I. Nelle cronache del periodo si accusò la marchesa di non aver fatto nulla per salvare il figlio, in modo da riprendere il trono che mantenne saldo fino alla morte, avvenuta per un male incurabile, all'età di 56 anni, il 15 giugno 1553.[9][10] La salma fu composta nel sarcofago del marito (cappella dei principi, cattedrale di Massa) e, dal 1573, dell'infelice Giulio, secondo le disposizioni del prediletto Alberico I che le succedette.[11]

Al contrario dello sposo Lorenzo Cybo che si fece raffigurare in un prestigioso dipinto dal Parmigianino, la marchesa Ricciarda non si occupò delle arti e di lei rimane un unico ritratto attribuito allo scultore Pietro Aprile da Corona (1481-1558 circa). Si tratta di un mezzo busto in marmo ad altorilievo, vicino a quello della madre Lucrezia d'Este, nella veste di penitente, posto sui lati minori del sarcofago della sorella maggiore Eleonora, nel sepolcreto Cybo-Malaspina del duomo di Massa. Nella cripta furono sepolti quasi tutti i discendenti di Ricciarda e Lorenzo Cybo.[12]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

A questi figli se ne aggiunsero alcuni naturali: Eleonora e Ricciarda, legittimate dal cognato cardinale Innocenzo Cybo; Scipione (suo padre fu Giovan Fredinando Manrique d'Aguilar, ambasciatore imperiale presso il Papa); Giulia (Roma 1535 circa - Genova 1591) consorte nel 1552 di don Niccolò Grimaldi, principe di Salerno, duca di Eboli, marchese di Diano e patrizio genovese, di paternità incerta.[9]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Malaspina
Sovrani di Massa e Carrara
Coat of arms of the House of Malaspina (Spino Fiorito).svg

Antonio Alberico I
Giacomo I
Antonio Alberico II
Figli
Ricciarda
Ricciarda Malaspina Padre:
Antonio Alberico II Malaspina
Nonno paterno:
Giacomo I Malaspina
Bisnonno paterno:
Antonio Alberico I Malaspina
Trisnonno paterno:
Spinetta II Malaspina
Trisnonna paterna:
Giovanna Gambacorti
Bisnonna paterna:
Giovanna Malaspina
Trisnonno paterno:
Bartolomeo Malaspina
Trisnonna paterna:
Margherita Malaspina
Nonna paterna:
Taddea Pico della Mirandola
Bisnonno paterno:
Francesco III Pico della Mirandola
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
Pietra Pio
Trisnonno paterno:
Marco Pio
Trisnonna paterna:
Taddea de' Roberti
Madre:
Lucrezia d'Este
Nonno materno:
Sigismondo d'Este
Bisnonno materno:
Niccolò III d'Este
Trisnonno materno:
Alberto V d'Este
Trisnonna materna:
Isotta Albaresani
Bisnonna materna:
Ricciarda di Saluzzo
Trisnonno materno:
Tommaso III di Saluzzo
Trisnonna materna:
Marguerite de Pierrepont
Nonna materna:
Pizzocara
Bisnonno materno:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Bisnonna materna:
 ?
Trisnonno materno:
 ?
Trisnonna materna:
 ?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pelù-Raffo, p. 169
  2. ^ Pelù-Raffo, p. 25
  3. ^ Tettoni-Saladini, p. 10
  4. ^ Bertocchi, p. 70
  5. ^ Staffetti, p. 364
  6. ^ Pelù-Raffo, p. 60
  7. ^ Pelù-Raffo, p. 45
  8. ^ Staffetti, p. 35
  9. ^ a b Bertocchi, p. 216
  10. ^ Pelù-Raffo, p. 115
  11. ^ Staffetti, p. 360
  12. ^ Pelù-Raffo, pp. 179-181

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Simona Bertocchi, Nel nome del figlio, Giovane Holden Edizioni, Viareggio 2015, ISBN 978-88-6396-645-9.
  • Umberto Burla, Malaspina di Lunigiana, Luna, La Spezia 2001.
  • Francesco Musettini, Ricciarda Malaspina e Giulio Cybo, R. Deputazione di Storia per le Provincie Modenesi, Modena 1864.
  • Paolo Pelù-Olga Raffo (a cura di), Ricciarda Malaspina Cibo, marchesa di Massa e signora di Carrara, Aedes Muratoriana, Modena 2007.
  • Luigi Staffetti, Giulio Cybo-Malaspina marchese di Massa, Palazzo di S. Elisabetta, Massa 1974.
  • Leone Tettoni-Francesco Saladini, La famiglia Cybo e Cybo Malaspina, Palazzo di S. Elisabetta, Massa 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Marchesa di Massa e Signora di Carrara Successore Cybo-Malaspina-stemma.jpg
Antonio Alberico II 1519 - 6 ottobre 1546 Giulio I I
Giulio I 27 giugno 1547 - 15 giugno 1553 Alberico I II
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