Ducato di Massa e Carrara

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Ducato di Massa e principato di Carrara
Ducato di Massa e principato di Carrara – Bandiera Ducato di Massa e principato di Carrara - Stemma
Ducato di Massa e principato di Carrara - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Marchesato di Massa, signoria di Carrara, Moneta ed Avenza (fino al 1568);
principato di Massa, marchesato di Carrara, signoria di Moneta ed Avenza (fino al 1664);

ducato di Massa, principato di Carrara, signoria di Moneta ed Avenza (fino al 1829)

Nome ufficiale Ducato di Massa e principato di Carrara, signoria di Moneta ed Avenza
Lingue parlate dialetto toscano, italiano
Capitale Massa
Altre capitali Carrara
Dipendente da Sacro Romano Impero,
ducato di Modena e Reggio (dal 1829)
Politica
Forma di governo monarchia assoluta
(marchesato, principato, ducato)
Capo di Stato Sovrani di Massa e Carrara
Nascita 1664 con Alberico II Cybo-Malaspina,
duca di Massa e principe di Carrara
Causa elevazione a ducato per Massa e principato per Carrara
Fine 1829 con Maria Beatrice d'Este
Causa estinzione della linea maschile della dinastia e annessione al ducato di Modena e Reggio
Territorio e popolazione
Bacino geografico attuale provincia di Massa e Carrara
Massima estensione 1100 kq
nel secolo XVIII
Popolazione 3000 abitanti
nel secolo XVIII
Economia
Valuta propria (1530-1829)
Risorse cave di marmo
Produzioni marmo, itticoltura
Commerci con Granducato di Toscana, Repubblica di Genova, Stato Pontificio
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Classi sociali nobili, clero,
minatori, contadini
Ducato di Massa e principato di Carrara - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Blasone malaspina fosdinovo.jpg Principato di Massa
Marchesato di Carrara
Succeduto da Bandiera del ducato di Modena e Reggio.gif Ducato di Modena e Reggio

Il ducato di Massa e il principato di Carrara comprendevano un piccolo territorio affacciato sul mare in cui emergevano le due suddette città,(amministrate in unione personale), residenze dei sovrani soprattutto nei rispettivi palazzi e nella rocca Malaspina; pur con numerose modifiche ed espansioni territoriali avvenute nel corso dei secoli, i feudi veri e propri non si erano mai estesi oltre i confini dell'attuale provincia di Massa e Carrara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originale dello Stato nacque ufficialmente il 22 febbraio 1473 con l'acquisto della signoria di Carrara (borghi di Carrara, castello di Moneta e di Avenza) da parte della signoria di Massa ad opera del marchese Jacopo Malaspina, che la ottenne dal conte Antoniotto Fileremo di Genova, capostipite della linea dei Fregoso. Il titolo nobiliare dei Malaspina divenne quindi quello di marchesi di Massa e signori di Carrara.

Dall'acquisto del territorio carrarese in avanti, la sede di Jacopo Malaspina, uno dei figli di Antonio Alberico I dei Malaspina dello Spino Fiorito di Fosdinovo, si trovava nella città di Carrara, ma, a causa dei frequenti scontri con gli invasori francesi che ivi si verificavano spesso, lui e i suoi successori si trasferirono a Massa.

Nell'arco di due generazioni la famiglia Malaspina si estinse nella discendenza maschile e Ricciarda, nipote di Iacopo e ultima erede diretta della stirpe, si sposò nel 1520 con Lorenzo Cybo, membro di un'influente famiglia di aristocratici genovesi imparentata con i Medici e con il papa Innocenzo VIII. Dal matrimonio ebbe origine la nuova casata dei Cybo-Malaspina: il figlio di Ricciarda e Lorenzo, Alberico I ottenne il governo di Massa e Carrara nel 1554.[1]

Sotto la sua amministrazione il feudo visse un periodo molto favorevole di sviluppo, grazie anche alla congiuntura vantaggiosa nel mercato del marmo, che era assai richiesto dalle corti rinascimentali dell'epoca. Alberico I, consapevole che il suo Staterello era circondato da vicini più potenti e influenti, decise di sottomettersi al Sacro Romano Impero di Carlo V d'Asburgo nel (1554). Grazie ai suoi successi culturali ed economici la città di Carrara ottenne il rango di marchesato nel 1558. Nel 1568 Massa venne elevata a principato dall'imperatore Massimiliano II.

Lo stemma dei Cybo-Malaspina
(litografia dell'Ottocento)

Nel 1664 Leopoldo I d'Asburgo elevò il principato di Massa al rango di ducato e il marchesato di Carrara a principato. I Cybo-Malaspina si fregiarono così del titolo di duchi di Massa e principi di Carrara a partire da Alberico II.[2]

Nel 1738 Maria Teresa Cybo-Malaspina, unica rappresentante della casata, sposò Ercole III d'Este, solo erede maschio del ducato di Modena e Reggio.
La loro figlia Maria Beatrice d'Este (l'ultima dei Cybo-Malaspina, degli Este e dei Gonzaga di Novellara, attraverso l'ava materna Ricciarda) ebbe così il governo su entrambi i territori, che però rimasero entità statali separate fino alla sua morte.

Nel 1796 gli Este furono privati dei loro possedimenti dalle truppe di Napoleone Bonaparte. Questi inglobò il territorio nella repubblica Cispadana, facendolo poi confluire nella repubblica Cisalpina.

Durante questo periodo la regione fu brevemente contesa a Napoleone dagli austriaci della coalizione anti francese (1799) e conobbe una rapida successione di differenti ordinamenti amministrativi più o meno provvisori (Dipartimento delle Alpi Apuane, Imperiale e Reale Provvisoria Reggenza di Massa Carrara, poi di nuovo Dipartimento delle Alpi Apuane e infine Distretto di Massa).[3]

Come ultima modifica amministrativa, nel 1806, l'imperatore francese assegnò il ducato di Massa e Carrara al principato di Lucca e Piombino, governato dalla sorella maggiore Elisa Bonaparte Baciocchi. Durante la dominazione napoleonica Maria Beatrice fu costretta a rifugiarsi a Vienna presso la famiglia del marito, l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este, zio dell'imperatore Francesco I d'Austria, da cui governò in esilio il suo ducato.

Con la caduta del regime napoleonico, il Congresso di Vienna assegnò di nuovo a Maria Beatrice l'avito ducato che le era stato sottratto. Dopo la Restaurazione e la fine dell'indipendenza di varie entità locali come il marchesato di Fosdinovo, il ducato di Massa e Carrara comprese, oltre ai tradizionali territori, Aulla, Casola in Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana, Mulazzo, Podenzana e Tresana.[4]

Nel 1829, alla morte di Maria Beatrice, il ducato di Massa e il principato di Carrara furono annessi al ducato di Modena e Reggio, guidato dal figlio Francesco IV d'Asburgo-Este.

Nel 1859, con la deposizione di Francesco V d'Asburgo-Este, il ducato di Modena e Reggio (comprendente anche i territori di Massa e Carrara) venne annesso al regno di Sardegna, con la costituzione della provincia di Massa e Carrara.

Fortificazioni costiere[modifica | modifica wikitesto]

Anche il ducato di Massa per secoli fu oppresso dalle periodiche scorrerie dei corsari ottomani e magrebini. Nel tentativo di porre un freno ai continui sbarchi barbareschi e al fine di tutelare l'incolumità della popolazione che, analogamente agli altri Stati rivieraschi italiani, era continuamente minacciata dalla riduzione in schiavitù per arricchire i mercati del nordafrica, fu decisa la realizzazione di alcune fortificazioni lungo la costa. La loro funzione mirava al preventivo avvistamento della galee e fungeva da deterrente per le incursioni. Presso il porto di Avenza fu costruito un fortino per proteggere il naviglio alla fonda, più a sud a circa due chilometri, sulla spiaggia antistante Massa, venne eretto un altro fortilizio con funzioni anche di dogana, mentre la successiva roccaforte del Cinquale era già in territorio toscano.

Politica ed economia del ducato di Massa e Carrara[modifica | modifica wikitesto]

Dalle informazioni che si possono ricavare dal grande Archivio Cybo-Malaspina, e dai Rescritti e dispacci dei Sovrani delle due duchesse Maria Teresa e Maria Beatrice d'Este (oltre che da svariate altre fonti) è possibile ricostruire la politica tenuta dal ducato di Massa e Carrara nel periodo approssimativamente compreso tra il 1450 e il 1800.

La fusione dei Malaspina con la famiglia Cybo portò al territorio una vita di corte piuttosto fastosa. Nella conduzione della politica estera i Cybo-Malaspina mantennero un ruolo di intermediari tra il granducato di Toscana e la repubblica di Genova. Alberico I promosse grandi ristrutturazioni urbanistiche nelle città di Carrara e Massa, soprattutto per ragioni di prestigio. Entrambi i centri furono dotati di nuove cinte murarie - con funzioni rappresentative piuttosto che militari, dato che la politica del feudo imperiale non era espansionistica - e di nuovi palazzi ducali. A Carrara fu istituito l'ufficio del marmo (1564), per regolamentare l'attività di estrazione.[5] La città di Massa, in particolare, vide ridisegnata buona parte della sua planimetria (nuove strade, piazze, incroci, pavimentazioni), allo scopo di renderla degna di una capitale di Stato italiano dell'epoca.

La guerra di successione spagnola (1701-1714) fu l'inizio di un periodo di profonda crisi economica per il ducato. L'impero impose pesanti ammende i Cybo-Malspina, che avevano dato ospitalità a truppe francesi sul proprio territorio. Già Alberico III, ma soprattutto Alderamo, si trovarono costretti a svendere molti beni cittadini. Alderamo arrivò a costringere i cittadini ad acquistare derrate alimentari a prezzo maggiorato e, anche a causa dello stile di vita lussuoso e stravagante del nobiluomo, l'economia del ducato venne messa in ginocchio. La situazione finanziaria poté risollevarsi solo grazie all'unione dinastica tra le casate dei Malaspina e degli Este, conseguita con il matrimonio tra Maria Teresa ed Ercole III nel 1741.

A partire da questa data il ducato di Massa e Carrara perse progressivamente la propria autonomia politica, andando a gravitare sempre più strettamente nella sfera di influenza della città di Modena. Sotto la dominazione estense l'ex ducato si trovò ad occupare una posizione strategica, in quanto garantiva uno sbocco al mare ai domini dell'entroterra e prometteva una più agevole rotta commerciale. Già durante il governo della duchessa Maria Teresa i collegamenti stradali tra il ducato di Modena e quello di Massa e Carrara vennero notevolmente migliorati: in questi tentativi di riforma viaria si inserisce la costruzione della famosa via Vandelli, a partire già dal 1738.

Nel 1751, venne fatto un primo tentativo per l'escavazione di una darsena e la costruzione di un porto nella città di Carrara. Il porto sarebbe stato funzionale ai commerci e alle attività militari degli Este, avrebbe ospitato in un luogo sicuro la piccola flotta del ducato di Modena e, infine, sarebbe stato essenziale per liberare le esportazioni del marmo dalla dipendenza dagli altri porti vicini. Sfortunatamente il litorale aveva la tendenza a insabbiarsi e, dopo qualche anno, i lavori di costruzione dovettero essere sospesi.

Nel 1807 gli ingegneri napoleonici costruirono l'importante strada postale della Foce, destinata a collegare le città di Massa e Carrara attraverso le colline dell'entroterra. Durante il dominio napoleonico vennero iniziate anche altre opere pubbliche, come la bonifica delle pianure, la piantagione delle pinete litoranee per combattere la malaria e la sistemazione degli argini dei fiumi. Queste opere furono proseguite da Maria Beatrice e dai successori nei decenni successivi. Nel 1821 venne istituito il Catasto Estense, con il compito di regolamentare e censire le proprietà degli abitanti dello Stato.

Gli anni successivi all'annessione al ducato di Modena furono particolarmente complessi, sia per i moti insurrezionali che caratterizzarono il periodo storico, sia per la crisi economica, che per lungo tempo gravò sulla regione. I governanti tentarono a più riprese di uscire dalla stagnazione promuovendo la costruzione d'infrastrutture destinate ad aumentare il volume degli scambi commerciali, ma la carenza di fondi si dimostrò spesso un ostacolo insormontabile. Un secondo tentativo di costruzione del porto di Carrara venne affidato dal duca Francesco IV all'ingegnere Aschenden nel 1830, ma il progetto non fu mai reso esecutivo per mancanza di risorse finanziarie. Un pontile caricatore, che andò a costituire il primo autentico nucleo portuale di Carrara fu costruito con successo solo nel 1851, grazie all'ingegnere e industriale inglese William Walton. Nel 1846 il conte Francesco del Medico propose al duca Francesco V la costruzione della Ferrovia Marmifera di Carrara, destinata a collegare le cave di marmo con il mare e agevolare così il trasporto dei blocchi verso le zone di smistamento e caricamento. Anche questo progetto fu sospeso per motivi economici. La ferrovia marmifera non fu realizzata che dopo l'Unità d'Italia (1871-1890).

Negli ultimi anni di esistenza del ducato si assistette, soprattutto a Carrara, a un numero sempre maggiore di scontri tra i liberali e il governo ducale. Il territorio fu scelto dal Cavour e da Napoleone III per organizzare moti popolari antiaustriaci e dar così alla Francia l'occasione per intervenire in Italia a fianco del Piemonte, dando il via alla seconda guerra di indipendenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tettoni, p. 4
  2. ^ Branchi, p. 88
  3. ^ Branchi, p. 122
  4. ^ Tettoni, p.15
  5. ^ Tettoni, p. 18

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Alberico I Cybo Malaspina, Modena 1995.
  • E. Branchi, Storia della Lunigiana feudale, Pistoia 1898.
  • F. Buselli, Il Castello Malaspina Cybo a Massa, Genova 1973.
  • U. Giampaoli, Il Palazzo Ducale di Massa, Massa 1979.
  • G. Guagnini, I Malaspina, Milano 1973.
  • L. Tettoni-F. Saladini, La famiglia Cybo e Cybo Malaspina, Massa 1997.
  • G. Viani, Memorie della famiglia Cybo e delle monete di Massa di Lunigiana, Massa 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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