Repubblica di Poglizza

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Repubblica di Poglizza
Repubblica di Poglizza - Localizzazione
Dati amministrativi
Lingue parlate Dalmatica,
veneziano-dalmatica
Capitale Poglizza
Politica
Forma di governo Repubblica oligarchica, retta da un Gran principe
Nascita 1207 con Dalizio
Causa Protettorato
del Regno d'Ungheria,
poi della Repubblica di Venezia
Fine 1807 con Ivan Covic
Causa Occupazione napoleonica
Territorio e popolazione
Bacino geografico Retroterra montuoso
di Almissa,
presso l'ansa
del fiume Cettina
Massima estensione 250 km²
nel secolo XVIII
Popolazione 6500 abitanti
nel secolo XVIII
Economia
Valuta Ducato veneziano
Commerci con Repubblica di Venezia
e Stati vicini
Religione e società
Religione di Stato Cattolicesimo,
Chiesa ortodossa
Classi sociali Nobili, clero, contadini
Evoluzione storica
Preceduto da Hungary Arms.svg Regno d'Ungheria (1000-1538)
Succeduto da Imperial Coat of Arms of the Empire of Austria (1815).svg Impero austriaco

La repubblica di Poglizza (in croato Poljica: pronuncia Pol'yeetsa) era una comunità dalmata, sotto protettorato veneziano, che riuscì a mantenere la propria autonomia dalla fine del medioevo ai primi dell'Ottocento. Il nome deriva da polje (pianura). Era costituita da dodici borghi ed ubicata nella curva sudorientale compiuta dal fiume Cettina prima di confluire a Almissa, nelle valli del Mosor. Attualmente i suoi villaggi fanno parte dei comuni di Podbablje ed Almissa.

Forma di governo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie su Poglizza le fornì lo scrittore viaggiatore veneziano Alberto Fortis (1741-1803), nel 1774, nel suo libro Viaggio in Dalmazia: prima della sua dettagliata testimonianza la repubblica tra le sperdute montagne era considerata leggendaria e non effettivamente esistente.
Il territorio era sottoposto a tutela della Serenissima che concedeva larga autonomia. Lo statuto, redatto nel 1440, rivisitato nel 1485, nel 1515 e nel 1665, era diviso in 116 articoli ed oggi esposto nel museo di Almissa. Questo documento conteneva una descrizione della normativa e del sistema di governo, era considerato il più importante della storia croata (unitamente al codice di Vinodol del 1288), in quanto scritto nel dialetto locale (chakaviano). Una delle voci più significative dello statuto riguardava il principio che "ognuno ha il diritto di vivere", concetto singolarmente moderno e contrastante con le leggi medievali europee che prevedevano pure la tortura, oltre alle pene capitali.[1]

Poglizza era una repubblica oligarchica, il cui capo, gran conte poi gran principe (ci furono 16 conti e 51 principi), veniva democraticamente eletto dal popolo: il primo fu Dalis (1070), l'ultimo Ivan Covic, dal 23 aprile 1803 al 10 giugno 1807, quando le truppe napoleoniche abolirono la sua indipendenza.

Lo stemma della repubblica poglizzana, unitamente al sigillo, era caratterizzato dalla figura di san Giorgio uccisore del drago e suo protettore: alcuni esemplari sono tuttora conservati nel museo di Almissa.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La repubblica era ripartita in tre zone: Poglizza Alta (Zagorska), dietro il Mosor (1370 m), più lontana dal mare Adriatico e sita nell'entroterra montagnoso; Poglizza Media (Zavrska), la parte più estesa (50%), dal fiume Zrnovnica al rio Cetina a Zadvarje; Poglizza Bassa (Primorska), sui resti dell'antica colonia greca Eqetium, lungo il mare da Almissa al villaggio di Stobrec.[3]

Gli abitanti di Poglizza organizzarono e fondarono la parrocchia comune, in cui potevano vivere con proprie leggi, divisa in venti borghi (katuni): Alta (Gornja, Dolac Donji, Gornje); Media (Sridnja, Kostanje, Zvecanje, Cisla, Gata, Dubrava, Sitno, Srinjine); Bassa (Donja, Duce, Jesenice, Podstrana). Cinque dei venti villaggi erano popolati da numerosi liberi contadini di origine spalatina. Gli altri paeselli erano abitati dai discendenti dei tre fratelli che fondarono Poglizza: il capo, detto piccolo duca (knez), veniva eletto tra i più anziani. I tre menzionati fratelli, secondo la tradizione, si chiamavano Tisimir, Kresimir ed Elem, figli del re di Croazia Miroslav, fuggiti dalla Bosnia. Essi occuparono le tre zone di Poglizza nella metà del secolo XV.[4]

Gli abitanti della repubblica vivevano in villaggi sparsi amministrati da un conte sotto la potestà suprema di un gran principe. Questi funzionari, con i tre giudici, erano sempre di nobile nascita: esistevano due categorie di aristocratici, i croati e quelli provenienti da altre zone del regno.[5]
Almissa ricevette uno statuto, nel 1207, dal re Andrea II d'Ungheria e rimase sotto la protezione magiara fino al 3 marzo 1444, quando, insieme a Poglizza, accettò la sovranità di Venezia, pur conservando la libertà interna.
La repubblica, insieme alla Bosnia, dovette spesso combattere contro l'aggressività dell'impero Ottomano. Mila Gojsalic, una giovane donna locale, divenne un'eroina e sacrificò se stessa per il bene di Poglizza, durante un conflitto con i turchi.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, nel 1797, Poglizza passò all'Austria. Nel 1806 l'armata francese del maresciallo Marmont occupò il territorio dell'antica repubblica segnando la fine della sua autonomia: caduto Napoleone I, non fu restaurata, ma fu assorbita da Vienna.[6]

Conti e gran principi di Poglizza (1070-1807)[7][modifica | modifica wikitesto]

I Conti (zupans, 1070-1350)

Girolamo Ruscelli, Tavola nuova di Schiavonia (1561)
titolo Nome Periodo
1 conte Dalizio 1070
2 conte Visen 1076, 1078
3 conte Vratina 1088
4 conte Kacic 1100
5 conte Gregor Ivanisevic 1120
6 conte Domaso Papalli 1144
7 conte Alberti 1145
8 conte Michiel Francesco Ivancichio 1146
9 conte Comulli Petracca 1148
10 conte Lovretic 1149
11 conte Ivan Papalli 1200
12 conte Tolen 1239
13 conte Mladen Subic II 1322
14 conte Gregor Jurinic 1328
15 conte Jure Rajcic 1345
16 conte Drazoe, signore di Kamengrad 1350

I gran principi (veliki knez, 1444-1807)

Carta dei regni balcanici
Veduta con il fiume Cettina
La montagna della repubblica
Mappa della Dalmazia
Titolo Nome Periodo
1 gran principe Grisogomo 1444
2 gran principe Cindro 1450
3 gran principe Arnerio Lovretic 1451
4 Gran Principe Zane Zanic 1454
5 gran principe Mijo Pocolic 1458
6 gran principe Matija Tuscevic 1459
7 gran principe Komula Vitkovic 1461
8 gran principe Dujam Papalic 1468, 1482-83
9 gran principe Stipan Mikulic 1469
10 gran principe Dujam Maricic 1479
11 gran principe Ivan Petrovic 1499-1500
12 gran principe Marian Gregolic 1500
13 gran principe Augustin Maricic 1503-1504
14 gran principe Ivan Jovanovic 1504-11
15 gran principe Ivanis Nenada Drazoevic 1511-46
16 gran principe Ivan Augustinovic 1512-37, 1546-67
17 gran principe Jure Pavic 1537, 1607-09
18 gran principe Rados Sladoevic 1541
19 gran principe Augustin Maricic 1555
20 gran principe Nikola Sudgic 1567-81
21 gran principe Stipan Mikulic 1581-1605
22 gran principe Pavo Pavic 1596
23 gran principe Rados Sudgic 1609-26
24 gran principe Nikola Gojakovic 1619
25 gran principe Ivan Sikic 1620
26 gran principe Jure Sinovcic 1626-28, 1655-76
27 gran principe Pavo Sudgic 1628-32
28 gran principe Jure Pavic 1632-55
29 gran principe Stipan Bobetic 1652
30 gran principe Pavo Sucic 1676-78
31 gran principe Ivanis Novakovic 1678-84
32 gran principe Luka Sinovcic 1684-1701
33 gran principe Marko Baric 1701-04, 1708-10, 1712-16, 1740-42
34 gran principe Marko Sinovcic 1704-08
35 gran principe Ivan Sinovcic 1706, 1716-17
36 gran principe Jure Novakovic 1707, 1760-68, 1783-89
37 gran principe Ivan Baric 1710-12, 1717-21
38 gran principe Petar Baric 1711
39 gran principe Ivan Novakovic 1721-32
40 gran principe Pavo Pavic 1728
41 gran principe Petar Sinovcic 1732-40
42 gran principe Ivan Pavic 1756
43 gran principe Frano Pavic 1766-68, 1770-77, 1796
44 gran principe Ivan Geroncic 1768-71, 1768-71, 1777-78
45 gran principe Andrija Baric 1778-83
46 gran principe Ivan Sicic 1789
47 gran principe Matija Kruzicevic 1793
48 gran principe Frano Gojselic 1796
49 gran principe Marko Zuljevic 1797-98
50 gran principe Matija Mianovic 1799-1801
51 gran principe Ivan Covic 1803-1806,
1806-10 giugno 1807

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grekov, pp. 42-44
  2. ^ von Pavich, p.16
  3. ^ Grekov, p. 25
  4. ^ Fortis, p.25
  5. ^ AA.VV., p60
  6. ^ von Pavich, p.88
  7. ^ Dalmazia veneta e romana, p.45

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., La Dalmazia, Bologna 1943.
  • L. V. Bertarelli, Dalmazia, Milano 1934.
  • Dalmazia veneta e romana, Società Nazionale "Dante Alighieri", 1941.
  • A. Fortis, Viaggio in Dalmazia, Venezia 1774.
  • B. D. Grekov, Dir altokroatische Republik Poljica, Akademie Verlag, Berlin 1961.
  • A. von Pavich, Beitrage zui geschichte der republik Poljica bei Spalato, Wien 1907.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]