Repubblica di Poglizza

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Repubblica di Poglizza
Litorale austriaco 1897.jpg
Dati amministrativi
Lingue parlateDalmatica,
veneziano-dalmatica
CapitalePoglizza
Politica
Forma di governoRepubblica oligarchica, retta da un Gran principe
Nascita1207 con Dalizio
CausaProtettorato
del Regno d'Ungheria,
poi della Repubblica di Venezia
Fine1807 con Ivan Covic
CausaOccupazione napoleonica
Territorio e popolazione
Bacino geograficoRetroterra montuoso
di Almissa,
presso l'ansa
del fiume Cettina
Massima estensione250 km² nel secolo XVIII
Popolazione6500 abitanti nel secolo XVIII
Economia
ValutaDucato veneziano
Commerci conRepubblica di Venezia
e Stati vicini
Religione e società
Religione di StatoCattolicesimo,
Chiesa ortodossa
Classi socialiNobili, clero, contadini
Evoluzione storica
Preceduto daHungary Arms.svg Regno d'Ungheria (1000-1538)
Succeduto daImperial Coat of Arms of the Empire of Austria (1815).svg Impero austriaco

La repubblica di Poglizza (in croato Poljica) era una comunità dalmata, sotto protettorato veneziano, che riuscì a mantenere la propria autonomia dalla fine del medioevo ai primi dell'Ottocento. Il nome deriva da polje (pianura). Era costituita da dodici borghi ed ubicata nella curva sudorientale compiuta dal fiume Cettina prima di confluire a Almissa, nelle valli del Mosor. Attualmente i suoi villaggi fanno parte dei comuni di Podbablje e Almissa.

Forma di governo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie su Poglizza le fornì lo scrittore viaggiatore veneziano Alberto Fortis (1741-1803), nel 1774, nel suo libro Viaggio in Dalmazia: prima della sua dettagliata testimonianza la repubblica tra le sperdute montagne era considerata leggendaria e non effettivamente esistente.
Il territorio era sottoposto a tutela della Serenissima che concedeva larga autonomia. Lo statuto, redatto nel 1440, rivisitato nel 1485, nel 1515 e nel 1665, era diviso in 116 articoli ed oggi esposto nel museo di Almissa. Questo documento conteneva una descrizione della normativa e del sistema di governo, era considerato il più importante della storia croata (unitamente al codice di Vinodol del 1288), in quanto scritto nel dialetto locale (čakaviano). Una delle voci più significative dello statuto riguardava il principio che "ognuno ha il diritto di vivere", concetto singolarmente moderno e contrastante con le leggi medievali europee che prevedevano pure la tortura, oltre alle pene capitali.[1]

Poglizza era una repubblica oligarchica, il cui capo, gran conte poi gran principe (ci furono 16 conti e 51 principi), veniva democraticamente eletto dal popolo: il primo fu Dalis (1070), l'ultimo Ivan Čović, dal 23 aprile 1803 al 10 giugno 1807, quando le truppe napoleoniche abolirono la sua indipendenza.

Lo stemma della repubblica poglizzana, unitamente al sigillo, era caratterizzato dalla figura di san Giorgio uccisore del drago e suo protettore: alcuni esemplari sono tuttora conservati nel museo di Almissa.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La repubblica era ripartita in tre zone: Poglizza Alta (Zagorska), dietro il Mosor (1370 m), più lontana dal mare Adriatico e sita nell'entroterra montagnoso; Poglizza Media (Zavrska), la parte più estesa (50%), dal fiume Zrnovnica al rio Cetina a Zadvarje; Poglizza Bassa (Primorska), sui resti dell'antica colonia greca Eqetium, lungo il mare da Almissa al villaggio di Stobrec.[3]

Gli abitanti di Poglizza organizzarono e fondarono la parrocchia comune, in cui potevano vivere con proprie leggi, divisa in venti borghi (katuni): Alta (Gornja, Dolac Donji, Gornje); Media (Sridnja, Kostanje, Zvecanje, Cisla, Gata, Dubrava, Sitno, Srinjine); Bassa (Donja, Duce, Jesenice, Podstrana). Cinque dei venti villaggi erano popolati da numerosi liberi contadini di origine spalatina. Gli altri paeselli erano abitati dai discendenti dei tre fratelli che fondarono Poglizza: il capo, detto piccolo duca (knez), veniva eletto tra i più anziani. I tre menzionati fratelli, secondo la tradizione, si chiamavano Tisimir, Kresimir ed Elem, figli del re di Croazia Miroslav, fuggiti dalla Bosnia. Essi occuparono le tre zone di Poglizza nella metà del secolo XV.[4]

Gli abitanti della repubblica vivevano in villaggi sparsi amministrati da un conte sotto la potestà suprema di un gran principe. Questi funzionari, con i tre giudici, erano sempre di nobile nascita: esistevano due categorie di aristocratici, i croati e quelli provenienti da altre zone del regno.[5]
Almissa ricevette uno statuto, nel 1207, dal re Andrea II d'Ungheria e rimase sotto la protezione magiara fino al 3 marzo 1444, quando, insieme a Poglizza, accettò la sovranità di Venezia, pur conservando la libertà interna.
La repubblica, insieme alla Bosnia, dovette spesso combattere contro l'aggressività dell'impero Ottomano. Mila Gojsalic, una giovane donna locale, divenne un'eroina e sacrificò se stessa per il bene di Poglizza, durante un conflitto con i turchi.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, nel 1797, Poglizza passò all'Austria. Nel 1806 l'armata francese del maresciallo Marmont occupò il territorio dell'antica repubblica segnando la fine della sua autonomia: caduto Napoleone I, non fu restaurata, ma fu assorbita da Vienna.[6]

Conti e gran principi di Poglizza (1070-1807)[7][modifica | modifica wikitesto]

I conti (1070-1350)[modifica | modifica wikitesto]

Girolamo Ruscelli, Tavola nuova di Schiavonia (1561)
Porzione della Dalmazia nell'attuale Croazia meridionale: nell'area di Almissa si trovava la Repubblica di Poglizza.
titolo Nome Periodo
1 conte Dalizio 1070
2 conte Visen 1076, 1078
3 conte Vratina 1088
4 conte Kačić 1100
5 conte Gregor Ivanišević 1120
6 conte Domaso Papalli 1144
7 conte Alberti 1145
8 conte Michiel Francesco Ivancichio 1146
9 conte Comulli Petracca 1148
10 conte Lovretić 1149
11 conte Ivan Papalli 1200
12 conte Tolen 1239
13 conte Mladen Šubić II 1322
14 conte Gregor Jurinić 1328
15 conte Jure Rajčić 1345
16 conte Dražoe, signore di Kamengrad 1350

I gran principi[modifica | modifica wikitesto]

Carta dei regni balcanici
Veduta con il fiume Cettina
La montagna della repubblica
Mappa della Dalmazia
Titolo Nome Periodo
1 gran principe Grisogomo 1444
2 gran principe Cindro 1450
3 gran principe Arnerio Lovretić 1451
4 Gran Principe Žane Žanić 1454
5 gran principe Mijo Pocolić 1458
6 gran principe Matija Tusčević Scinsić 1459
7 gran principe Komula Vitković 1461
8 gran principe Dujam Papalić 1468, 1482-83
9 gran principe Stipan Mikulić 1469
10 gran principe Dujam Maričić 1479
11 gran principe Ivan Petrović 1499-1500
12 gran principe Marian Gregolić 1500
13 gran principe Augustin Maričić 1503-1504
14 gran principe Ivan Jovanović 1504-11
15 gran principe Ivaniš Nenada Dražoević 1511-46
16 gran principe Ivan Augustinović 1512-37, 1546-67
17 gran principe Jure Pavić 1537, 1607-09
18 gran principe Radoš Sladoević 1541
19 gran principe Augustin Maričić 1555
20 gran principe Nikola Sudgić 1567-81
21 gran principe Stipan Mikulić 1581-1605
22 gran principe Pavo Pavić 1596
23 gran principe Radoš Sudgić 1609-26
24 gran principe Nikola Gojaković 1619
25 gran principe Ivan Sikić 1620
26 gran principe Jure Sinovčić 1626-28, 1655-76
27 gran principe Pavo Sudgić 1628-32
28 gran principe Jure Pavić 1632-55
29 gran principe Stipan Bobetić 1652
30 gran principe Pavo Sučić 1676-78
31 gran principe Ivaniš Novaković 1678-84
32 gran principe Luka Sinovčić 1684-1701
33 gran principe Marko Barić 1701-04, 1708-10, 1712-16, 1740-42
34 gran principe Marko Sinovčić 1704-08
35 gran principe Ivan Sinovčić 1706, 1716-17
36 gran principe Jure Novaković 1707, 1760-68, 1783-89
37 gran principe Ivan Barić 1710-12, 1717-21
38 gran principe Petar Barić 1711
39 gran principe Ivan Novaković 1721-32
40 gran principe Pavo Pavić 1728
41 gran principe Petar Sinovčić 1732-40
42 gran principe Ivan Pavić 1756
43 gran principe Frano Pavić 1766-68, 1770-77, 1796
44 gran principe Ivan Jerončić 1768-71, 1768-71, 1777-78
45 gran principe Andrija Barić 1778-83
46 gran principe Ivan Sičić 1789
47 gran principe Matija Kružičević 1793
48 gran principe Frano Gojsalić 1796
49 gran principe Marko Žuljević 1797-98
50 gran principe Matija Mianović 1799-1801
51 gran principe Ivan Čović 1803-1806,
1806-10 giugno 1807

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grekov, pp. 42-44
  2. ^ von Pavich, p. 16.
  3. ^ Grekov, p. 25.
  4. ^ Fortis, p. 25.
  5. ^ AA.VV., p60
  6. ^ von Pavich, p. 88.
  7. ^ Dalmazia veneta e romana, p. 45.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., La Dalmazia, Bologna 1943.
  • L. V. Bertarelli, Dalmazia, Milano 1934.
  • Dalmazia veneta e romana, Società Nazionale "Dante Alighieri", 1941.
  • A. Fortis, Viaggio in Dalmazia, Venezia 1774.
  • B. D. Grekov, Dir altokroatische Republik Poljica, Akademie Verlag, Berlino 1961.
  • A. von Pavich, Beitrage zui geschichte der republik Poljica bei Spalato, Vienna 1907.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]