Castello di Serravalle (Bosa)

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Castello di Serravalle
Bosa, castello di Serravalle (01).JPG
Il castello dei Malaspina, sulla cima del colle di Serravalle
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneSardegna
CittàBosa
Coordinate40°17′51.53″N 8°30′17.18″E / 40.297647°N 8.504772°E40.297647; 8.504772
Mappa di localizzazione: Sardegna
Castello di Serravalle (Bosa)
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzioneXIII secolo
Primo proprietarioMalaspina
Visitabile
Sito webwww.castellodibosa.com
Informazioni militari
UtilizzatoreMalaspina, Regno d'Aragona, Villamarin, Giudicato d'Arborea
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Il castello di Serravalle, detto anche castello Malaspina, è un antico castello di Bosa, centro abitato della Sardegna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo del Castello di Serravalle fu edificato sull'omonimo colle, sovrastante l'abitato di Bosa, dall'antica famiglia Toscana dei Malaspina. La data della sua costruzione, fissata nel 1121 dall'umanista e storico Giovanni Francesco Fara [1], in seguito ai risultati degli scavi condotti dall'archeologo Marco Milanese, è da posticipare intorno alla seconda metà del XIII secolo [2]. Il castello si trova sulla cima del colle di Serravalle, ed è raggiungibile tramite una scalinata lunga e ripida.

Nella vasta piazza d'armi si trova la piccola chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, cappella palatina del castello. All'interno della stessa sono stati rinvenuti una serie di affreschi risalenti al Trecento[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Giovanni Francesco Fara, De chorographia Sardiniae, I, Cagliari, Monteverde, 1838 [1580-1585], p. 89, SBN IT\ICCU\TO0\1178002. URL consultato il 3 luglio 2021.
    «Veteri ac destructa urbe fuit a Marchionibus Malaspinae anno circiter 1121, nova constructa Bosa, mari vicinior, ad fluvii dexteram oram, et montis radicem, qua meridiem spectat, moeniisque cincta»
  2. ^ Marco Milanese, Conflict Archeology. Archeologia delle frontieree delle fortificazioni d'Età Moderna, in APM - Archeologia Postmedievale, vol. 13, Firenze, All'Insegna del Giglio, 2012, p. 163.
  3. ^ Bosa, Chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos, su sardegnacultura.it. URL consultato il 3 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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