Clarice Orsini

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Clarice Orsini
Clarice Orsini de Medici.JPG
Domenico Ghirlandaio, presunto Ritratto di Clarice Orsini, National Gallery of Ireland Dublino (1494 ca.)
Signora consorte di Firenze
Stemma
In carica 1469-1488
Predecessore Lucrezia Tornabuoni
Successore Alfonsina Orsini
Nome completo Clarice Orsini
Nascita Monterotondo, 1453 circa
Morte Firenze, 30 luglio 1488
Dinastia Orsini
Padre Giacomo Orsini
Madre Maddalena Orsini
Consorte Lorenzo de' Medici
Figli Lucrezia, Piero, Maddalena, Contessina Beatrice, Giovanni, Luisa, Contessina, Giuliano, due gemelli
Religione cattolica

Clarice Orsini (Monterotondo, 23 novembre 1453Firenze, 30 luglio 1488) fu la moglie di Lorenzo il Magnifico e la madre di papa Leone X[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Clarice era figlia di Jacopo (o Giacomo) Orsini, signore di Monterotondo (figlio a sua volta di Orso Orsini e di Lucrezia Conti), e di Maddalena, figlia di Carlo di Bracciano e sorella del cardinale Latino Orsini.

La madre di Lorenzo de' Medici, Lucrezia Tornabuoni, si occupò personalmente di combinare un matrimonio prestigioso per il primogenito, recandosi di persona a Roma per sondare le nobili famiglie locali. Il suo intento era quello della scalata sociale, legando il nome dei Medici a quello di un'altra famiglia nobile, nel processo, così frequente in epoca medievale e moderna, della ricchezza che cercava il blasone e viceversa.

Fu così che Lucrezia riuscì a fare breccia nelle corti papaline, grazie alla sua cultura e alla sua classe, sondando le varie fanciulle in età da matrimonio e scegliendo proprio Clarice come la più adatta. In una serie di lettere scritte al marito Piero, la descrisse di carnagione chiara, pia e di buona statura.

I patti matrimoniali vennero perfezionati, stabilendo una dote di 6.000 fiorini, e si procedette con il matrimonio, prima per procura a Roma (27 dicembre 1468) poi di persona a Firenze (il 4 giugno del 1469).

Clarice aveva un carattere religioso che mal si adattava alla mentalità aperta degli umanisti, dei quali suo marito era il perno. La musa ispiratrice di Lorenzo era stata infatti la fiorentina Lucrezia Donati, alla quale dedicò le sue poesie, mentre non ne dedicò alcuna alla consorte. Tuttavia, se si considera il contesto del tempo, non stupisce che la Orsini non fosse oggetto di quel tipo di attenzione: la lirica di Lorenzo seguiva la scuola trobadorica e le teorie di Andrea Cappellano secondo cui l'Amor Cortese può essere soltanto adulterino, escludendo quindi un rapporto matrimoniale. Secondo la mentalità di quel tempo, dedicare quel tipo di poesia alla propria moglie, quindi la compagna ufficiale e legittima, poteva essere visto come inconsueto e perfino di poco gusto. Nonostante le differenze fra loro ed il fatto che il matrimonio fu combinato, la corrispondenza fra i due mostrava toni di affetto e rispetto reciproco. A differenza di suo padre e suo nonno, Lorenzo non ebbe figli illegittimi ed ebbe la numerosa prole solo da Clarice. [2]

La Orsini visitò di nuovo Roma nel 1472, mentre durante la congiura dei Pazzi (1478) fu inviata in tutta fretta a Pistoia con i figli, per sfuggire ai giorni di forte instabilità che si ebbero a Firenze.

Sono registrati suoi viaggi a Volterra, Colle Val d'Elsa, Badia a Passignano e altri luoghi nel 1485, mentre nel 1488 tornò a Roma di nuovo, in visita ai parenti.

Morì quello stesso anno per tubercolosi e in una lettera a Papa Innocenzo VIII, il marito espresse tutto il suo dolore e difficoltà nell'accettare la perdita della consorte:

«Troppo spesso sono costretto a dare solicitudine, e molestia a V. Beatitudine per i casi, che tutto giorno ne prepara la fortuna, e la divina disposizione, a la quale, come non è possibile resistere, così sarìa conveniente, che ciascuno li acquiescessi, e pazientemente sopportassi quello, che dà la sua bonità così dolce, come amata. Ma la morte della Clarice mia carissima, e dolcissima consorte nuovamente successa me è stata, ed è di tanto danno, pregiudicio, e dolore per infinite cagioni, che ha vinto la mia pazienzia, ed obdurazione nelli affanni, e persecuzioni della fortuna, la quale non pensavo, che mi potessi portare cosa, che mi facesse molto risentire. E questo, per essere privato di tanto dolce consuetudine, e compagnìa, certamente ha passati i termini, e mi ha fatto, e fa risentire tanto cordialmente, che non truovo luogo. Pure, come non resto pregare nostro Signor Dio, che mi dia pace, così ho ferma speranza nella sua bontà infinita, che porrà fine al dolore, e non manco a tante spesse visitazioni, quali in simili amarezze me ha fatte da qualche tempo in qua. E quanto io posso umilmente, di cuore supplico a V. B., che si degni di fargliene simili preci, le quali so quanto siano per farmi giovamento. Ed a quella, ed a’ suoi santi piedi umilmente mi raccomando.''[3]»

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

La coppia ebbe dieci figli, alcuni dei quali di primaria importanza per la storia dell'Italia rinascimentale e di Firenze;

  1. Lucrezia (1470-1553), sposò Jacopo Salviati, fu madre di Maria Salviati e nonna di Cosimo I de' Medici;
  2. Primo di due gemelli senza nome, morti poco dopo il parto (marzo 1471);
  3. Secondo dei gemelli;
  4. Piero (1472-1503), Signore di Firenze, sposò Alfonsina Orsini;
  5. Maddalena (1473-1519), sposò Franceschetto Cybo, figlio di Papa Innocenzo VIII;
  6. Contessina Beatrice (1474-1474);
  7. Giovanni (1475-1521), divenuto papa Leone X nel 1513;
  8. Luigia o Luisa (1477-1488), promessa sposa a Giovanni il Popolano, deceduta nell'adolescenza;
  9. Contessina (1478-1515), sposò Piero Ridolfi;
  10. Giuliano (1479-1516), Duca di Nemours, sposò Filiberta di Savoia.

Probabilmente il fatto che Clarice fosse una Orsini, unito alla grande ricchezza di casa Medici, rese possibile che Giovanni fosse nominato cardinale e in seguito papa Leone X nel 1513.

Ritratti e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sandro Botticelli, Ritratto di giovane donna (tradizionalmente identificata con Clarice Orsini), Firenze, Palazzo Pitti, 1475 ca.

Ritratti[modifica | modifica wikitesto]

Di Clarice Orsini esiste un presunto ritratto[4] di Domenico Ghirlandaio, conservato presso la National Gallery of Ireland a Dublino e il Ritratto di giovane donna di Botticelli, conservato presso la Galleria Palatina di Firenze.[5]

Celebrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il matrimonio tra Clarice e Lorenzo de' Medici viene rievocato una volta ogni otto anni a Monterotondo durante la manifestazione Fasti d'autunno.

Rappresentazioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

  • Clarice,interpretata da Lara Pulver, é una dei protagonisti della serie televisiva Da Vinci's Demons,in cui però invece di morire di tubercolosi, viene crocifitta dal conte Girolamo Riario,che commette l'omicidio sotto l'effetto di un veleno che lo obbliga ad obbedire agli ordini di Girolamo Savonarola.
  • Clarice,interpretata da Skynnøve Karlsen,appare nella seconda stagione della serie televisiva I Medici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questa Clarice Orsini non va confusa con la Clarice Orsini, sorella del cardinale Latino Orsini, andata sposa a Lorenzo Orsini (†1452), signore di Monte Rotondo, e madre del cardinale Giovanni Battista Orsini.
  2. ^ Franco Cardini e Barbara Frale, La Congiura: Potere e vendetta nella Firenze dei Medici, ISBN 9788858134559.
  3. ^ "Lettere al S. P. Innocenzio VIII Di Lorenzo de' Medici, 18.
  4. ^ Scheda del dipinto sul sito della National Gallery of Ireland Archiviato il 6 giugno 2014 in Internet Archive.
  5. ^ Carlo Montresor, Monografia d'arte. Botticelli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Vannucci, Le donne di casa Medici, Newton Compton Editori, Roma 1999, ristampato nel 2006 ISBN 88-541-0526-0

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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