Alessandro de' Medici (duca di Firenze)

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Alessandro de' Medici, detto il Moro
Allessandro-the-moor.jpg
Alessandro de' Medici
Signore di Firenze
Stemma
In carica 1523-1527 e 1530-1532
Predecessore Lorenzo (duca di Urbino)
Successore Cosimo I
Duca di Firenze
In carica 1532-1537
Predecessore
Successore Cosimo I
Duca di Penne
In carica 1532-1537
Predecessore
Successore Alessandro Farnese
Nome completo Alessandro di Lorenzo de' Medici
Nascita Firenze, 22 luglio 1510
Morte Firenze, 6 gennaio 1537
Casa reale Medici
Padre Lorenzo (duca di Urbino)
Madre Simonetta da Collevecchio
Consorte Margherita d'Austria
Figli Giulio
Giulia
Porzia
Motto Non vuelvo sin vencer
Emblema di Alessandro de' Medici, basato sul Rinoceronte di Dürer, con il motto in spagnolo antico: Non vuelvo sin vencer (Non ritorno senza vincere)

Alessandro di Lorenzo de' Medici, detto il Moro (Firenze, 22 luglio 1510Firenze, 6 gennaio 1537), duca di Penne, Signore di Firenze (dal 1523 al 1527 e dal 1530 al 1532) e in seguito duca di Firenze (dal 1532 al 1537); benché illegittimo, fu l'ultimo discendente del ramo principale dei Medici a governare Firenze e il primo duca ereditario della città.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Fu riconosciuto figlio illegittimo di Lorenzo II de' Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico, ma molti lo ipotizzano come figlio naturale del cardinale Giulio de' Medici (che sarebbe diventato più tardi Papa Clemente VII).

Le sue origini non sono chiare. Secondo una versione accreditata dagli storici (come Christopher Hibbert) si tratta del figlio nato dalla relazione tra Lorenzo II (o Giulio) e una serva mulatta di casa Medici, identificata nei documenti come Simonetta da Collevecchio (Collevecchio in Sabina)[1][2][3][4]; altre fonti indicano come sua madre una contadina della campagna romana.

Comunque, grazie al colore della propria pelle, si guadagnò il soprannome de "il Moro".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Con la capitolazione della Repubblica fiorentina, per l'accordo tra l'imperatore Carlo V e il papa Clemente VII, appoggiato dalle armi spagnole divenne il nuovo padrone di Firenze.

Una volta assunto il potere a Firenze, Alessandro cominciò quella trasformazione delle istituzioni repubblicane fiorentine, che invece il trattato di resa della città gli imponeva di rispettare e che sarebbe poi stata portata a termine da Cosimo I, suo lontano cugino e suo successore al governo. Ad esempio Alessandro, avendo vissuto sempre alla corte imperiale di Carlo V, ne portò a Firenze gli usi, come quello di circondarsi di una guardia di Lanzi armata di alabarde, che spaventarono e sconcertarono i fiorentini, usi a vedere anche i più autoritari tra i Medici, comportarsi con ben altra discrezione.

Alessandro dunque cominciò a imprimere un tipico carattere sempre più "principesco" al proprio governo e a eliminare i simboli, cari ai fiorentini, delle istituzioni repubblicane e comunali. Tra queste iniziative la più significativa fu certamente quella di incaricare Benvenuto Cellini (che ne riferisce nella sua autobiografia) di preparare monete di taglio diverso dal fiorino, con la propria immagine. Inoltre Alessandro pretese (di nuovo contro i trattati) la consegna di tutte le armi possedute da privati cittadini, il che non gli impedì di morire, poco dopo, trafitto da un suo parente, Lorenzino de' Medici con il quale aveva un rapporto poco chiaro, che alcuni accenni (celebre la descrizione di Cellini) vorrebbero addirittura morboso.

Con il suo governo, le istituzioni fiorentine conservavano una parvenza di democrazia solo attraverso un simbolico Consiglio dei Duecento e un simbolico Senato, composto dal 1532 di quarantotto membri nominati a vita con un blando potere decisionale, più che altro consultivo. E la carica di senatore rimase un'alta onorificenza anche per tutto il successivo periodo del Granducato di Toscana.

Nel 1536 alla fine di una battuta di caccia sul Montalbano insieme all'imperatore Carlo V, si fermò a riposare a Villa La Magia, che diverrà possedimento dei Medici nel 1581 su interessamento di Francesco I, secondo Granduca di Toscana.

Alessandro è sepolto assieme al padre putativo Lorenzo de' Medici duca d'Urbino, nella sepoltura di Michelangelo della sagrestia Nuova di San Lorenzo. Per una certa scomodità della sua memoria, non è ricordato da alcuna lapide o indicazione, ma tutte le ricognizioni sulle spoglie nella tomba ne hanno riportato la presenza.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro sposò a Firenze la figlia naturale (poi legittimata) dell'Imperatore Carlo V, Margherita d'Asburgo, il 13 giugno 1536[5], ma il loro breve matrimonio non ebbe alcuna discendenza.

Da Taddea Malaspina (1505-?), figlia del marchese di Massa Antonio Alberico II Malaspina e sorella della marchesa Ricciarda Malaspina, si presume abbia avuto i due figli illegittimi:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) George L. Williams, Papal Genealogy: The Families and Descendants of the Popes, McFarland, 1° gennaio 2004, ISBN 9780786420711. URL consultato il 14 settembre 2017.
  2. ^ Hibbert 1999: 236.
  3. ^ Rogers, J.A., World's Great Men of Color, Volume 2,, Touchstone, 1996, p. 31, ISBN 0684815826.
  4. ^ Caroline P. Murphy, Murder of a Medici Princess, Oxford University Press, 2008, 2008, p. 9, ISBN 978-0-19-531439-7.
  5. ^ Silvia Mantini, L'Aquila Spagnola, ARACNE editrice S.r.l., 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Rastrelli, Storia d'Alessandro de' Medici primo duca di Firenze, 2 voll., Firenze, Benucci, 1781[1]
  • C. Fletcher, Il principe maledetto di Firenze. La spettacolare vita e l'infido mondo di Alessandro de' Medici, Roma, Newton Compton, 2016

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Signore di Firenze Successore Coat of arms of the House of Medici.svg
Giulio de' Medici 1523-1527
con Ippolito de' Medici
restaurazione della Repubblica di Firenze I
Repubblica di Firenze 1530-1532 titolo confluito nel Ducato di Firenze II
Predecessore Duca di Firenze Successore Coat of arms of the House of Medici.svg
titolo inesistente 1532-1537 Cosimo I
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