Alessandro de' Medici (duca di Firenze)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri personaggi omonimi, vedi Alessandro de' Medici.
Alessandro "il Moro" de' Medici
Alessandro de' Medici Bronzino.jpg
Ritratto di Alessandro de' Medici, duca di Firenze ad opera di Agnolo Bronzino, dipinto a olio, 16 cm x 12,5 cm, 1565-1569 circa
(Galleria degli Uffizi, Firenze, Italia)
Duca di Firenze
Stemma
In carica 1532[1] – 6 gennaio 1537
Predecessore Nessuno, titolo creato
Successore Cosimo I de' Medici
Signore di Firenze
In carica 1°: 19 novembre 1523 – 16 maggio 1527 (deposizione)
2°: 12 agosto 15301532
Predecessore 1°: cardinale Giulio de' Medici
2°: Repubblica di Firenze (1527-1530)
Successore 1°: Restaurazione della Repubblica (1527-1530)
2°: Nessuno, se stesso come Duca di Firenze
Altri titoli Duca di Penne[1]
Nascita Firenze, Repubblica di Firenze, 22 luglio 1510
Morte Firenze, Repubblica di Firenze, 6 gennaio 1537[1] (26 anni)
Sepoltura Tomba di Lorenzo de' Medici duca di Urbino (nella stessa sepoltura del presunto padre)[2]
Luogo di sepoltura Sagrestia Nuova[2], Basilica di San Lorenzo, Firenze
Dinastia Medici
Padre Lorenzo de' Medici, duca di Urbino[1][N 1]
Madre Simonetta da Collevecchio
Consorte Margherita d'Asburgo-Austria[1]
Figli Giulio de' Medici[1] (illegittimo)
Giulia de' Medici[1] (illegittima)
Porzia de' Medici[1] (illegittima)
Motto Non Vuelvo Sin Vencer
Emblema di Alessandro de' Medici, basato sul Rinoceronte di Dürer, con il motto in spagnolo antico: Non vuelvo sin vencer (Non ritorno senza vincere)

Alessandro de' Medici, detto il Moro (Firenze, 22 luglio 1510Firenze, 6 gennaio 1537), figlio illegittimo di casa Medici, probabilmente di Lorenzo de' Medici, duca di Urbino[1], anche se si suppone sia nato dal rapporto del cardinale Giulio de' Medici (futuro papa Clemente VII) con una serva, fu duca di Penne dal 1522[1], poi signore di Firenze dal 1523 al 1527 e dal 1530 al 1532, e infine primo duca di Firenze dal 1532 alla morte; fu il primo esponente della dinastia Medici ad ottenere un titolo nobiliare ereditario. Venne assassinato nel 1537 da Lorenzino de' Medici e da un suo sicario.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Fu riconosciuto figlio illegittimo di Lorenzo II de' Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico, ma molti lo ipotizzano come figlio naturale del cardinale Giulio de' Medici (che sarebbe diventato più tardi Papa Clemente VII).

Le sue origini non sono chiare. Secondo una versione accreditata dagli storici (come Christopher Hibbert) si tratta del figlio nato dalla relazione tra Lorenzo II (o Giulio) e una serva mulatta di casa Medici, identificata nei documenti come Simonetta da Collevecchio (Collevecchio in Sabina)[3][4][5][6]; altre fonti indicano come sua madre una contadina della campagna romana.

Comunque, grazie al colore della propria pelle, si guadagnò il soprannome de "il Moro".

Con la capitolazione della Repubblica fiorentina, per l'accordo tra l'imperatore Carlo V e il papa Clemente VII, appoggiato dalle armi spagnole divenne il nuovo padrone di Firenze.

La signoria su Firenze[modifica | modifica wikitesto]

Una volta assunto il potere a Firenze, Alessandro cominciò quella trasformazione delle istituzioni repubblicane fiorentine, che invece il trattato di resa della città gli imponeva di rispettare e che sarebbe poi stata portata a termine da Cosimo I, suo lontano cugino e suo successore al governo. Ad esempio Alessandro, avendo vissuto sempre alla corte imperiale di Carlo V, ne portò a Firenze gli usi, come quello di circondarsi di una guardia di Lanzi armata di alabarde, che spaventarono e sconcertarono i fiorentini, usi a vedere anche i più autoritari tra i Medici, comportarsi con ben altra discrezione.

Alessandro dunque cominciò a imprimere un tipico carattere sempre più "principesco" al proprio governo e a eliminare i simboli, cari ai fiorentini, delle istituzioni repubblicane e comunali. Tra queste iniziative la più significativa fu certamente quella di incaricare Benvenuto Cellini (che ne riferisce nella sua autobiografia) di preparare monete di taglio diverso dal fiorino, con la propria immagine. Inoltre Alessandro pretese (di nuovo contro i trattati) la consegna di tutte le armi possedute da privati cittadini, il che non gli impedì di morire, poco dopo, trafitto da un suo parente, Lorenzino de' Medici con il quale aveva un rapporto poco chiaro, che alcuni accenni (celebre la descrizione di Cellini) vorrebbero addirittura omoerotico.

Con il suo governo, le istituzioni fiorentine conservavano una parvenza di democrazia solo attraverso un simbolico Consiglio dei Duecento e un simbolico Senato, composto dal 1532 di quarantotto membri nominati a vita con un blando potere decisionale, più che altro consultivo. E la carica di senatore rimase un'alta onorificenza anche per tutto il successivo periodo del Granducato di Toscana.

Nel 1536 alla fine di una battuta di caccia sul Montalbano insieme all'imperatore Carlo V, si fermò a riposare a Villa La Magia, che diverrà possedimento dei Medici nel 1581 su interessamento di Francesco I, secondo Granduca di Toscana.

L'assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Venne assassinato in una congiura ordita da suo cugino Lorenzino de' Medici, senza un apparente motivo, forse spinto da un oscuro risentimento o dai gloriosi ideali umanistici del tirannicidio.[1] Lorenzino lo attrasse con un pretesto in casa propria, nella notte fra il 5 e il 6 gennaio 1537, e lo assassinò con l'aiuto di un sicario.[1]

Dopo il suo assassinio, a Firenze si affrettarono a dare alla città un nuovo successore, un altro rampollo del ramo collaterale della casata, Cosimo di Giovanni delle Bande Nere de' Medici, per prevenire moti popolari o mosse da parte di Carlo V d'Asburgo.[1] Alessandro chiudeva, però, la storia del ramo primogenito dei Medici, in quanto egli non aveva altri figli se non illegittimi, dei quali il primogenito, Giulio, era troppo piccolo per potere governare.[1] Del resto, né costui né le sue due sorelle minori, Giulia e Porzia, fecero in seguito parlare di sé.[1]

Alessandro è sepolto assieme al padre putativo Lorenzo de' Medici duca d'Urbino, nella sepoltura di Michelangelo della sagrestia Nuova di San Lorenzo. Per una certa scomodità della sua memoria, non è ricordato da alcuna lapide o indicazione, ma tutte le ricognizioni sulle spoglie nella tomba ne hanno riportato la presenza.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro sposò a Firenze la figlia naturale (poi legittimata) dell'Imperatore Carlo V, Margherita d'Asburgo, il 13 giugno 1536[7], ma il loro breve matrimonio non ebbe alcuna discendenza.

Da Taddea Malaspina (1505-?), figlia del marchese di Massa Antonio Alberico II Malaspina e sorella della marchesa Ricciarda Malaspina, si presume abbia avuto i due figli illegittimi:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni

  1. ^ A Lorenzo viene attribuita la paternità di Alessandro de' Medici, primo duca di Firenze, nato nel 1510 dalla relazione con una serva di sua madre Alfonsina, Simonetta da Collevecchio. Tale paternità è stata tuttavia vittima di speculazioni e si ritiene che l'attribuzione a Lorenzo sia solo un pretesto per coprire la "scappatella" dell'allora cardinale Giulio de' Medici (futuro papa Clemente VII), forse reale padre di Alessandro.

Fonti

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Giorgio Spini, ALESSANDRO de' Medici, primo duca di Firenze, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 22 giugno 2018.
  2. ^ a b La tomba segreta del Moro, in danielacavini.eu. URL consultato il 22 giugno 2018.
  3. ^ (EN) George L. Williams, Papal Genealogy: The Families and Descendants of the Popes, McFarland, 1º gennaio 2004, ISBN 9780786420711. URL consultato il 14 settembre 2017.
  4. ^ Hibbert 1999: 236.
  5. ^ Rogers, J.A., World's Great Men of Color, Volume 2,, Touchstone, 1996, p. 31, ISBN 0684815826.
  6. ^ Caroline P. Murphy, Murder of a Medici Princess, Oxford University Press, 2008, 2008, p. 9, ISBN 978-0-19-531439-7.
  7. ^ Silvia Mantini, L'Aquila Spagnola, ARACNE editrice S.r.l., 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Rastrelli, Storia d'Alessandro de' Medici primo duca di Firenze, 2 voll., Firenze, Benucci, 1781[1]
  • C. Fletcher, Il principe maledetto di Firenze. La spettacolare vita e l'infido mondo di Alessandro de' Medici, Roma, Newton Compton, 2016

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN19258729 · ISNI (EN0000 0001 1603 3737 · LCCN (ENno94033848 · GND (DE118647954 · BAV ADV11018622 · CERL cnp00577751