Niccolò II d'Este

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri personaggi con questo nome, vedi Niccolò d'Este (disambigua).

Niccolò II d'Este, o Nicolò II d'Este, detto lo Zoppo (Ferrara, 17 maggio 1338Ferrara, 26 marzo 1388), fu marchese di Ferrara dal 1361 al 1388.

Niccolò II d'Este
Stemma della famiglia d'Este
Ferrara, Castello Estense voluto da Niccolò II d'Este

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio del signore di Ferrara, Modena e Parma, Obizzo III, e della nobildonna Lippa degli Ariosti. Assumendo la sovranità dei suoi Stati, si assicurò l'alleanza dei signori di Padova, Verona e Mantova contro Bernabò Visconti. Nel 1362 si recò con tutta la sua corte ad incontrare Verde della Scala (che avrebbe sposato nel corso dello stesso anno), alla porta di Formignana (Ferrara)[1]. Nell'incontro di Viterbo del 1367 si assicurò la protezione di papa Urbano V, dopo essersi precedentemente recato ad Avignone per invitare il papa a tornare a Roma. Nel frattempo Reggio veniva tolta a Feltrino Gonzaga e venduta a Bernabò Visconti. Faenza, che poco prima era stata da lui acquistata, era presa da Astorre I Manfredi.

Durante la sua signoria, Ferrara cominciò a salire di grande reputazione iniziando a diventare una splendida città. Il marchese contribuì ad abbellire vari monumenti cittadini, come ad esempio, il monastero di San Guglielmo.[2] Si deve poi a Niccolò II la commissione all'architetto Bartolino da Novara del Castello Estense, voluto in seguito ad una rivolta popolare del 1385. Al marchese venne concesso inizialmente un prestito di 25.000 ducati dal signore di Mantova Francesco I Gonzaga.[3] Munifico e interessato alla cultura, Niccolò II ospitò a Ferrara, almeno per un decennio, il commentatore della "Commedia" Benvenuto da Imola: un registro fiscale bolognese del 1377, infatti, annota accanto al nome di Benvenuto la segnalazione "habitator Ferrariae". Nella città estense l'Imolese soggiornò fino alla morte, avvenuta probabilmente nello stesso anno di quella del suo mecenate, 1388: fa infatti in tempo a vedere (e citare nella sua opera principe) la costruzione del Castello, eretto con grande celerità fra 1385 e 1387. A Niccolò II Benvenuto dedicò il suo commento a Valerio Massimo.

Morì il 26 marzo 1388 ed i suoi funerali vennero celebrati durante il venerdì santo. In quella circostanza, malgrado le convenzioni, tutte le campane cittadine suonarono a martello. Gli succedette, come da investiture del papa e dell'imperatore, Alberto V d'Este[4].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Niccolò sposò Verde della Scala (?-1394), figlia di Mastino II, signore di Verona ed ebbe una figlia:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G.Gruppioni 2, p.68
  2. ^ Marco Antonio Guarini
  3. ^ Luciano Chiappini, Gli Estensi, Varese, 1988, p. 72.
  4. ^ G.Gruppioni 2, p.45

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]