Luca Marenzio

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Luca Marenzio

Luca Marenzio o Marenzi (Coccaglio, 18 ottobre 1554Roma, 22 agosto 1599) è stato un compositore, cantore e liutista italiano. Fu il più acclamato autore di madrigali del suo tempo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Memorie di Luca Marenzio a San Lorenzo in Lucina

Figlio di un notaio cancelliere bresciano, Luca Marenzio ricevette i primi insegnamenti musicali presumibilmente da Giovanni Contino, maestro della cattedrale di Brescia. Divenne a sua volta maestro di cappella, prima del cardinale Cristoforo Madruzzo a Roma, poi, dopo la morte di questi nel 1578, del cardinale Luigi d'Este, dove rimase sino al 1586, anno della morte di quest'ultimo. All'inizio del suo servizio presso la famiglia d'Este, Marenzio era noto principalmente come eccellente cantore e liutista, sebbene avesse già pubblicato un madrigale; fu a partire da quel periodo che acquisì fama anche come compositore, pubblicando molti libri di madrigali che ebbero numerose ristampe, diffuse in Italia e all'estero.

A Firenze fu al servizio di Ferdinando I de' Medici per circa due anni; tornato a Roma nel 1589, fu maestro di cappella del cardinale Aldobrandini e in seguito ebbe lo stesso incarico presso la famiglia Orsini. Tra il 1596 e il 1598 fu assunto come maestro di cappella di Sigismondo III a Varsavia e a Cracovia, suggellando così il suo successo a livello europeo. Nel 1598 tornò in Italia e il 20 ottobre di quell'anno firmò la dedicatoria dell'Ottavo libro di madrigali a 5 voci, indirizzata a Ferrante Gonzaga. Nel 1599 pubblicò l'ultima raccolta, il Nono libro di madrigali. Poco è noto dal suo rientro in patria sino alla sua morte; le fonti più antiche riportano che forse era in condizioni di salute non buone a causa del clima polacco.

Morì a Roma il 22 agosto del 1599 a soli 44 anni. Fu sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina.

A lui è intitolato dal 1993 il Conservatorio di Musica Statale di Brescia e la sua sezione distaccata di Darfo Boario Terme.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Le sue composizioni sono tra le più mature testimonianze della polifonia vocale rinascimentale profana. La fama di Marenzio è essenzialmente legata al genere del madrigale, che occupa gran parte della sua produzione musicale, svolta in circa due decenni, nel corso dei quali produsse dieci libri di madrigali a cinque voci, tra cui uno di madrigali spirituali.

Le composizioni più tarde mostrano la tendenza verso una scrittura più moderna rispetto a quella del periodo precedente; infatti, dal Sesto libro de madrigali a cinque voci del 1594, Marenzio sviluppò uno stile declamatorio, ispirato dalle istanze della Camerata fiorentina e al melodramma incipiente, e utilizzò in gran parte i testi poetici di Petrarca, Sannazaro, Tasso e Guarini. Marenzio fu uno dei principali interpreti della moda, tipica della musica reservata cinquecentesca, di musicare i versi di Petrarca (in senso al cosiddetto petrarchismo musicale). Alcuni madrigali sono particolarmente esemplificativi di questo orientamento: Zefiro torna e'l bel tempo rimena (a 4 voci) e Solo e pensoso (a 5 voci), basati sugli omonimi sonetti del Canzoniere.

Marenzio compose anche musica sacra, sebbene questa non sia la parte più significativa della sua opera – né per numero, né per stile – probabilmente perché la sua attività fu legata a servizi di corte piuttosto che ecclesiastici.

La sua fama rimarrà insuperata sino alla comparsa della generazione dei giovani compositori, come Claudio Monteverdi, che abbracceranno definitivamente le nuove tendenze proprie della musica barocca, con l'uso prevalente della monodia e la presenza sistematica di accompagnamento strumentale.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Composizioni di Luca Marenzio.

Decine sono le composizioni di Marenzio, pubblicati sia dall'autore stesso in raccolte autonome (come ad esempio i nove libri di madrigali a cinque voci, i sei libri di madrigali a sei voci, i tre libri di villanelle o i libri di madrigali spirituali), sia inseriti in antologie e miscellanee.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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