Darfo Boario Terme

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Darfo Boario Terme
comune
Darfo Boario Terme – Stemma Darfo Boario Terme – Bandiera
Darfo Boario Terme – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoEzio Mondini (centrosinistra) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate45°53′40″N 10°11′12″E / 45.894444°N 10.186667°E45.894444; 10.186667 (Darfo Boario Terme)
Altitudine220 m s.l.m.
Superficie36,07 km²
Abitanti15 641[2] (31-7-2021)
Densità433,63 ab./km²
FrazioniDarfo (sede comunale), Angone, Bessimo, Boario Terme, Capo di Lago, Corna, Erbanno, Fucine, Gorzone, Montecchio, Pellalepre[1]
Comuni confinantiAngolo Terme, Artogne, Esine, Gianico, Piancogno, Rogno (BG)
Altre informazioni
Cod. postale25047
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017065
Cod. catastaleD251
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 510 GG[4]
Nome abitantidarfensi
Patronosanti Faustino e Giovita
Giorno festivo15 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Darfo Boario Terme
Darfo Boario Terme
Darfo Boario Terme – Mappa
Posizione del comune di Darfo Boario Terme nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Darfo Boario Terme (Dàrf in dialetto camuno[5]) è un comune italiano di 15 641 abitanti[2], situato nella bassa Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il capoluogo del comune è Darfo, mentre la sua denominazione è dovuta al nome del capoluogo unito a quello della principale frazione, Boario Terme.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

«S'arriva poi a Darfo, terra grande, e numerosa, con famiglie civili, ed anco de nobili aggregate al Conseglio della città di Brescia; che perciò si vede adorno anco di belle fabriche, e di cospicue chiese...»

(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698[6])

Darfo sorge alla confluenza tra il fiume Dezzo ed il fiume Oglio, alle pendici di un monticello di arenaria rossa posto al centro della Valle Camonica detto Monticolo.

Il territorio è posto allo sbocco della Valle di Scalve ed è densamente urbanizzato.

Intorno al centro, cioè Darfo, Boario Terme, Corna, Montecchio, si sviluppano a raggiera: Erbanno, Gorzone, Sciano, Angone, Fucine, Pellalepre, Bessimo superiore e Capo di Largo. I quattro quartieri più importanti della città (Darfo, Boario Terme, Corna e Montecchio) sono strettamente integrati a formare una sorta di quadrilatero, il cui centro è la zona "Isola", nome derivante dal fatto che si trova ad un'ansa del il fiume Oglio.[7]

Superficie[modifica | modifica wikitesto]

L'area urbana ha una superficie di 36.200 chilometri quadrati, e dal punto di vista altimetrico il dislivello è notevole: dal punto più basso del Bessimo sup. (206 m) al valore massimo del Dosso Sparviero (1895 m).[7]

Rilievi montuosi[modifica | modifica wikitesto]

I rilievi più importanti del governo municipale sono: Monte Erbanno (1664 metri) e Altissimo (1704 metri) a nord-ovest, Dosso Blussega (1810 metri) e Dosso Sparviero a sud-ovest (1895 metri). L'area presenta formazioni rocciose a Montecchio e Corna, e ghiaia e sabbia lungo l'alveo del fiume Oglio. I Monticoli (derivante al tardo latino monticŭlus, diminutivo di mons montis, che vuol dire “monte”[8]) sono considerati come fondamentali per il paese di Darfo Boario Terme, infatti essi hanno più volte protetto la Piana Boario dalle piene del fiume Oglio e la loro altezza massima è di 394 m.[7]

Pietra Simona[modifica | modifica wikitesto]

La roccia affiorante che forma i caratteristici Monticoli è costituita da arenaria rossa, detta anche "Pietra Simona", proveniente dalla zona di Simoni di Gorzone, dove è stata estratta fin dall'antichità. La pietra di Simona è l'elemento base e caratteristico della natura e del paesaggio della Bassa Valcamonica (in particolare Darfo Boario Terme), e per la sua naturale disponibilità, è alla base dell'arte rupestre. La pietra di Simona è un'arenaria di metamorfismo di contatto; presenta un piano di stratificazione uniforme e un piano di frattura di 45 gradi. Ha la solubilità negativa del cemento, porosità, permeabilità e resistenza chimica. È una specie di roccia elastica e presenta una notevole resistenza alla lavorazione. Il suo peso specifico è calcolato in 33 quintali/metro cubo e, quando liscio, ha una lucentezza opaca testurizzata. La caratteristica che lo rende immediatamente riconoscibile è il suo colore rosso porpora costante. La versatilità di questa arenaria ha resistito alla concorrenza del marmo nel Medioevo. Marcello Ricardi ha scritto nel n. Articolo 1 della rivista "L'Ogliolo", "Possedere il portale della casa in pietra Simona significa che a Vicinie si può vedere una famiglia, sia per ricchezza personale che per influenza politica. In molti paesi della Valle Camonica queste strutture sono ancora intatte, e La data dell'inaugurazione è spesso incisa...".[9]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Ai piedi del centro storico di Erbanno c'è una golena fluviale, oggi case e industrie sono ovunque, ma fino a pochi decenni fa si trattava ancora di coltivazioni. Migliaia di anni fa questa pianura era sede di un bacino lacustre, che si estendeva dall'attuale Lago d'Iseo fino a Cividate Camuno. Ciò dipende non solo dalla natura del sottosuolo, ma anche dalla presenza di evidenti strumenti di pesca, come semplici reti e gabbie, nelle incisioni rupestri della zona. Il territorio del comune di Darfo Boario Terme comprende, oltre al fiume Oglio, anche il torrente Dezzo, Rovinazza, Budrio, Re, Ogliolo e le centrali idroelettriche Italsider. Fin dai tempi antichi, fiumi e torrenti sono stati gravemente danneggiati dalle inondazioni. Basti ricordare il gravissimo disastro provocato dal crollo della diga di Gleno (1 dicembre 1923) e dall'alluvione del 16 settembre 1960.[7]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'Olivieri, il nome è una parola composta "ad arvum", che significa "presente". Secondo Mario Gallotti deriverebbe dalla parola mediterranea "arbe", che è il nome del fiume alpino. Alcuni studiosi ritengono che abbia avuto origine dal tedesco "Dorf" (villaggio). Don Lino Ertani ha proposto di ipotizzare che Darfo derivi dall'antico vocabolo dialettale "Garf" (frana, ghiaia e roccia). La pronuncia dialettale è in realtà "Darf" e starebbe ad indicare la risalita del terreno dell'antica Darfo e la discesa dei coni dei torrenti Rovinazza e Re, i quali hanno portato a valle numerosi massi e detriti.[9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.

La zona era abitata già in epoca preistorica: sono presenti incisioni rupestri presso la località dei Corni Freschi (Attola), ai piedi del Monticolo, e nel Parco comunale delle incisioni rupestri di Luine.

Sempre a Luine sono state rinvenute terrecotte dell'età del bronzo (1969), mentre altre incisioni rupestri sono state trovate nei pressi del Lago Moro. Sul Monticolo è stata rinvenuta invece un'ascia in bronzo nel 1897.[10]

Scarse sono le notizie in età romana, sebbene si supponga che il fondo valle sia stato a quel tempo disabitato a causa di alluvioni dell'Oglio e la presenza di zone paludose. Di età barbarica è probabilmente la necropoli scoperta nel 1808 presso Corna e le tombe scoperte nel 1939 e nel 1958 presso il Municipio.[10]

Darfo, sede di "Valle Camonica Servizi"

Divenne centro importante in età medievale in quanto sede di un porto (presso Montecchio) e del Castello di Montecchio. Nel 1200 è ricordato come burgus fornito di castrum, dove risiedeva la curia, che aveva preso il posto dell'ormai decaduta pieve di Rogno.[11]

Nel 1047 Enrico III elegge Darfo a Corte Regia, e permette che gli abitanti della Val di Scalve continuino l'antica usanza di portare annualmente 1000 libbre di ferro, con la pena per i trasgressori di 100 libbre di oro. In tal modo dovette essere residenza di un rappresentante o vicario imperiale.[10]

Nel 1508 Darfo (Darf) compare nella mappa della Valle Camonica disegnata da Leonardo da Vinci e conservata al Castello di Windsor

Nel 1591 vi è una contesa con Bovegno circa alcuni pascoli in quota.[12]

Nel XVI secolo il porto venne fortemente danneggiato da una serie di alluvioni.

Dopo la metà del XVII secolo si distacca da Darfo la municipalità di Gianico.

Nel 1830 è eretto il ponte sull'Oglio, a sei arcate, in legno, tra Darfo e Corna.[13]

Nel 1834 una rivolta dei popolani di Darfo si oppose al dominio austro-ungarico, ma venne subito stroncata.

Il 1º dicembre 1923 il disastro del Gleno comportò ingenti danni al paese e la morte di 150 persone. Anche re Vittorio Emanuele III visitò il paese devastato.[10]

Il 15 aprile 1929 al comune vennero aggregati i soppressi comuni di Erbanno e Gorzone. Nel 1959 vennero aggregate la frazioni di Bessimo Superiore e Capo di Lago, staccate dal comune di Angolo Terme.

L'8 maggio 1968 il consiglio comunale cambiò la denominazione del comune in Darfo Boario Terme, ed il 28 gennaio 1969, con decreto del Presidente della Repubblica n. 38 venne insignita del titolo di città.

Nel 1980 nasce il Parco comunale delle incisioni rupestri di Luine.[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Darfo sono:[14]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Patrimoni dell'umanità UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco archeologico comunale di Luine

Terme di Boario Terme[modifica | modifica wikitesto]

La Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Bazzini, come scrisse in "Cronaca di Lovere", sosteneva che la storia di Boario Terme come eccellente centro di cura inizia quando venne costruito il Casinò di Boario, dove venivano gestite "acque salutari magnesiache e vitrinolate di ferro". [15]

Secondo alcuni studiosi, invece, la conoscenza delle acque di Boario si fa risalire al XV secolo e spinse alcuni medici a studiarne gli effetti terapeutici. Sembra che vi avesse fatto visita anche il famoso medico e naturalista Paracelso (1493-1541). Nel 1700, quando il medico Francesco Roncalli Parolino scrisse nel suo scritto "De acquis brixianis", precisamente nel 1724, si verificò un notevole risveglio. Lo stesso Roncalli ha ribadito l'efficacia delle "aquae bogiarianae[16]" in "Europae Medicina" (1747). Nel XIX secolo, Ottavio Ferrario (1840) condusse nuove ricerche e le prime analisi chimiche. Alessandro Manzoni scrisse al medico il 16 dicembre 1845. Giovanni Morelli (Giovanni Morelli) di Bergamo: "Ho ragione di pentirmi di non aver profittato della gentile e cordiale esibizione ch'Ella mi fece per procurarmi direttamente l'acqua di Boario dal padrone del fondo".[16] Nel 1857, il dottor. Biffi, il primo medico scienziato del luogotenente austriaco in Lombardia la definì "la più attiva della Lombardia". Tuttavia, secondo Cantù, la rivalutazione delle acque di Boario si ebbe grazie al medico Zattini di Darfo nel 1858. Da allora sempre più persone si sono recate a Boario per curarsi, ma soggiornando nei paesi vicini, come Darfo, Corna, Esine, ecc. Solo nel 1906 le acque di Boario furono rivalutate. Da allora, è stato costruito il primo edificio termale con caratteristiche come una cupola in stile liberty e, nel 1906 fu costruito anche l'Hotel Terme, seguito dall’edificazione di altri alberghi. Tuttavia, solo nel 1914, attraverso la costruzione di una stazione termale, si sviluppò scientificamente e metodicamente il valore terapeutico delle acque. In conseguenza di tale sviluppo, il Regio Decreto 15 aprile 1926 n. 765 eleva Boario ad Ente Autonomo di Cura. Tra il 1951 ed il 1952, venne scoperta una nuova fonte, oggi chiamata Fausta, in onore del suo scopritore il Dott. Fausto Cardio. Pochi anni dopo, con l'ampliamento del parco, le terme furono completamente trasformate e venne aggiunto un nuovo padiglione ed un enorme auditorium. Questo piccolo centro termale superò anche la terribile alluvione che colpì Boario la notte del 17 settembre 1960. Nel 1964 viene aperto un nuovo stabilimento termale intitolato a Alessandro Manzoni. Nel 1965 viene ampliato e rimodernato il vecchio stabilimento termale, dedicato ad Adolfo Ferrata. Alberghi, pensioni e alberghi nuovi o moderni andarono incrementando la capacità ricettiva di Boario Terme. La sorgente termale si trova in un vasto parco, in mezzo a viali ombrosi, vasti prati e aiuole, dominato dalle ripide pareti rocciose del Monte Erbanno. [17]

Dopo tre secoli di rinomata valenza terapeutica e curativa, le terme di Boario conservano una qualità di elevata eccellenza, come attestato dal CerAm, Centro Europeo di Ricerca delle Acque Minerali nel 2010. [18]

Cupola delle Terme di Darfo Boario Terme

La Cupola[modifica | modifica wikitesto]

La Cupola Liberty, emblema delle Terme di Boario, è realizzata in marmo bianco, e il balcone è sorretto da pilastri con capitelli ionici. La sua storia può essere fatta risalire al 1913: un tempo sede era dell'orchestra, mentre oggi è ritenuta segno e simbolo delle Terme di Boario e del comune in cui esse sono localizzate, Darfo Boario Terme[18]. La cupola è il simbolo di maggior prestigio del Padiglione dell’Antica Fonte, ed è stata edificata un secolo fa dall’architetto Amerigo Marazzi, divenendo un esempio lampante di architettura liberty [19].

Il Parco[modifica | modifica wikitesto]

Importante per il benessere è anche il parco secolare, comprendente 130mila metri quadrati di terreno in cui vengono captate le acque minerali. Esso è il luogo ideale per passeggiare in relax e rinvigorire lo spirito [20]

Le Acque[modifica | modifica wikitesto]

La preziosa qualità delle acque termali hanno fondamenta naturalmente nelle Alpi che circondano la Valle Camonica. Infatti, entrando in contatto con degli elementi minerali preziosi, le acque si purificano e si arricchiscono grazie ad essi. Le acque sono di tipo solfato, bicarbonato, calciche e magnesiche fredde (13-15 °C). Le quattro fonti di cui sono provviste le Terme di Boario, si differenziano tra loro grazie alla concentrazione di sali, una caratteristica che permette loro di avere funzioni terapeutiche diverse quali cura, riabilitazione e prevenzione. Principalmente svolgono una funzione benefica per tutti i disturbi fisici riconducibili allo stress causato dalla frenesia della vita quotidiana [21].

Come già detto sopra, le fonti sono quattro e sono:

  • Acqua Antica Fonte, indicata principalmente per chi soffre di disturbi della digestione, di colecistopatie e di intestino irritabile o con problemi di stitichezza e diverticolosi. Quest’acqua contiene un'elevata percentuale di solfato, bicarbonato e calcio e, se bevuta calda, aumenta la sua efficacia; [21]
  • Acqua Fausta, con i suoi elementi minerali all’interno, aiuta a detergere la mucosa e favorisce una migliore motilità intestinale. Quest’acqua è adatta a coloro che soffrono di disturbi intestinali, in particolare di difficoltà del flusso biliare, di stipsi cronica, gonfiore addominale ed intestino irritabile; [21]
  • Acqua Igea, è in grado di agire sull'apparato digerente e sulle vie biliari, favorire l'eliminazione dei residui metabolici e di attivare il ricambio idrico. Ha effetti benefici sulla digestione e prevenzione dei calcoli renali, e ha effetti antinfiammatori sul tratto genito-urinario. [21]
  • Acqua Boario, per il suo basso contenuto di sodio, ha un forte effetto depurativo e disintossicante sull'apparato digerente e sulle vie urinarie, favorendo la digestione e trovando indicazioni specifiche nel trattamento di cistiti, calcoli renali e ritenzione idrica. Grazie all'apporto equilibrato di calcio e magnesio, è considerata l'acqua migliore da bere quotidianamente a tutte le età. [21]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Centro di Corna

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2 502 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Folklore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o diminutivi, a volte anche personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Darfo è Pescadùr (Pescatori) Oc (Oche) Balutíne (racconta balle - palline).

Lo scütüm di Angone è Gaèi.

Lo scütüm di Fucine è Palòcc.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Darfo Boario Terme è il più popoloso della Valle Camonica.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente le antiche Comunità di Darfo, Montecchio, Corna, Boario (le prime due sulla sinistra dell'Oglio, le altre sulla destra) formano un unico centro urbano, mentre sono ancora abbastanza separate le frazioni di Fucine, Pellalepre, Bessimo, Erbanno e Gorzone.

Frazioni[1][modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Darfo-Corna e la fermata di Boario Terme, poste lungo la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, sono servite da collegamenti regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

Fra il 1901 e il 1917 le frazioni Bessimo, Boario, Erbanno e Angone era inoltre presente una fermata, e a Corna la principale stazione intermedia, della tranvia Lovere-Cividate Camuno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio di Darfo Boario Terme
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 1994 27 maggio 2002 Luigi Pelamatti Polo per le Libertà Sindaco
27 maggio 2002 7 maggio 2012 Francesco Abondio Casa delle Libertà Sindaco
7 maggio 2012 in carica Ezio Mondini lista civica di centrosinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del paese, l'Unione Sportiva Darfo Boario; nata nel 1937, è una delle prime società calcistiche della Val Camonica. Per la stagione 2018-19 milita in Serie D e disputa le proprie gare casalinghe allo "Stadio comunale di Darfo Boario Terme".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comune di Darfo Boario Terme - Il territorio
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2021 (dato provvisorio).
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 170.
  6. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 501.
  7. ^ a b c d Cenni storici - Città di Darfo Boario Terme
  8. ^ Treccani, il portale del sapere
  9. ^ a b Città di Darfo Boario Terme
  10. ^ a b c d e Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 159.
  11. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976, p. 29.
  12. ^ Roberto Andrea Lorenzi, Medioevo camuno - proprietà classi società, Brescia, Grafo, 1979, p. 71.
  13. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini, 1974 [1870], p. 154.
  14. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 18.
  15. ^ https://www.termediboario.it/it/terme/la-storia.page
  16. ^ a b BOARIO TERME - Enciclopedia Bresciana, su www.enciclopediabresciana.it. URL consultato il 26 agosto 2021.
  17. ^ BOARIO TERME - Enciclopedia Bresciana
  18. ^ a b La storia di Boario Terme
  19. ^ Centenario della cupola liberty di Boario Terme - Compagnia Digitale
  20. ^ Parco secolare a disposizione degli ospiti alle Terme di Boario
  21. ^ a b c d e Le quattro acque di Boario Terme sono vere fonti di benessere
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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