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Temù

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Temù
comune
Temù – Stemma Temù – Bandiera
Temù – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Roberto Menici (centrosinistra) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 46°14′58″N 10°28′08″E / 46.249444°N 10.468889°E46.249444; 10.468889 (Temù)Coordinate: 46°14′58″N 10°28′08″E / 46.249444°N 10.468889°E46.249444; 10.468889 (Temù)
Altitudine 1 144 m s.l.m.
Superficie 43,26 km²
Abitanti 1 113[1] (30-11-2016)
Densità 25,73 ab./km²
Frazioni Lecanù, Pontagna, Villa Dalegno
Comuni confinanti Edolo, Ponte di Legno, Vezza d'Oglio, Vione
Altre informazioni
Cod. postale 25050
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017184
Cod. catastale L094
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 861 GG[2]
Nome abitanti temunesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Temù
Temù
Temù – Mappa
Posizione del comune di Temù nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Temù (Temö in dialetto camuno[3]) è un comune italiano di 1 113 abitanti[1] della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il territorio di Temù in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La frazion di Temù sono: Lecanù (1.250 m.), Pontagna (1.164 m.), Villa Dalegno (1.380 m.).

Municipio di Temù
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo di Temù
Chiesa dei santi Martiri di Lecanù

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.

Nel 774 d.C., nel documento di donazione della Valle Camonica da parte di Carlo Magno al monastero di San Martino di Tours (Abbazia di Marmoutier), la parte più settentrionale della vallata, al confine con Trentino, è denominata Dalania:

« Donamus etiam ad prefatum sanctum locum valle illam que vocatur Camonia cum salto Candino vel usque in Dalanias cum montibus at alpibus a fine Treentina qui vocatur Thonale usque in finem Brixamcinse seu giro Bergamasci (...) »

(Monumenta Germaniae Historica diplomatum Carolinorum, 16 luglio 774 ev(Testo in latino disponibile su wikisource))

In epoca medievale e moderna il nome diviene Daligno o Dalegno. In età veneziana (1428-1797) una delle divisioni amministrative della Valle Camonica era composta dalle due comunità non confinanti di Borno e Dalegno.

Attorno all'anno Mille, la chiesa matrice della comunità di Dalegno, quella di San Martino di Villa Dalegno, ottiene la facoltà di avere una fonte battesimale, senza dover rifarsi a quella della pieve di Edolo.[4]

Nel 1158 il vescovo di Brescia Raimondo: in specifico, in riguardo a ogni onore, distretto e castellanza di Dalegno e di ogni diritto di imporre la decima, quale esiste adesso ed esisterà nel tempo a venire, che nel territorio di Delegno e nelle sue pertinenze (...) e inoltre dell'onore e del distretto che il vescovo ha in Cimbergo vengano investiti Pietro e Laffranco Martinengo.[5]

Il 18 gennaio 1350 il vescovo di Brescia Bernardo Tricardo investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Dalegno la comunità e gli uomini di Dalegno.[6]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1398 i rappresentanti della comunità di Dalegno, Giacomo di Faustino Favalino e il notaio Antonio Pedercino di Davena, si schierarono sulla sponda ghibellina.[7]

Il 9 aprile 1411 Giovanni Federici viene nominato da Giovanni Maria Visconti di Milano conte della Contea di Edolo e Dalegno.[8]

Nel 1371 si firma presso la casa dei Federici di Edolo un accordo tra i pastori di e quelli di Dalegno che vietavano loro di accedere alle malghe sul monte Avio.[9]

« Dictus mons de Lavio cum omnibus suio pertinentiis cui coheret: ab una parte communis Sonici, ab alia parte commune de Demo et Bertio, an alia parte comune de Mu, ab alia parte saxa sive cornua deserta, confinantia cum montibus tridentinis, salvis aliis coherentiis sit et esse debet communis et hominum de Mu, vel aliquem eorum, in possessione vel proprietate dicti montis; et quod debeant permittere dictos homines et commune de Mu pacifere possidere dictum montem tamquam rem suam propriam »

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • 6 gennaio, festa dell'epifania. Era consuetudine dare al gabinàt (da tedesco Gaben Nacht, notte dei doni): quando la mattina due persone s'incontravano, il primo che pronunciava la parola aveva aveva diritto di ricevere un piccolo dono. I padrini di battesimo facevano regali d'una certa consistenza ai loro figliocci.[10]
  • 23 giugno Vigilia di San Giovanni Battista: venivano accesi falò sulle alture.[10]
  • 23 agosto Vigilia di San Bartolomeo: in onore del santo patrono si bruciavano delle cataste di legna di abete sulle montagne. Era inoltre usanza illuminare le finestre delle case con lumicini ricavati da gusci di lumache (bogoni) durante la processione per le vie del paese.[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Temù sono:[11]

  • Parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, di struttira secentesca, ristrutturata nel XIX secolo. Il portale è in marmo di Vezza.
  • Chiesa di Sant'Alessandro, sorge lungo la strada per Vione, la struttura è del XVI secolo, ma il campanile dei XIII.
  • Chiesa dei Santi Martiri di Lecanù, del XVI secolo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Temù è Cèc, che in dialetto sta ad indicare lo scricciolo, un piccolo volatile.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Temù è sede del Museo della Guerra Bianca in Adamello.

Persone legate a Temù[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni di Temù sono:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado il territorio, grazie alle meravigliose risorse ambientali e paesaggistiche abbia innata vocazione per un turismo di qualità, oggi l'economia del Comune si basa essenzialmente sul mercato dell'edilizia residenziale (seconde case e residence) in relazione all'attività del vicino comprensorio sciistico Adamello Ski.

Il territorio montano di Temù, un tempo utilizzato principalmente per l'agricoltura, ha visto nel tempo ridursi fin quasi a scomparire tutte le attività ad essa collegate quali piccoli caseifici, forni, segherie. L'attività turistica nel periodo estivo è sottodimensionata rispetto alla ricchezza naturalistica e di tradizioni del territorio, mentre eccessivo è lo sfruttamento nel periodo invernale, per l'attività sciistica.

Il comune di Temù, come tutti i comuni limitrofi, a partire dagli anni sessanta è stato interessato da un pressivo fenomeno di emigrazione tuttora in atto. Non aiuta l'eccessivo sfruttamento della sola stagione invernale, che richiama localmente soltanto attività (e lavoratori) a carattere prevalentemente stagionale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

È attraversato dalla Strada statale 42 del Tonale e della Mendola

Impianti a fune[modifica | modifica wikitesto]

l'impianto a fune principale di Temù è la seggiovia che collega la città al rifugio Roccolo Ventura; in inverno durante la stagione sciistica dal rifugio partono altre seggiovie che collegano le varie piste da sci.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 14 giugno 1999 Maria Giovanna Battistel Partito Popolare Italiano Sindaco
14 giugno 1999 8 giugno 2009 Corrado Tomasi lista civica di centrosinistra Sindaco
8 giugno 2009 in carica Menici Roberto lista civica di centrosinistra Sindaco [13]

Unione di comuni[modifica | modifica wikitesto]

Temù fa parte dell'Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica, assieme ai comuni di Ponte di Legno, Vione, Vezza d'Oglio, Incudine e Monno.
L'unione di comuni, che ha sede a Ponte di Legno, è stata creata il 30 ottobre 2000, ed ha una superficie di circa 284,10 km².[14]

Fusione con Ponte di Legno[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 ottobre 2012 è stata sottoposta a referendum la fusione fra i comuni di Ponte di Legno e Temù. La proposta non è stata approvata.[15]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

In stretta correlazione con lo sviluppo del comprensorio sciistico di Ponte di Legno-Tonale il paese ha subito un progressivo calo demografico per emigrazione verso i maggiori centri cittadini della Lombardia, a favore di una conversione della struttura abitativa da permanente a stagionale grazie all'afflusso di migliaia di turisti che popolano il comune nei periodi turistici, in particolare in quello invernale, dedicato allo sci.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 154.
  4. ^ Romolo Putelli, Intorno al castello di Breno: storia di Valle Camonica, Lago d'Iseo e vicinanze da Federico Barbarossa a S. Carlo Borromeo, Brescia, La Nuova Cartografica, 1989 [1915].
  5. ^ Franco Bontempi, Cimbergo - storia, economia, società, Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2004, p. 95.
  6. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 102, ISBN 88-343-0333-4.
  7. ^ Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, a cura di Oliviero Franzoni, Breno, Tipografia Camuna, 1998 [1698], pg. 183.
  8. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976, p. 152.
  9. ^ Franco Bontempi, Storia del comune di Sonico, PadovaISBN = 88-7126-215-8, Upsel Domenighini, 2003, p. 284.
  10. ^ a b c Atlante Demologico Lombardo, demologia.it. URL consultato il 12-08-2008.
  11. ^ Tratto da: Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 167.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Voli - Speciale elezioni 2009, pal.voli.bs.it. URL consultato il 14 giugno 2009.
  14. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni dell Alta Valle Camonica[collegamento interrotto], pers.mininterno.it. URL consultato il 26 luglio 2008.
  15. ^ Giuseppe Arrighetti, Temù boccia la fusione con Ponte di Legno, in Corriere della Sera, 29 ottobre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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