Castegnato

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Castegnato
comune
Castegnato – Stemma Castegnato – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Gianluca Cominassi (centrosinistra) dal 26/06/2014
Territorio
Coordinate 45°33′47″N 10°06′54″E / 45.563056°N 10.115°E45.563056; 10.115 (Castegnato)Coordinate: 45°33′47″N 10°06′54″E / 45.563056°N 10.115°E45.563056; 10.115 (Castegnato)
Altitudine 143 m s.l.m.
Superficie 9,21 km²
Abitanti 8 326[1] (28-02-2015)
Densità 904,02 ab./km²
Comuni confinanti Gussago, Ospitaletto, Paderno Franciacorta, Passirano, Rodengo-Saiano, Roncadelle, Travagliato
Altre informazioni
Cod. postale 25045
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017040
Cod. catastale C055
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti castegnatesi
Patrono san Vitale
Giorno festivo seconda domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castegnato
Castegnato
Posizione del comune di Castegnato nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Castegnato nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Castegnato (Castignàt in dialetto bresciano[2][3]) è un comune italiano di 8 329 abitanti[1] della provincia di Brescia, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Castegnato si trova nella parte meridionale della Franciacorta in un contesto sostanzialmente pianeggiante. Dista otto chilometri dal capoluogo di provincia. Si estende su una superficie di 9,17 km² e si trova a un'altezza di 143 m s.l.m. circa.

Dal punto di vista idrografico, il territorio comunale viene attraversato ad est dal torrente Gandovere e ad ovest dal canale della Seriola nuova di Chiari che per un certo tratto del suo percorso funge da linea di confine con il comune di Rodengo Saiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio appartenne almeno in parte al monastero di Santa Giulia, mentre la parte più a nord-est fece parte dei beni del monastero di Rodengo.

Più tardi è probabile che il paese abbia fatto parte del Territorium Civitatis e perciò dipendente spiritualmente dalla Plebs urbana che si estendeva per un raggio di circa 10 km intorno alla città.

Nel periodo medievale Castegnato fu dotata di castello. Si narra[chi riporta il fatto?], infatti, che in contrada Torre ne esistesse uno, sia pur modesto, dal quale si ergeva una poderosa torre. È ignoto ancora a chi appartenesse, forse fu fatto costruire dal feudatario Beniamino da Manerba.

Sotto Venezia dal 1426, Castegnato fece parte della quadra di Gussago e del quartiere di Rovato.

Il console, affiancato da tre sindaci, convocava annualmente in un cortile i rappresentanti delle famiglie; in queste riunioni venivano anche scelti tre galeotti (marinai addetti alle "galere" veneziane), quattro guastatori e dodici fanti che erano messi a disposizione del Governo centrale. Nel 1610 Castegnato contava 600 abitanti e il comune faceva fronte agli impegni economici con le imposte dei suoi tre mulini.

Le prime scuole sorsero intorno al 1650 e in seguito fu aperto un collegio femminile presso il convento.

Sotto la dominazione napoleonica Castegnato era considerato frazione d’Ospitaletto. Quest’unione ebbe termine nel 1816 allorché il governo austriaco instaurò una nuova organizzazione comunale.

Quest'ultima dominazione terminò all’alba del 14 giugno 1859 quando gli eserciti di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III entrarono in paese. Toccò al sig. Lorenzo Panzerini l’onore di offrire il proprio palazzo al Quartier Generale del monarca sardo. Ne rimangono tangibili tracce nell'attuale dimora dei signori De Leone, in località Case.

Secondo la prima deriverebbe da un bosco di castagni che si trovava a sud dell’abitato. Nella seconda ipotesi deriverebbe dal gentilizio latino Castinus donde sarebbe poi derivato Castinea e infine Castegnato.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Il patrono del paese è San Vitale che viene festeggiato la seconda domenica di maggio con la fiera, accompagnata nel pomeriggio dalla processione. Tale processione si fa più solenne ogni 10 anni, quando viene portato per le vie del centro storico il reliquiario di San Vitale, conservato nella parrocchiale. Le ultime celebrazioni straordinarie si sono tenute a maggio 2015.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Villa Baitella[modifica | modifica wikitesto]

È una grande tenuta agricola con nucleo centrale costituito da una villa settecentesca e dalle abitazioni seicentesche. Si trova al confine tra Castegnato e Ospitaletto.

Il nome è derivato da quello dei Baitelli, una ricca famiglia bergamasca di commercianti di stoffe, che nel Trecento si trasferirono in Franciacorta, acquisendo delle terree facendo costruire il primo nucleo edilizio del complesso. Nel 1670 la proprietà passò alla famiglia Martinengo, che diede inizio alla costruzione della villa. Dal 1838, estintosi l'ultimo dei discendenti, la tenuta passo varie volte di mano, iniziando una fase di decadenza, che, alla fine della seconda guerra mondiale, durante la quale la struttura fu occupata, si trasformò in abbandono.

Oggi la Baitella è stata completamente ristrutturata su progetto dell'architetto Gianfranco Cominelli. Il restauro ha portato la villa ma anche gli edifici circostanti alla riconduzione del loro aspetto originario. Nella villa padronale sono stati ricavati degli alloggi esclusivi, dove sono stati conservati e restaurati gli elementi caratterizzanti dell'edificio. Nella cascina sono stati invece ricavati degli alloggi rustici. Il complesso è circondato da un parco di 30.000 m2.

I lavori di restauro della villa padronale, facciate, sale interne, elementi in pietra, dipinti murali e quanto di competenza sono stati condotti dal Restauratore Tucci Stefano.

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

È la chiesa parrocchiale del paese. Sorse nel Quattrocento su una cappella precedente, i cui resti sono incorporati nella casa canonica e nel campanile. Nella seconda metà del XVII secolo si impose la necessità della costruzione di una nuova Chiesa a causa dell'aumento demografico. La costruzione iniziò nel 1682 sotto la direzione, e forse anche su progetto, di Bartolomeo Spazio. Dopo due anni fu sospesa e si riprese poi definitivamente la costruzione nel 1685. Fu consacrata il 17 settembre 1693.

All'esterno il portale è composto da una statua di San Giovanni Battista sorretta da cherubini e da due colonne a tutto tondo in Marmo di Botticino. La navata risulta del XVII secolo, mentre transetto, cupola e presbiterio sono ben più recenti a causa degli ampliamenti degli Anni '40 e '80 del 1900. La pala (olio su tela) dell'altare maggiore, opera di Sante Cattaneo, raffigura la Sacra Famiglia con San Vitale, San Giovannino e Sant'Antonio da Padova in una fastosa cornice barocca. Lungo tutta la navata sono presenti i ritratti dei Dodici Apostoli del 1714, dipinti da Antonio Paglia.

A destra, nel primo altare detto "di Sant'Anna", vi è una tela raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Angelo Custode, Anna e Gioacchino mentre nella nicchia del secondo altare a destra vi è una statua della Beata Vergine affiancata dai misteri dal Rosario e dalle statue di San Giovanni evangelista e San Marco; sotto alla statua della Madonna è presente la teca contenente i resti mortali del Patrono, San Vitale. Sul lato sinistro il primo altare detto "dei Santi Filippo Neri e Francesco di Sales" ospita un dipinto di Sante Cattaneo; nel secondo altare è presente un dipinto della Santa Croce affiancato dalle statue di San Luca e San Matteo. Nella controfacciata vi è una grande tela (450 x 280 cm) raffigurante la decollazione di San Giovanni Battista. Maestosa è anche la tela (390 x 340 cm) raffigurante l'Imposizione del nome del Battista collocata nel transetto destro.

Corte San Camillo[modifica | modifica wikitesto]

Chiamata così perché Camillo Benso Conte di Cavour pernottò qui per una notte. La via si chiama proprio via Cavour in localitá Case, che confina con il comune di Rodengo-Saiano e bagnata dalla Seriola Nuova. La localitá conta circa 180 abitanti ed è formata da 12-13 abitazioni. Dietro le abitazioni più a sud della localitá è presente un campo da calcio dove giocano le giovanili del Brescia Calcio e del Castegnato.

Villa Calini[modifica | modifica wikitesto]

In centro storico, sulla strada che dalla Parrocchiale porta all'oratorio e al cimitero, si affaccia Villa Calini. Costruita nel XVIII secolo, fu la residenza di campagna dei Conti Calini, ora è adibita ad abitazione privata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1863 Lorenzo Panzerini Sindaco
1863 1863 Gaetano Gottardi Sindaco f.f.
1863 1864 Angelo Mainetti Sindaco f.f.
1864 1864 Giovanni Battista Bonomini Sindaco f.f.
1864 1866 Angelo Mainetti Sindaco f.f.
1866 1867 Nazzaro Panzerini Sindaco
1867 1889 Pietro Trebeschi Sindaco
1892 1899 Antonio Mainetti Sindaco
1899 1902 Federico Rota Sindaco
1903 1903 Ippolito Conte Calini Sindaco
1903 1908 Giulio Chilovi Sindaco
1908 1916 Ladislao De Leone Sindaco
1916 1920 Angelo Lumini Sindaco f.f.
1920 1924 Francesco Mainetti Sindaco
1924 1924 Giacomo Provezza Commissario Prefettizio
1924 1926 Francesco Panzerini Sindaco
1926 1928 Isacco Baffelli Partito Nazionale Fascista Podestà
1928 1928 Franco Guarnieri Commissario Prefettizio
1929 1931 Guglielmo Pedroni Partito Nazionale Fascista Podestà
1931 1931 Giuseppe Ontaci Commissario Prefettizio
1931 1934 Francesco Panzerini Partito Nazionale Fascista Podestà
1934 1934 Giuseppe Giarruso Commissario Prefettizio
1934 1935 Lorenzo De Leone Partito Nazionale Fascista Podestà
1935 1942 Federico Serlini Partito Nazionale Fascista Podestà
1942 1943 Antonio Rodengo Commissario Prefettizio
1943 1945 Luigi Vecchi Commissario Prefettizio
1945 1945 Beniamino Chilovi Commissario Prefettizio
1945 1945 Guido Mangano Comitato Liberazione Nazionale Sindaco
1945 1945 Francesco Savio Comitato Liberazione Nazionale Sindaco
1945 1946 Gervasio Mainetti Comitato Liberazione Nazionale Sindaco
1946 1956 Giuseppe Mainetti Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1960 Francesco Vecchi Democrazia Cristiana Sindaco
1960 1964 Luigi Presti Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1968 dott. Arturo Crema Democrazia Cristiana Sindaco
1968 1968 Ottorino Piovanelli Democrazia Cristiana Sindaco f.f.
1968 1980 Agostino Rodengo Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1990 Carlo Ciapetti Democrazia Cristiana Sindaco
1990 2004 dott. Lorenzo Vimercati Democrazia Cristiana, poi Unione di Centro Sindaco
2004 2014 Giuseppe Orizio Partito Democratico Sindaco
2014 in carica Gianluca Cominassi Partito Democratico Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2015.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 161.
  3. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN248654590
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