Lavenone

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Lavenone
comune
Lavenone – Stemma
Lavenone – Bandiera
Lavenone – Veduta
Lavenone – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoFranco Delfaccio (lista civica Alleanza per Lavenone) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°44′20″N 10°26′15″E / 45.738889°N 10.4375°E45.738889; 10.4375 (Lavenone)
Altitudine385 m s.l.m.
Superficie31,82 km²
Abitanti490[1] (30-11-2021)
Densità15,4 ab./km²
FrazioniBisenzio, Presegno
Comuni confinantiAnfo, Bagolino, Collio, Idro, Pertica Bassa, Treviso Bresciano, Vestone
Altre informazioni
Cod. postale25070
Prefisso0365
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017087
Cod. catastaleE497
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 760 GG[3]
Nome abitantilavenonesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lavenone
Lavenone
Lavenone – Mappa
Lavenone – Mappa
Posizione del comune di Lavenone nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Lavenone (Lavinù in dialetto bresciano[4]) è un comune italiano di 490 abitanti[1] della provincia di Brescia in Valle Sabbia, Lombardia. Il comune appartiene alla Comunità montana della Valle Sabbia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è privo di un formale decreto di concessione. Lo storico Ugo Vaglia nel 1961 lo descriveva: troncato: nel primo d'azzurro, al leone rampante d'oro, armato e linguato di rosso; nel secondo d'azzurro, al monte naturale fondato in punta e accompagnato in capo da una stella di otto raggi d'oro.[5] L'emblema civico, riprodotto sui documenti comunali appare: di azzurro, al monte all'italiana di sei cime di verde, fondato sulla campagna dello stesso, sostenente una stella d'oro di 6 raggi; al capo d'argento, al leone di azzurro.[6]

Il gonfalone utilizzato dal Comune è un drappo troncato di bianco e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º luglio 1985 16 gennaio 1992 Gian Fausto Salvadori Indipendente Sindaco [8]
24 gennaio 1992 14 giugno 2004 Primo Eugenio Ondini Indipendente - Alleanza Democratica Sindaco [9]
14 giugno 2004 27 maggio 2019 Claudio Zambelli Lista civica Insieme per Lavenone Sindaco [10]
27 maggio 2019 in carica Franco Delfaccio Lista civica Alleanza per Lavenone Sindaco [11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Posta lungo la strada statale 237 del Caffaro, fra il 1917 e il 1932 Lavenone ospitò una fermata della tranvia Brescia-Vestone-Idro, la cui tratta finale da Vestone a Idro era stata costruita durante la prima guerra mondiale per esigenze belliche[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Toponimi in dialetto bresciano, su brescialeonessa.it.
  5. ^ Ugo Vaglia, Araldica bresciana, stemmario della Valle Sabbia, in Rivista araldica, anno 1961, citato in Marco Foppoli, Stemmario Bresciano, Provincia di Brescia / Grafo, 2011, p. 174, ISBN 978-88-7385-844-7.
  6. ^ Lavenone, su araldicacivica.it. URL consultato il 19 ottobre 2022.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - SALVADORI GIAN FAUSTO, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  9. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - ONDINI PRIMO EUGENIO, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  10. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - ZAMBELLI CLAUDIO, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  11. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - DELFACCIO FRANCO, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  12. ^ Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda - Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo, 2004. ISBN 8873856330.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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