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Esine

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Esine
comune
Esine – Stemma
Esine – Veduta
Il municipio di Esine
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoEmanuele Moraschini (lista civica) dal 06/06/2016
Territorio
Coordinate45°55′35″N 10°15′06″E / 45.926389°N 10.251667°E45.926389; 10.251667 (Esine)Coordinate: 45°55′35″N 10°15′06″E / 45.926389°N 10.251667°E45.926389; 10.251667 (Esine)
Altitudine286 m s.l.m.
Superficie30,31 km²
Abitanti5 244[1] (30-11-2017)
Densità173,01 ab./km²
FrazioniPlemo, Sacca
Comuni confinantiBerzo Inferiore, Bovegno, Cividate Camuno, Darfo Boario Terme, Gianico, Piancogno
Altre informazioni
Cod. postale25040
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017070
Cod. catastaleD434
TargaBS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 618 GG[2]
Nome abitantiesinesi
PatronoSan Paolo
Giorno festivo25 gennaio
SoprannomeMaia mule
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Esine
Esine
Esine – Mappa
Posizione del comune di Esine nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Esine (Éden in dialetto camuno[3]) è un comune italiano di 5 244 abitanti,[1] della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Esine si trova posizionato alla fine della Valgrigna, ed è attraversato da nord a sud dalla Strada statale 42 del Tonale e della Mendola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.

« Questa è Eseno, popolatissima, de civili, e nobili famiglie habitata, decorata d'una rocca, e di due castelli, uno dov'adesso è situata la chiesa della Santissima Trinità posseduto un tempo per metà da Federici, e l'altro, detto Castel Nuovo, dai soli Federici »

(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698)

[4]

Portale con stemma della famiglia Federici

Il nome di Esine compare la prima volta nel 979 (o 994 - la datazione è controversa) in una donazione effettuata da Gisalberto da Esine.

Nel XII secolo vi è un'aspra vertenza con i vicini di Borno a causa di una palizzata costruita sul fiume Oglio, che a causa dell'abusiva costruzione aveva mutato corso. Vi fu anche una rissa che portò alla morte di undici persone. Nell'ottobre 1168 venne emessa una pacificazione in Montecchio che portò alla distruzione della staccionata.[5]

Nel 1287 Manfredo Beccagutti acquistava a ripetizione le terre di Esine e Plemo, venendo poi investita del diritto di decima da parte del vescovo di Brescia.[6]

Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Cerveno, Ono e Cricolo, Esine e Paisco Oprandino Codaferri da Cemmo .[7]

Verso la fine del XIV secolo Marchesio figlio di Ziliolo Federici, del castello di Gorzone, acquistano terreni in Esine.

Tra il 1545 ed il 1549 Esine ed Erbanno si contendono il bosco delle Toroselle.[8]

Nel 1577 viene fondato un monte di pietà.[9]

Numerose inondazioni (sia della Grigna che dell'Oglio) si verificarono ne 1544, 1614, 1615, 1629, 1644 e il 7 luglio 1634 con la morte di 140 persone.[9]

Nel 1836 viene eretto un ponte in legno sull'Oglio, dove prima si transitava sopra una barchetta, e nel 1870 venne abbattuto e ricostruito in muratura, e dedicato al re Vittorio Emanuele II.[9]

A partire dall'Ottocento si manifestano sempre più numerosi dei fenomeni di carsismo, che creano dei baratri chiamati "laghetti".[9]

Oggi i laghetti sono studiati da molti studiosi.

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Beccagutti
Beccagutti.PNG
1287 - 1391
Codaferri 1336
Federici
Arms family it Federici - ancient (Luca Giarelli).png
XIV secolo - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale di San Paolo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Esine sono:[10]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Federici: si trovava nella parte orientale del colle del Bardisone, sono stati ritrovati due fabbricati del XIV secolo, un pozzo (ora nella spianata della chiesa della SS. Trinità) ed un pezzo della muraglia che doveva cingere il castello. Sul lato sud, verso Esine partiva una scalinata oggi scomparsa che lo congiungeva alla strada sottostante.[11]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Esine è Maia müle.[13]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 dicembre 1988 7 giugno 1993 Giuseppe Bonino PCI/PDS Sindaco
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Claudio Nodari indipendente (PPI) Sindaco
28 aprile 1997 30 maggio 2006 Costante Galli Lega Nord Sindaco
30 maggio 2006 22 ottobre 2015 Fiorino Fenini lista civica di centrosinistra Sindaco [14]
23 ottobre 2015 6 giugno 2016 Salvatore Rosario Pasquariello Commissario prefettizio
6 giugno 2016 in carica Emanuele Moraschini lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 167.
  4. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 207.
  5. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 49.
  6. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 50.
  7. ^ Tratto da: Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 80, ISBN 88-343-0333-4.
  8. ^ Roberto Andrea Lorenzi, Medioevo camuno - proprietà classi società, Brescia, Grafo, 1979, p. 72.
  9. ^ a b c d Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 51.
  10. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 47.
  11. ^ AAVV, Itinera - 4 - Castelli, torri e fortificazioni, Breno, Tipografia camuna, 2003, p. 37.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 167.
  14. ^ Decaduto in seguito alle dimissioni dei membri della giunta e del consiglio comunale.Bresciaoggi, La maggioranza se ne va l'era Fenini finisce in archivio, 21 ottobre 2015

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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