Esine

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Esine
comune
Esine – Stemma
Esine – Bandiera
Esine – Veduta
Esine – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoEmanuele Moraschini (lista civica) dal 6-6-2016 (2º mandato dal 4-10-2021)
Territorio
Coordinate45°55′35″N 10°15′06″E / 45.926389°N 10.251667°E45.926389; 10.251667 (Esine)
Altitudine286 m s.l.m.
Superficie30,31 km²
Abitanti5 078[1] (31-07-2022)
Densità167,54 ab./km²
FrazioniPlemo, Sacca Librinì
Comuni confinantiBerzo Inferiore, Bovegno, Cividate Camuno, Darfo Boario Terme, Gianico, Piancogno
Altre informazioni
Cod. postale25040
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017070
Cod. catastaleD434
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 618 GG[3]
Nome abitantiesinesi
PatronoSan Paolo
Giorno festivo25 gennaio
SoprannomeMaia müle
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Esine
Esine
Esine – Mappa
Esine – Mappa
Posizione del comune di Esine nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Esine (Éden in dialetto camuno[4]) è un comune italiano di 5 078 abitanti,[1] della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Geografia fisica e antropica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio e frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Esine sorge nella bassa Valle Camonica, più precisamente all'imbocco della Valgrigna: si sviluppa in larga parte intorno al punto di confluenza tra l'omonimo torrente e il fiume Oglio, e dista 63 km dal capoluogo provinciale[5].

Densamente antropizzato nella parte fondovalliva, conta anche una vasta componente montuosa che - pur sostanzialmente spopolata - contribuisce a collocarlo tra i comuni più estesi della zona.

Il capoluogo comunale risulta affiancato da tre frazioni: alle storiche e popolose Sacca e Plemo, ubicate nel quadrante meridionale dell'abitato, si sono poi aggiunti i piccoli Librinì, elevati al rango di frazione solo di recente e posti a loro volta a levante del borgo principale. La porzione del capoluogo comunale al confine con Cogno, e comprendente l'ospedale, è soprannominata "Canadà".

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

La parte pianeggiante del Comune è interamente segnata dal corso del fiume Oglio, che la percorre da nord a sud, per poi ricevere l'apporto della Grigna, suo affluente di sinistra.

Oltre a Oglio e Grigna, il territorio di Esine comprende diversi altri corsi d'acqua, provenienti per lo più dai monti posti sul lato orientale: su tutti il Resio, anch'esso affluente dell'Oglio, e il torrente della Valle dell'Inferno[6], che all'altezza della Sacca confluisce a sua volta proprio nel Resio. Altri torrenti degni di nota sono quelli che solcano le omonime vallate montuose: Val Cavena[7], Valle del Cul, Val Pelù, Val Fredda e Val Poma[8], alcuni dei quali vedono utilizzate le proprie acque per la produzione di energia idroelettrica[9].

È presente anche un canale artificiale, il Vaso Re, scavato nel Medioevo[10] per alimentare i tanti opifici e mulini disseminati lungo l'intera Val Grigna, e oggi parzialmente interrato.

Orografia e fenomeni carsici[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista orografico, la parte orientale del comune è occupata da numerosi rilievi facenti capo alla Catena Bresciana Occidentale, massiccio montuoso appartenente a sua volta alle Prealpi Bresciane: cime principali sono la Colma di San Glisente, posta al confine con Berzo Inferiore a un'altitudine di 2161 metri[11], il Monte Rosello, il Monte Fra e il Monte Stabil Fiorito, con quest'ultimo a fungere da confine naturale tra Val Camonica e Val Trompia. Altri rilievi meritevoli di attenzione sono La Cupola, ubicata tra la Sacca e Montecchio, il Dosso delle Plagne, e due caratteristiche formazioni geologiche poste all'altezza di Plemo: il Corno dell'Orselù e il Dosso della Regina.

Vi è infine un colle morenico di 425 metri d'altezza[5], denominato Bardisone, che risulta totalmente estraneo alle Prealpi Bresciane, occupando infatti la piana di fondovalle al confine tra Esine, Berzo Inferiore e Cividate Camuno, e che si staglia netto dietro al locale nosocomio.

A partire da metà Ottocento iniziò a manifestarsi un peculiare fenomeno di carsismo, consistente nella formazione di alcuni baratri poi riempiti dall'acqua, chiamati "laghetti"[12] e a lungo oggetto di studio da parte di numerosi geologi. Il fenomeno era causato da un processo di dissoluzione chimica delle rocce di Dolomia componenti il basamento vallivo; a tutt'oggi risulta però quasi esaurito, permanendo nel solo laghetto delle "Cilicele", che oltre a essere il più esteso fu anche il primo in ordine cronologico a formarsi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.

«Questa è Eseno, popolatissima, de civili, e nobili famiglie habitata, decorata d'una rocca, e di due castelli, uno dov'adesso è situata la chiesa della Santissima Trinità posseduto un tempo per metà da Federici, e l'altro, detto Castel Nuovo, dai soli Federici»

(Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, 1698)

[13]

Portale con stemma della famiglia Federici

Il nome di Esine compare per la prima volta nell'anno 979 (o forse nel 994, la datazione è controversa) in una donazione effettuata da tale Gisalberto da Esine. Nel XII secolo vi fu un'aspra vertenza con i vicini di Borno, a causa di una palizzata costruita abusivamente sul fiume Oglio, che per effetto di tale costruzione aveva mutato corso; da ciò derivò una tragica rissa che portò alla morte di undici persone. Nell'ottobre 1168 la controversia si ricompose grazie a una pacificazione emessa a Montecchio, con la conseguente distruzione della staccionata.[14]

Nel 1287 Manfredo Beccagutti acquistò a ripetizione le terre di Esine e Plemo, venendo poi investito del diritto di decima da parte del vescovo di Brescia.[15]

Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investì iure feudi Oprandino Codaferri dei diritti di decima nei territori di Cerveno, Ono e Cricolo, Esine e Paisco .[16]

Verso la fine del XIV secolo Ziliolo Federici e il figlio Marchesio, del castello di Gorzone, acquistarono diversi terreni a Esine.

Tra il 1545 ed il 1549 Esine ed Erbanno si contesero militarmente il bosco delle Toroselle.[17]

Al 1577 risale la fondazione del primo monte di pietà.[18]

Numerose inondazioni (sia della Grigna che dell'Oglio) si verificarono negli anni 1544, 1614, 1615, 1629, 1644, con la morte di 140 persone;[18] particolarmente violenta fu quella del 7 luglio 1634.

Nel 1836 venne eretto un ponte in legno sull'Oglio, dove prima si transitava sopra una barchetta; nel 1870 sarebbe stato abbattuto e ricostruito in muratura, e dedicato al re Vittorio Emanuele II.[18]

A partire dagli anni '20, e più avanti durante la Resistenza, la comunità esinese si è distinta per la propria ferma opposizione sia contro il Regime Fascista che, in seguito, contro l'Occupazione nazista dell'Italia: a tal proposito va segnalato l'eccidio dei tre fratelli antifascisti Lorenzo, Bortolo e Giovanni Gimitelli[19], avvenuto a Pasqua del 1931; altra figura importante fu quella del partigiano Tani Bonettini, tra i protagonisti locali della lotta partigiana dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943, e in seguito molto attivo come divulgatore storico dei fatti.

Nel marzo del 1989, i comuni di Esine e di Civitanova Marche ufficializzarono il proprio gemellaggio istituzionale[20], sulla scorta di quello siglato dalle rispettive sezioni AVIS già nel 1971[21].

Il 7 dicembre del 1992[22] venne aperto il nuovo Ospedale di Vallecamonica, edificato nella piana a sudovest del Bardisone per sostituire i due nosocomi di Breno e Darfo.

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Beccagutti
Beccagutti.PNG
1287 - 1391
Codaferri 1336
Federici
Arms family it Federici - ancient (Luca Giarelli).png
XIV secolo - ?

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

«D'argento, al grifone rivolto di nero; al capo di rosso, all'aquila di nero. Ornamenti esteriori da Comune.»

Lo stemma, privo di concessione ufficiale, è liberamente utilizzato dal Comune.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale di San Paolo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

A Esine sono presenti i seguenti edifici religiosi:[23]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Federici: si trovava nella parte orientale del colle del Bardisone, sono stati ritrovati due fabbricati del XIV secolo, un pozzo (ora nella spianata della chiesa della SS. Trinità) ed un pezzo della muraglia che doveva cingere il castello. Sul lato sud, verso Esine partiva una scalinata oggi scomparsa che lo congiungeva alla strada sottostante[28];
  • Rocca Novella: costruita a ridosso dell'abitato a Plemo, fu abbattuta nel 1455 dalle autorità Serenissime; ne rimangono il muro perimetrale volto a settentrione, una finestra, l'imposta del soffitto con volta a botte e una scalinata con sei gradini;
  • Rocca Alta: ubicata anch'essa a Plemo, fu dimora dapprima della famiglia Federici, e poi dei Beccagutti[29]; ad oggi risulta quasi totalmente diroccata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[30]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Esine è Maia müle.[4]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è percorso sull'asse longitudinale dalla SS 42 del Tonale e della Mendola, strada a scorrimento veloce che talvolta viene impropriamente definita come superstrada della Val Camonica; il territorio comunale è inoltre servito dalla Stazione di Cogno-Esine, afferente alla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo e posta al confine col comune di Piancogno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio di Esine.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 dicembre 1988 7 giugno 1993 Giuseppe Bonino PCI/PDS Sindaco
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Claudio Nodari PPI Sindaco
28 aprile 1997 30 maggio 2006 Costante Galli Lega Nord Sindaco
30 maggio 2006 22 ottobre 2015 Fiorino Fenini lista civica di centro-sinistra Sindaco [31]
23 ottobre 2015 6 giugno 2016 Salvatore Rosario Pasquariello Commissario
6 giugno 2016 in carica Emanuele Moraschini lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 167.
  5. ^ a b Valle Camonica: i Paesi - Esine, su intercam.it. URL consultato l'8 maggio 2021.
  6. ^ Valle dell'inferno a Esine - Visit Lake Iseo Portale Ufficiale turismo Lago d'Iseo, su Visit Lake Iseo. URL consultato il 26 aprile 2021.
  7. ^ Val Cavena – Lupi di San Glisente, su lupidisanglisente.it. URL consultato il 26 aprile 2021.
  8. ^ Reticolo idrico del Comune di Esine, su esine.gov.it.
  9. ^ Tabella concessioni idroelettriche - Comunità Montana di Valle Camonica (PDF), su cmvallecamonica.bs.it.
  10. ^ (EN) Vaso Re - Lessons, su Blendspace. URL consultato il 26 aprile 2021.
  11. ^ Info Scheet, su legambientevallecamonica.it. URL consultato il 26 aprile 2021.
  12. ^ LAGHETTI di Esine - Enciclopedia Bresciana, su enciclopediabresciana.it. URL consultato il 26 aprile 2021.
  13. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 207.
  14. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 49.
  15. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 50.
  16. ^ Tratto da: Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 80, ISBN 88-343-0333-4.
  17. ^ Roberto Andrea Lorenzi, Medioevo camuno - proprietà classi società, Brescia, Grafo, 1979, p. 72.
  18. ^ a b c Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica, vol. 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 51.
  19. ^ Canzoni contro la guerra: Pier Luigi Milani - Pasqua di sangue ad Esine (1931), su antiwarsongs.org. URL consultato il 25 aprile 2021.
  20. ^ Rete Civica del Comune di Civitanova Marche - ESINE (BRESCIA), su servizi.comune.civitanova.mc.it. URL consultato il 27 aprile 2021.
  21. ^ Gemellaggio tra le Amministrazioni Comunali | Avis Esine, su avisesine.it. URL consultato il 27 aprile 2021.
  22. ^ OSPEDALI - Enciclopedia Bresciana, su enciclopediabresciana.it. URL consultato il 26 aprile 2021.
  23. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 47.
  24. ^ Edificio di culto della Visitazione di Maria Vergine - Sacca di Esine, su beweb.chiesacattolica.it.
  25. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 49.
  26. ^ Le CHIESE delle Diocesi ITALIANE Chiesa di San Giovanni Battista - Plemo - Esine - Brescia - elenco censimento chiese, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 26 aprile 2021.
  27. ^ Cappella del Lazzaretto, Via Librinì, 0(P) - Esine (BS) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 aprile 2021.
  28. ^ AAVV, Itinera - 4 - Castelli, torri e fortificazioni, Breno, Tipografia camuna, 2003, p. 37.
  29. ^ AAVV, Itinera - vol. 4 - Castelli, torri e fortificazioni, Breno, Tipografia camuna, 2003, p. 37.
  30. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  31. ^ Decaduto in seguito alle dimissioni dei membri della giunta e del consiglio comunale.Bresciaoggi, La maggioranza se ne va l'era Fenini finisce in archivio, 21 ottobre 2015 Archiviato il 21 ottobre 2015 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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